
Muoiono i morti
Muoiono i morti
Dentro la Striscia
Sparati
Affamati
Stracciati
Nessun rito funebre
Per loro
Ché pure Antigone è dispersa
Muoiono i morti
Appena nati
Senza latte né cibo
Che oltre il varco stanno
A imputridire
Mamma, dov’è la mia gamba?
Papà, dammi da mangiare!
Di quale famiglia siete,
fratelli?
Sotto le macerie
Sta anche la nostra compassione
Sepolta questa per davvero
Con tutti i riti del caso
*
Distanze
swish-swish
Ahmed o
Alì o
Bilal
Pulisce il parabrezza della mia auto
In cambio di una moneta
Un obolo in fila all’altro
Fino a coprire la distanza tra Roma e Dakka
È un uomo che viene da lontano
Ha una sciarpa intorno al capo
Secchio e spazzola
E un lavoro
Di piedi gonfi
Incontri fugaci
Gelo e afa
Sorrisi e ghigni
Rabbia
Finito il servizio
Riparto
pssshh-pssshh swish-swish
Lavo il vetro
Con le dotazioni di serie
Pochi secondi e
Ahmed o
Alì o
Bilal
Svanisce
*
Floriana L’Arco è nata a Formia cinquantaquattro anni fa. Dopo la laurea in fisica si è dedicata per qualche anno alla diagnostica artistica, una disciplina che applica metodi scientifici e tecnologici allo studio delle opere d’arte. Dal 2000 lavora nel settore informatico.
Nel dicembre 2022, ha pubblicato, con il collettivo SH4, un’antologia dal titolo [Non] sono racconti porno (DeComporre Edizioni) presentata al Book City di Milano e al Buk Festival di Modena dove ha ricevuto una menzione speciale.
In questo momento sta ultimando una raccolta di poesie incentrata sulla transizione esistenziale che vive come donna ultracinquantenne.
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Si può contribuire alla rubrica inviando, sul tema, una o più poesie e una breve nota bio- bibliografica all’indirizzo: [email protected]
