Un mese di galera per una brutta poesia


di Massimo Orgiazzi – 9 Gennaio 2007


Cosa ci si aspetta da un governo che ha ordinato nel maggio scorso il blocco totale di Hotmail e Windows Live Mail ? E allora perché scandalizzarci se leggiamo su MSNBC che un trentunenne impiegato statale di Pengshui si è fatto un mese in carcere per aver scritto un poema satirico sulle autorità locali tacciate di corruzione ? Qin Zhongfei si è limitato a scrivere pochi versi di un poemetto sarcastico e corrosivo sugli amministratori della zona. Pezzo del quale va riconosciuto il modestissimo valore artistico, senz’altro: scritto in dieci minuti gli è però valso, grazie agli efficienti controlli del Partito Comunista della Repubblica Popolare, un mese secco di carcere. La speranza per la Cina e per le persone come Qin ce la fanno nutrire due cose. Che mezzi come MSNBC si dedichino al caso divulgandolo e che la stessa divulgazione dell’accaduto sui giornali di Chongqing, la capitale del distretto, abbia sortito la fuga di informazioni verso Pechino e la conseguenza sospensione del procedimento, con la scarcerazione di Qin stesso. Più gente legge, forse è il caso di dirlo, più gente fa attenzione, più Qin si salvano. Il pezzo valeva poco e forse la poesia in sé c’entrava poco in questa storia: ma rendono il mondo un po’ migliore le poesie che smuovono la gente, i giornali e la questione della libertà di ogni uomo o donna su questa terra.

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