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Proibito ringraziare

di Fabrizio Centofanti

Immaginiamo che una legge severissima proibisse all’umanità di ringraziare: che cosa proverebbe? Si affaccerebbe un desiderio di pronunciare la fatidica parola? L’Eucaristia, sia feriale sia festiva, sarebbe vietata, perché significa “ringraziamento”. Da qualche parte il vocabolo salterebbe fuori, e i responsabili del suo utilizzo sarebbero puniti con la morte. Verrebbe allestito un cimitero per seppellire solo loro, rei di aver compiuto un atto temerario, coraggioso, ormai dimenticato: dire “grazie”. Tuttavia, da qualche parte, in un angolo sperduto del mondo, per l’assenza di autorità riconosciute o tribunali approvati dal governo, questa parola trascurata, negletta, invisa ai potenti della terra, sopravviverebbe, tuonerebbe, garantendo la conservazione del genere umano, col suo carico esplosivo di vita.

 

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Grazie

Riceviamo molte grazie, ogni giorno, ma non ce ne accorgiamo. Siamo distratti, e non attratti. La forza di gravità ci spinge a terra: eppure la fortezza, grazia dello Spirito, ci solleva di nuovo fino al cielo.

Abbraccio


Gesù scende in mezzo a noi. Questo ci stupirà fino a quando lo vedremo faccia a faccia. Allora potremo dirgli  il nostro grazie. Quanto avremo atteso per pronunciarlo guardandolo negli occhi; quanto avremo desiderato ascoltare la risposta, ricevere il suo abbraccio.

Il giogo leggero

Gesù ha abbracciato con gioia la Sua croce. A Gabrielle chiede di unirsi a Lui con lo stesso slancio con cui ha voluto salvarci e aderire alla volontà del Padre. Insieme con Lui, anche le fatiche più improbe e le grandi sofferenze sono dolci. Le ricorda l’importanza del grazie: il suo lo ripagherà dell’indifferenza degli ingrati. 

Me lo segno

Ci arriva una grazia e non sappiamo perché. Magari ce ne prendiamo il merito, pensiamo di averla conquistata con le nostre forze. Il Cristo dice alla Bossis che le grazie arrivano per la preghiera di un altro – di Sua Madre, per esempio – per la benedizione di un prete, la Divina Misericordia… Grazie, adesso me lo segno.

Grazie

Gesù dice a Gabrielle – che ha provato una grande gioia – di ringraziare: Lui non dà soltanto sofferenze, anche se queste sembrano sempre in primo piano. Il nostro grazie gli dà gioia, lo aspetta, non lasciamolo deluso.