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Dopo le metafore, la farmacia. Così si sgretolano i grandi sentimenti.
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Chi si uccide per una puttana fa un’esperienza più completa e più profonda dell’eroe che mette a soqquadro il mondo.
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All’interno di ogni desiderio lottano un monaco e un macellaio.
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La carne è incompatibile con la carità: l’orgasmo trasformerebbe un santo in lupo.
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Soltanto le passioni simulate, i deliri finti hanno qualcosa a che fare con lo spirito, e con il rispetto di noi stessi; i sentimenti sinceri presuppongono una mancanza di riguardo verso di sé.
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Solo le nature erotiche sacrificano alla noia, deluse in anticipo dall’amore.
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Quando la feccia sposa un mito, preparatevi a un massacro o, peggio ancora, a una nuova religione.
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Signore, abbi pietà del mio sangue, della mia anemia in fiamme!
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Tante volte mi ha fatto morire la mia avidità di agonie che mi sembra indecente abusare ancora di un cadavere dal quale non posso ricavare più niente.
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Che lo vogliamo o no, siamo tutti psicoanalisti, amanti dei misteri del cuore e della mutanda, palombari degli orrori. Guai allo spirito dagli abissi chiari!
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Appena adolescente, la prospettiva della morte mi gettava nell’angoscia; per sfuggirvi mi precipitavo al bordello o invocavo gli angeli. Ma, con l’età, ci si abitua ai propri terrori, non si fa più niente per liberarsene, ci si imborghesisce nell’Abisso. – E se ci fu un tempo in cui invidiavo quei monaci egiziani che scavavano le loro tombe per versarvi lacrime, oggi scaverei la mia per non lasciarvi cadere altro che cicche.

“…i sentimenti sinceri presuppongono una mancanza di riguardo verso di sé.”
Grazie, Msrina.
Giovanni
sublime.
grazie marinapizzi.
saluti,
rs