Gesù è delicato: è un motivo importante non solo per entrarci in contatto, ma per farlo ben coscienti della Sua sensibilità senza pari. La preghiera nasce anche da questo.
Gesù non vuole che parliamo male: in ognuno c’è, da qualche parte, un germe di bene che dobbiamo coltivare, perché produca frutto. Ci vuole la delicatezza del Cristo per far emergere dall’altro il meglio di se stesso.
Dio è delicato: pensiamo che si assenti, e invece non vuole disturbarci. Ci aspetta con pazienza, distratti come siamo. Questo è il dilemma: distratti o attratti, il resto è secondario.
Fare tutto per piacere a Gesù: è questo che aiuta a cambiare, perché è un criterio personale. Lui fa tutto per noi, ma non ce ne accorgiamo. Basterebbe partire da qui: lottare in delicatezza, suggerisce il Cristo alla Bossis, come l’Angelo e Giacobbe. È Dio che fornisce le armi.
La delicatezza di Gesù è inimmaginabile. A volte sembra che non voglia parlarci, e invece non vuole disturbare. Potremo mai esserne all’altezza? Chiediamolo, ogni giorno.
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