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Senza vederlo

Ci chiediamo: com’è possibile avere intimità con Dio, senza vederlo? Basta che Lo veda Gesù, nostro Fratello.

[ricordo, ogni tanto, che questi brevi testi sono ispirati al diario di Gabrielle Bossis, mistica francese del ‘900]

Trenta denari


Gesù è ferito dal rifiuto dell’intimità, che offre con amore. Fermarsi, scendere in sé, ritrovarsi nel battito del cuore, sono i gesti della vera preghiera. Con che li barattiamo? Da due millenni i trenta denari passano di mano in mano, ogni momento.

Fondamenta


L’intimità con Gesù è la cosa più importante e trascurata. Siamo spesso iperattivi, convinti che il fare costruisca il Regno sulla terra. Ma il Regno è Gesù: trascurandolo, edifichiamo su fondamenta instabili. Cerchiamolo, parliamogli, e costruiremo sulla roccia.

Secoli

L’intimità con Gesù sulla terra continuerà nel cielo. C’è qualcosa di più desiderabile? Conviene chiedersi se i propri desideri non portino in luoghi inospitali, non producano frutti andati a male, di cui nutrirsi nei secoli dei secoli.

Quel che è

Gesù dice a Gabrielle di fare caso alla gioia e alla pace che seguono a quello che viene fatto per Lui: niente dà una consolazione così grande, o fa stare così bene. Bisogna moltiplicare le occasioni: di preghiera, di colloquio, di scambio di sguardi e di pensieri. Più si entra nell’intimità, più la vita diventa quel che è. 

Segreti

Stare con Gesù, vivere della Sua intimità, non scendere a compromessi col mondo: si può immaginare l’esito finale dei potenti che lo hanno giudicato. Manca poco per vederlo, quel tanto che basta per vivere di fede. Ma lo vedremo faccia a faccia, e sarà allora che ci disseteremo. Per ora è Lui che beve a lunghi sorsi. Così il Cristo alla Bossis, in questo intenso, sorprendente svelamento dei segreti della vita. 

Il racconto

Gesù confida a Gabrielle tutta la Sua gioia nel sentirsi dire Ti amo. La esorta a raccontargli quando e come è cominciato questo amore, e tutto ciò che farebbe per Lui, perché ogni volta la storia si rinnovi. Vale per ognuno di noi, beneficiari della luce profonda che è la nostra relazione con il Cristo. 

Una festa


Gesù si paragona a un padrone di casa che dà una festa e poi, alla fine, si chiede se gli invitati gli saranno grati, se parleranno bene o male della sua accoglienza, se saranno venuti, alla proposta di amicizia, come a uno spettacolo. E invita Gabrielle a fermarsi a parlare cuore a cuore, perché l’amore riempia tutta l’anima. Dio ci desidera, ma quanto spesso non ce ne accorgiamo. 

Angeli

Gesù chiede gratitudine, confidenza, intimità. Dice a Gabrielle che sono rari coloro che desiderano e comprendono il Suo amore. La esorta a fare parte di questo piccolo gregge, a consolare gli altri come un angelo, che con un sorriso strappa all’angoscia e riaccende la speranza. 

La lingua


Gesù dice a Gabrielle di chiedere la fame di Lui, che, anche tra i rumori del mondo, custodisce l’intimità divina. Per ritrovarsi, occorre perdersi in chi si ama. Gesù chiede scusa di parlare sulla terra il linguaggio del Cielo, quello dell’amore: è come un viandante che, in ogni posto in cui passa, parla nella sua lingua, che si impara più facilmente delle altre.