12. Promontorio

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da qui

La stanza è moderna: l’armadio è una linea curva che protegge l’intimità del letto, sospeso da terra come un ponte sopra il nulla; il colore prevalente è il bianco, interrotto dal marrone-daino della tenda, della coperta imbottita e il comodino con la sveglia, un libro e il posacenere. Chochana è supina, col viso rivolto a sinistra, le mani sotto il caldo del cuscino; la schiena – il canyon rettilineo della colonna vertebrale, circondato dai rilievi appena accennati delle scapole – s’impenna all’improvviso nel gonfiore delle natiche, al di sotto delle quali un lembo di lenzuolo si allunga fino all’inizio del polpaccio. Yehouda è incantato: vorrebbe contemplare per l’eternità il corpo dormiente, promontorio adagiato sullo specchio increspato del Mediterraneo, impregnato dal profumo di lentisco e mirto, i colori del corbezzolo e dell’erica, l’essenza resinosa del ginepro. Cochana è una sporgenza a strapiombo sulla vita di Yehouda, una macchia densa attraversata dal cinghiale e dal tasso, dal moscardino e dalla donnola, sorvolata da falchi, muraioli e codirossi. L’uomo si avvicina, sta per mettere una mano sulla schiena, là dove comincia il monte lucido dei glutei, quando avverte una specie di rantolo, un suono basso e cupo che articola parole incomprensibili. Non riesce a rendersi conto della provenienza; poi comprende che è la bocca di Cochana, le labbra si aprono e chiudono come se qualcuno le avesse prese in prestito, come se un veleno si fosse spinto nel golfo assolato di robbie e di ginestre. Ora il senso delle frasi, superata la sorpresa inevitabile, è lampante: ti rovinerò, ti distruggerò la vita.

13 pensieri su “12. Promontorio

  1. M&C

    Ho letto la storia di Susanna, che non conoscevo:
    Susanna era una bellissima donna felicemente sposata, quando due anziani giudici si invaghiscono appassionatamente e morbosamente di lei. La tentazione si fa così travolgente che i due arrivano a ricattarla: se non asseconda le loro voglie, essi testimonieranno di averla sorpresa in flagranza di adulterio. Susanna non cede e sarà Daniele, il cui nome significa “Dio giudica”, a salvarla dalla lapidazione, smascherando i due giudici accusatori.

    “Il tema della tentazione e della sua forza, che travolge come un turbine anche l’anziano e la persona perbene, rimane, comunque, un monito per tutti, giovani e vecchi, persone colte e individui semplici.” (Gianfranco Ravasi)

    Cochana, “corpo dormiente, promontorio adagiato sullo specchio increspato del Mediterraneo….. sporgenza a strapiombo sulla vita”, qui rappresenta la tentazione che viene a dirci: “ti rovinerò, ti distruggerò la vita.”
    Riusciremo a resistere?
    «Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione. Il solo mezzo per liberarsi dalla tentazione è cederle» (Oscar Wilde)

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  2. Stella Maria

    Quale dolore e’ stato provocato, quale ferita da far meditare e desiderare la vendetta perfino nel sonno. Cosa e chi merita così tanto interesse da non pensare alla dannazione eterna della mano che si alza contro Caino. Se una donna pensa alla vendetta il male e’ stato grande ma c’ e’ ancora tanto amore che brucia dentro e davanti alla preda finalmente vinta c’ e’ ancora tempo per perdonare perché non c’ e’ vendetta più bella che il perdono.
    SM

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  3. Rashide

    Grazie al suo fascino e alla sua cattiveria, riuscirà Cochana a trascinare qualcuno verso un vortice distruttivo?
    Una donna capace di una perversità cosi agghiacciante usata come scudo e difesa none altro che una povera anima destinata all’autodistruzione.
    Un abbraccio

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  4. F@r

    Captivus= imprigionato e quindi rabbioso.

    Siamo spesso prigionieri di noi stessi, di altri, ma tutti speriamo nella liberazione

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  5. Ema

    “Cochana è una sporgenza a strapiombo sulla vita”

    Tu non ricordi la casa dei doganieri
    sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:
    desolata t’attende dalla sera
    in cui v’entró lo sciame dei tuoi pensieri
    e vi sostó irrequieto.

    Libeccio sferza da anni le vecchie mura
    e il suono del tuo riso non é più lieto:
    la bussola va impazzita all’avventura.
    e il calcolo dei dadi più non torna
    Tu non ricordi; altro tempo frastorna
    la tua memoria; un filo s’addipana.

    Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana
    la casa e in cima al tetto la banderuola
    affumicata gira senza pietá.
    Ne tengo un capo; ma tu resti sola
    né qui respiri nell’ oscuritá.

    Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende
    rara la luce della petroliera!
    Il varco é qui? (Ripullula il frangente
    ancora sulla balza che scoscende …).
    Tu non ricordi la casa di questa
    mia sera. Ed io non so chi va e chi resta.

    (E. Montale, La casa dei doganieri)

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  6. Ema

    ” ti rovinerò, ti distruggerò la vita.”

    L’attrazione è un sentimento reciproco…se qualcuno ci rovina significa che stiamo rovinando qualcuno..

    Questa voce ci accompagna per tutta la vita; paura d’amare, di dipendere, di abbandonarsi, di fidarsi, di soffrire…almeno fossimo felici!

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  7. Ema

    “In questo mondo ci sono soltanto due tragedie: una è il non avere ciò che si desidera, l’altra è ottenerlo. Quest’ultima è la peggiore, quest’ultima è la vera tragedia.”

    Oscar Wilde

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  8. Roby (s.d a.)

    Tentazione, desiderio, un conflitto costante fra bene e male che ci accopmagna ogni giorno, nel quale spesso siamo vittime delle seduzioni proposte dalle tante vetrine della vita; ma per ogni accattivante vetrina, dove luce e colori catturano gli occhi dei passanti, c’è sempre un retrobottega, deposito di pensieri e riflessioni, nei quali andiamo a rovistare in periodi di saldi, quando sentiamo la necessità di qualcosa di più vero; quando ci accorgiamo che spesso la felicità è apparente e questo non ci basta più.

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