Provocazione in forma d’apologo 153

La mia amica ed io abbiamo vista e braccia lunghe, con cui distinguiamo e afferriamo fili distanti; che, annodati in arazzi, raccontano storie.

Alcune di esse sono realmente accadute, altre accadranno; alcune poi accadono nel momento in cui affiora il disegno, dove il lavoro della vita e quello delle nostre mani sembrano confondersi.
La mia amica ed io non vorremmo mai venire a conoscere certe storie, né tantomeno contribuire in alcun modo a farle accadere. Ma tale nostra volontà non solo non ha pregio: non ha senso. Questa è la nostra Rodi, e qui saltiamo.

BUONA PASQUA A TUTTI

17 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 153

  1. nadia agustoni

    “…dove il lavoro della vita e quello delle nostre mani sembrano confondersi”.

    Grazie Roberto e buona Pasqua.

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  2. sparz

    anche la signora di Shalott, ricordata da Tennyson, (There she weaves by night and day / A magic web with colours gay) tesseva su un arazzo la vita che vedeva costantemente in uno specchio, ma poi… the mirror cracked from side to side

    Singolare che la stessa parola web designasse allora l’arazzo della vita in uno specchio e ora quel che abbiamo sullo schermo tutto il giorno.

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    1. robertorossitesta

      Grazie Paolo,
      ricambio di cuore,
      Roberto

      Caro Sparz,
      singolare davvero. Anche perché La Signora di Shalott è una delle mie traduzioni tennysoniane proposte a vari editori da circa vent’anni, e di cui resta traccia in qualche rivista, ad es. in un numero di Poesia mi pare del 1991.
      Quanto all’apologo non so se si possa parlare di una semplice citazione inconscia, o di un disegno che riguardava, questa volta, proprio me.
      Grazie e ciao,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Caro Riccardo,
      i miei auguri anche a te, e nuovamente a tutti,
      Roberto

  3. robertorossitesta

    Già, caro Roberto, ognuno in definitiva fa ciò che deve, con buona pace dei fautori del libero arbitrio. E fa come se lo possedesse, il libero arbitrio, e paga di conseguenza. Troppo comodo sarebbe altrimenti, che diamine.
    Ancora auguri e auguri in questo giorno calamitoso di peggiori fra i migliori e migliori fra i peggiori, di pulecenelli tristissimi.
    Roberto

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  4. Giovanni Nuscis

    La mia amica ed io abbiamo vista e braccia lunghe, con cui distinguiamo e afferriamo fili distanti; che, annodati in arazzi, raccontano storie.

    Che non ti abbandoni mai, l’amica, Roberto!

    Auguri (doppi) anche da me

    Giovanni

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    1. robertorossitesta

      Caro Giovanni,
      se anche la mia amica ed io dovessimo lasciarci, non torneremmo mai (ho la presunzione di parlare anche per lei) quelli di prima d’incontrarci; e l’importante è questo.
      Chi ci conosce sa che per noi segno sogno e realtà sono una cosa sola; e che soltanto la cronaca c’induce un’invincibile noia.
      Ma non è cronaca il crollo della Domus Aurea, avvenuto proprio ieri, anche se il peraltro onestissimo scienziato di turno subito viene a spiegarci il percome e il perché.
      Riauguri e riabbracci,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Aiuto aiuto, quando fabbbry “don” centofanti scrive “ma procediamo impavidi” si sente il clangore di cingoli che si mettono in marcia ;-D
      Quanto a certi salti che possono essere mortali, non è un caso che il giorno della morte di alcuni venga chiamato il loro “dies natalis”.
      Riauguri e riabbracci,
      Roberto

    1. robertorossitesta

      Buona Pasqua anche a te Carletta, che la pace ti accompagni sempre!
      Mi unisco ai tuoi auguri “a tutti gli amici gentili… così rari”, nell’ovvia considerazione che la gentilezza di solito emerge nel tempo, spesso a fronte di fatti purtroppo non lieti.
      Un abbraccio,
      Roberto

  5. Anna Maria

    Questo apologo mi ha ricordato il personaggio di Aracne riletto da Christoph Ransmayr nel suo romanzo “Il mondo estremo”. Ransmayr la raffigura come un’abile tessitrice delle storie che lei, sordomuta, legge dalle labbra di Ovidio in esilio a Tomi. Grazie, Roberto, da me l’augurio di una Pasqua serena e un abbraccio
    Anna Maria

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    1. robertorossitesta

      Cara Anna Maria,
      una delle cose belle di questo dialogo allargato è che dà modo di ricordare cose dimenticate, o di scoprirne altre, per noi del tutto nuove: come nel caso della tua segnalazione di cui ti ringrazio molto.
      Un riabbraccio pasquale,
      Roberto

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