Faccio una proposta: definire l’identità in modo più preciso. Se è vero che possiamo conoscerci soltanto specchiandoci in un altro, sarebbe utile riconoscerne tutta l’importanza: è la persona da cui siamo amati, con la quale abbiamo confidenza, da cui ci sentiamo conosciuti. Per me, questa persona è Gesù: è Lui che mi dice chi sono, come posso ritrovarmi, com’è possibile essere me stesso. Non si tratta più di identità, ma di identitù: perché è il tu a definirmi, a rivelarmi chi sono. Se questo è vero, perché non trarne le conseguenze necessarie? Il mondo farebbe un passo avanti.


Davvero ingegnoso questo gioco di parole! Un neologismo che racchiude un abisso di verità.
bellissimo suggerimento ! da applicare all’istante – GRAZIE!
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