La donna che si nasconde dietro Delia
Della donna che si nasconde dietro Delia, benché io abbia tutte le migliori intenzioni e sebbene desideri apportare necessarie chiarificazioni scritte onde evitare indebite identificazioni, non posso dire molto per ragioni ovvie. Si perderebbe il canzoniere a chiave. Andrebbe a ramengo l’illusione poetica (o meglio la fictio). Spiegherei troppo. Potrei ricevere una multa (salata) sui diritti d’immagine e un’ingiunzione carceraria dalla diretta interessata. Quindi, è meglio tacere.
Però posso dichiarare con estrema deferenza e, soprattutto, con il suo indiretto beneplacito che Delia è lei senz’altro, nella puntualità empirica della sua femminilità, ovvero è lei in carne e ossa, la donna che si cela dietro Delia (e sensibilmente avanti), ma è anche, al contempo e senza soluzione di continuità, figura Christi et Mariae innanzitutto. E poi è metaforicamente (o metonimicamente) la città nella sua trasfigurazione celeste e materiale. E poi è la condizione di perfezione dello status soggettivo, e quindi funge da alter-ego (ma in meglio, molto meglio, è evidente). È una soggettività-alterità potenziata. È altresì uno status sine natura lapsa. Cioè: è uno status cum natura integra. Delia è l’azione dello Spirito, lo stato di grazia, kecharitomenov. L’innocente umanità illuminata da Dio nel suo progetto originale. Ma anche la colomba, l’atto di illuminazione per volontà divina. L’arca dell’alleanza rinnovata. E in questo modo si ritorna di filato alle litanie lauretane.
Ma così, pardon, ho deviato il percorso: ho detto chi è Delia in poesia e non ho parlato della donna che si nasconde dietro di lei. Ripeto: non posso farlo, altrimenti multa, ingiunzione eccetera. Quindi, buonanotte al secchio.
E d’altra parte, come rinchiudere un volto in uno scritto (e poi scritto così male)? La donna che si nasconde dietro Delia non ha formule di sorta. Non c’è stile che regga, né confine di pensiero. È infinita rispetto ai senhals e alle metaforizzazioni (benché lusinghiere) in corso. La donna che si nasconde dietro Delia non ha bisogno di nascondersi dietro veli letterari perché è alla luce e alla chiarità della volontà di Dio.
La donna che si nasconde dietro Delia è un’umile creatura di Dio. La sua umiltà, la sua creaturalità e la sua affiliazione a Dio bastano a rendere arduo, se non impossibile, il compito di parlarne diffusamente, mentre lei ora sta camminando, e sorride nel farsi dei suoi gesti consueti. E io, così insignificante e così attaccato al mio errore, del tutto immeritevole di un cotanto sorriso, la immagino nel suo lieto passaggio. E la cerco. La cerco ancora.


