Né l’intimità della tua fronte chiara come una festa
né l’abitudine del tuo corpo, ancora misterioso e tacito e da bambina,
né la successione della tua vita assumendo parole o silenzi
saranno favore tanto misterioso
come guardare il tuo sonno implicato
nella veglia delle mie braccia.
Vergine miracolosamente un’altra volta per la virtù assolutoria del sonno,
quieta e splendente come una felicità che la memoria sceglie,
mi darai quella sponda della tua vita che tu stessa non hai.
Gettato alla quiete,
scorgerò quella spiaggia ultima del tuo essere
e ti vedrò per la prima volta, forse,
come Dio deve vederti,
sbaragliata la finzione del Tempo,
senza l’amore, senza di me.
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Sant’Agostino docet:
«Dio è più intimo a me di me stesso»!…
…sembra facile…ma bisogna impegnarsi molto!!!
Né l’intimità della tua fronte chiara come una festa
né l’abitudine del tuo corpo, ancora misterioso e tacito e da bambina,
né la successione della tua vita assumendo parole o silenzi
saranno favore tanto misterioso
come guardare il tuo sonno implicato
nella veglia delle mie braccia.
Vergine miracolosamente un’altra volta per la virtù assolutoria del sonno,
quieta e splendente come una felicità che la memoria sceglie,
mi darai quella sponda della tua vita che tu stessa non hai.
Gettato alla quiete,
scorgerò quella spiaggia ultima del tuo essere
e ti vedrò per la prima volta, forse,
come Dio deve vederti,
sbaragliata la finzione del Tempo,
senza l’amore, senza di me.
I.L.Borges