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Lo scenario


Vivere alla presenza del Signore: questo è il segreto. La solitudine scava un abisso, nelle nostre giornate, le relazioni sono spesso impossibili: chi conosce il cuore dell’uomo? Ma se Gesù è qui, lo scenario della verità appare per miracolo.

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La finestra


Dove non arriviamo noi, arriva il Cristo. È come una finestra che si apre su un mondo, quello in cui siamo ciò che siamo davvero. C’è qualcosa di meglio? La verità ci attende come un paesaggio sognato dal primo respiro sulla terra.

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Verità


È facile lamentarsi: quante cose non vanno per il verso giusto? Quante ferite, quanti non sensi, quale macigno di cattiveria non segnano profondamente il nostro cuore, fino a farlo urlare, imprecare, maledire? È facile lamentarsi, troppo facile: più difficile è accogliere il dolore, farne un carburante per assicurarsi che l’anima viaggi, si avvicini sempre più a quel sogno che si chiama verità.

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L’enigma


È bello pensare che Gesù ci verrà a prendere, quando sarà il momento: allora si capirà la natura del nostro desiderio, l’amore per il bello, il buono, il vero. Allora tutto sarà chiaro, finirà l’enigma della vita.

Emmanuel che dice?

Ciò che è buono, viene da Dio, ciò che non lo è, viene da noi: è la convinzione migliore per coltivare l’umiltà. È anche un buon sistema per non svalutarsi: a questo pensano gli altri. Mi viene in mente una scena di Marcellino pane e vino: i frati dicono che sono cattivo, confida il protagonista; ma Gesù gli risponde: Emmanuel che dice? La verità è nelle parole di chi ama.

Precedenza

Prove e ricompense sono strettamente collegate. È una dinamica logica, perché la verità si configura in modalità precise: è qualcosa che ci supera, che non si adatta ai nostri gusti, alle nostre ideologie. È bello pensare che la vita sia fatta in un modo che precede le nostre decisioni: prima viene il bene, poi la scelta che aderisce o respinge, ci salva o ci rovina.

Il rondone

C’era uno che aveva sempre paura di sbagliare. Temeva l’opinione degli altri, ed era certo che tutti lo guardassero male. Un giorno incontrò un uomo e gli chiese: può dirmi perché mi sento in difetto? L’uomo lo portò su un monte. Guarda – gli disse, – cosa vedi? – Vedo le colline, la vegetazione sparsa, qualche casa. – Guarda meglio. – C’è una macchina che passa, un cane che abbaia, una donna che accompagna una bambina. – Guarda ancora. – Vedo balle di fieno, un torrente che scorre in mezzo ai pioppi, un albero dai fiori rosa. – Ecco spiegato il tuo problema: c’è un rondone che vola, proprio davanti ai nostri occhi, eppure non lo vedi. Se tu ti accettassi come sei, senza tormentarti coi pensieri, daresti a Dio il tempo di baciarti, e potresti volare. Da allora in poi, quel tale guarì completamente. Tenne in casa, per sempre, l’immagine di un rondone volante, simbolo dell’incontro fra Dio e la sua nuda verità.

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