
Gesù conosce le nostre miserie. Il fatto che sia amore, permette di accettarci, di guardare alla nostra inconsistenza con uno sguardo nuovo, liberante. È una questione di prospettive, come sempre.

C’era uno che aveva sempre paura di sbagliare. Temeva l’opinione degli altri, ed era certo che tutti lo guardassero male. Un giorno incontrò un uomo e gli chiese: può dirmi perché mi sento in difetto? L’uomo lo portò su un monte. Guarda – gli disse, – cosa vedi? – Vedo le colline, la vegetazione sparsa, qualche casa. – Guarda meglio. – C’è una macchina che passa, un cane che abbaia, una donna che accompagna una bambina. – Guarda ancora. – Vedo balle di fieno, un torrente che scorre in mezzo ai pioppi, un albero dai fiori rosa. – Ecco spiegato il tuo problema: c’è un rondone che vola, proprio davanti ai nostri occhi, eppure non lo vedi. Se tu ti accettassi come sei, senza tormentarti coi pensieri, daresti a Dio il tempo di baciarti, e potresti volare. Da allora in poi, quel tale guarì completamente. Tenne in casa, per sempre, l’immagine di un rondone volante, simbolo dell’incontro fra Dio e la sua nuda verità.
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