La voce degli ultimi. Gesù ci insegna a seguire lo Spirito

Gesù, nella sua vita, fu impregnato di uno spirito di sottomissione alla famiglia, di amore al lavoro, ma contemporaneamente anche dello spirito di amore alla verità, che lo portava di volta in volta sempre più in là, sempre oltre, e diventava così, questo spirito che viveva, uno spirito di fuoco, uno spirito di desiderio profondo del regno di Dio, di desiderio intimo di liberare questo mondo dal giogo della morte. E così ha continuato a vivere lo spirito della fedeltà anche nei momenti più bui, e dunque dello spirito della perseveranza, dello spirito di preghiera, dello spirito di ribellione verso un sistema che lo voleva omologare a sé. Ma contemporaneamente, era pieno dello spirito di sottomissione al Padre suo e Dio suo

E così, alla fine, il suo desiderio più profondo è stato esaudito, perché fu invaso – dopo la sua morte – dello spirito di risurrezione, che non ha tenuto per sé, ma lo ha effuso su coloro che vivevano (e quelli che vivono ancora) l’esperienza della croce. 

In questo modo, lo spirito di risurrezione diventa il punto d’arrivo, la pienezza e il compimento di ogni altro spirito. Gesù non poteva possederlo del tutto fino a che non avesse offerto la sua vita in obbedienza ai diversi spiriti che la verità gli riversava nel cuore di volta in volta, di esperienza in esperienza, sempre in funzione del compimento del regno di Dio. 

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