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da qui
Si comprende, in questa luce, quanto sia importante l’individuazione dei talenti nella singola persona. La parabola omonima che troviamo nel vangelo (Mt 25,14-30) è uno splendido esempio di questa verità: ciascuno di noi è dotato per natura di risorse e qualità che è chiamato a investire nel modo più efficace, non per un mero efficientismo o per un gelido senso del dovere, ma perché l’essere necessita di esprimersi e, prima ancora, di riconoscersi nella sua essenza personale. Precisamente qui si manifesta il progetto primordiale che ci vede, nello stesso tempo, oggetti e soggetti di un amore capace di riempire di senso l’esistenza. La distribuzione diseguale dei talenti non va vista come un’inspiegabile ingiustizia: dimostra, piuttosto, che c’è una storia diversa per ognuno, l’abito su misura – cavallo di battaglia di don Mario Torregrossa -, tagliato esattamente su ciascuno. Comprendere l’unicità del proprio essere significa gettare le basi di uno spirito fraterno che intravede nelle doti dell’altro una ricchezza anche per sé e per l’intera umanità. Il vangelo ha espressioni commoventi per descrivere l’attenzione premurosa di un amore provvidente: Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza il Padre (Mt 10,29). C’è sempre tempo per capirsi e ritrovarsi; anche qui, l’insegnamento di Gesù rassicura chi lo ascolta, com’è chiaro nella storia, in forma di parabola, degli operai dell’ultima ora (Mt 20, 1-16): Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?». Gli risposero: «Perché nessuno ci ha presi a giornata». Ed egli disse loro: «Andate anche voi nella vigna». Ogni forma d’invidia e gelosia diventa un tradimento del progetto: il padrone della vigna rimprovera coloro che protestano per avere incassato la medesima paga degli ultimi arrivati. Ciò che è bene per uno, lo è per tutti.

“Carismi, regali di Dio per il bene di tutti…e questo carisma c’è lo abbiamo tutti: la capacità di amare”
Papa Francesco
” Ciò che è bene per uno, lo è per tutti.”
Se capissimo almeno questo avremmo la PACE per tutti noi e per tutto il mondo…
La sogno sempre questa PACE.. la spero la desidero e per questo io Ti prego Signore Gesù.
ernestina.
L’ ABITO SU MISURA
Voce inintelligibile: parli al mio cuore senza parole.
Essere trascendente: hai sposato la mia umanità.
Bellezza: invisibile presenza del mio innamoramento.
Amore: mi germogli nell’anima.
Il brano di talenti che mi mette sempre in depressione, che mi fa riflettere sulla mia vita, ma è il brano che fa ricordare che la vita non è solo per se stesso, la vita è un dono per godere e il progetto da svolgere.
“Ciò che è bene per uno, lo è per tutti”
Scusate, ma io ho questo strano senso di umorismo e mi si è ricordata una frase che non mi ricordo chi ha detto: ” non fai al altro questo che vorresti che fanno a te, altro può avere diversi gusti.”
Però sul serio…
“ciò che è bene per uno, lo è per tutti.”
“Tutti abbiamo bisogno di convertirci. Tutti abbiamo la possibilità di convertirci.”
Giovanni Paolo II
Il cielo è di tutti
Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.
G. Rodari
PERCHè IL CIELO E’ LONTANO, IRRAGGIUNGIBILE, LA TERRA E’ SOTTO I NOSTRI PIEDI …CON TUTTE LE CONSEGUENZE DEL CASO…