Archivi tag: identità

Una domanda


Gesù chiede attenzioni, ma noi non lo vediamo. È come se l’amore fosse più importante quanto meno è visibile. È come se gli occhi fossero dentro, e dovessimo deciderci ad aprirli. È come se una domanda si facesse largo, si proponesse con urgenza: io, chi sono?

12

Un’altra storia


Piacere a Gesù: cose d’altri tempi? C’è un devozionismo che non giova alla vita di fede. Piacere a Gesù equivale a piacere alla parte più profonda di se stessi, alla propria vera identità. Vivere in linea con le motivazioni autentiche, scritte da sempre, per giungere alla meta. Insomma, tutta un’altra storia.

11

Noi stessi


Nascondersi in Gesù: c’è qualcosa di meglio? Viviamo tra rischi e meccanismi di difesa, in guerra con gli altri e con noi stessi. I momenti migliori sono quando ci sentiamo stretti al Cristo, guidati dal Suo genio, abbracciati dal Suo affetto. Solo allora ci sentiamo noi stessi.

15

Riposo


È inutile illudersi d’essere se stessi senza l’Altro. Bisogna uscire per entrare, perdersi per potersi ritrovare. Il viaggio di Abramo è quello di ogni uomo e di ogni donna che hanno compreso dove andare, per trovare riposo.

Identità


Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono queste le domande che ci collocano sempre al punto giusto, nell’arco della vita. Ecco perché Gesù ci rassicura: Io sono il Primo e l’Ultimo, l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. Niente crisi d’identità, per noi figli di Dio.

Chi amare

Gesù vuole essere amato: è una pretesa senza senso? Non siamo liberi di amare chi e cosa vogliamo? Se ce lo chiede, un senso ce l’avrà. Per esempio, che amando Lui, ritroviamo noi stessi, dopo il tempo perso dietro chissà cosa, chissà chi.

Identitù

Faccio una proposta: definire l’identità in modo più preciso. Se è vero che possiamo conoscerci soltanto specchiandoci in un altro, sarebbe utile riconoscerne tutta l’importanza: è la persona da cui siamo amati, con la quale abbiamo confidenza, da cui ci sentiamo conosciuti. Per me, questa persona è Gesù: è Lui che mi dice chi sono, come posso ritrovarmi, com’è  possibile essere  me stesso. Non si tratta più di identità, ma di identitù: perché è il tu a definirmi, a rivelarmi chi sono. Se questo è vero, perché non trarne le conseguenze necessarie? Il mondo farebbe un passo avanti.

Identità

Non ci salviamo per i nostri meriti, ma per i meriti di Cristo e di Maria. Sotto il loro manto stiamo bene, ci sentiamo a casa. Essere se stessi è stare a casa: non puoi non accorgerti di aver raggiunto la tua vera identità.

Identità

Desiderare Dio come un torrente si precipita nel mare: percepire il bisogno folle di perdersi in Colui che si ama. Non è questo l’amore? Non temere la propria miseria, perché è questa che il Cristo abbraccia con la Sua misericordia. Confidare nell’infinito come nel proprio ambiente naturale, nella rivelazione della propria identità.

In dono

Pregare è rientrare in se stessi. Il Cristianesimo non è una morale, un ritualismo, una delle tante stampelle usate per provare a stare in piedi. Il cristianesimo è essere se stessi, toccare il nucleo incandescente della propria persona. È essere vivi, e donare la vita ricevuta.