POESIA E POLITICA.11. Floriana L’Arco

Muoiono i morti

 

Muoiono i morti

Dentro la Striscia

Sparati

Affamati

Stracciati

Nessun rito funebre

Per loro

Ché pure Antigone è dispersa

 

Muoiono i morti

Appena nati

Senza latte né cibo

Che oltre il varco stanno

A imputridire

 

Mamma, dov’è la mia gamba?

Papà, dammi da mangiare!

Di quale famiglia siete,

fratelli?

 

Sotto le macerie

Sta anche la nostra compassione

Sepolta questa per davvero

Con tutti i riti del caso

 

*

 

Distanze

 

swish-swish

Ahmed o

Alì o

Bilal

Pulisce il parabrezza della mia auto

In cambio di una moneta

Un obolo in fila all’altro

Fino a coprire la distanza tra Roma e Dakka

 

È un uomo che viene da lontano

Ha una sciarpa intorno al capo

Secchio e spazzola

E un lavoro

Di piedi gonfi

Incontri fugaci

Gelo e afa

Sorrisi e ghigni

Rabbia

 

Finito il servizio

Riparto

pssshh-pssshh swish-swish

Lavo il vetro

Con le dotazioni di serie

Pochi secondi e

Ahmed o

Alì o

Bilal

Svanisce

 

*

 

Floriana L’Arco è nata a Formia cinquantaquattro anni fa. Dopo la laurea in fisica si è dedicata per qualche anno alla diagnostica artistica, una disciplina che applica metodi scientifici e tecnologici allo studio delle opere d’arte. Dal 2000 lavora nel settore informatico.

Nel dicembre 2022, ha pubblicato, con il collettivo SH4, un’antologia dal titolo [Non] sono racconti porno (DeComporre Edizioni) presentata al Book City di Milano e al Buk Festival di Modena dove ha ricevuto una menzione speciale.

In questo momento sta ultimando una raccolta di poesie incentrata sulla transizione esistenziale che vive come donna ultracinquantenne.

 

*

 

Si può contribuire alla rubrica inviando, sul tema, una o più poesie e una breve nota bio- bibliografica all’indirizzo:   [email protected]   

 

 

 

 

 

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