51. A quell’ora della notte

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da qui

Ai piedi del monte vedi molta gente che discute con vivacità. Ti avvicini per saperne di più. Ti viene incontro un uomo ancora giovane, segnato dal dolore: lo si capisce dalla linea delle labbra, tendente verso il basso, e da una ruga fissa in mezzo alle sopracciglia troppo folte. Ti spiega che il figlio è posseduto da uno spirito muto, che lo afferra e lo getta a terra con violenza; il ragazzo schiuma dalla bocca, digrignando i denti e diventando rigido. Ha chiesto ai tuoi discepoli di liberarlo, ma non ce l’hanno fatta. Un impulso di rabbia ti sale dalle viscere: li hai istruiti per mesi, nei dettagli, hai comunicato loro la forza di guarire; perché sono sempre incapaci e refrattari? Di cosa hanno bisogno per credere senza esitazioni? Eppure, di segni, gliene hai dati. Possibile che il cuore umano sia così restio ad abbandonarsi? Ti fai violenza, per non rimproverarli con durezza. Le parole ti escono, alla fine, come una specie di sussurro.
Generazione incredula! Fino a quando vi sopporterò?
I discepoli abbassano il capo, per schivare il tuo sguardo insostenibile. Non riesci a infierire, quando reagiscono così. Ti chiedi, però, se farai in tempo a passare il testimone della tua missione.
Portatelo da me.
Quando hai davanti il figlio, avverti un colpo al cuore: il demonio lo contorce, costringendolo a cadere e a rotolarsi in terra.
Da quanto tempo avviene questo?
L’uomo è interdetto: si aspettava che lo guarissi senza indugio. Che nemmeno tu sia all’altezza del problema?
Dall’infanzia. Spesso lo ha gettato nel fuoco e nell’acqua, per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi compassione, aiutaci!
Ecco, proprio ciò che non avrebbe mai dovuto dire: se tu puoi qualcosa. Perché non hanno fede? Non sanno che hai sanato i lebbrosi e risuscitato i morti? La rabbia si fa strada nuovamente, non riesci a abituarti.
Se puoi? Tutto è possibile a chi crede!
Il padre vacilla, solo adesso si accorge della frase fuori posto. Ma ciò che conta è il figlio, il suo unico figlio.
Credo! Aiutami nella mia incredulità!
Ti volti verso il ragazzo, che ancora si contorce. La tua parola è ferma, non ammette replica.
Spirito muto e sordo, ti ordino, esci da lui!
Il giovane si dibatte più di prima; poi rimane a terra, immobile. La folla è altrettanto irrigidita, con il fiato sospeso. Qualcuno dice: è morto.
Ti avvicini, lo prendi per mano e lo sollevi. Una visione ti attraversa la mente: un giardino appena fuori la città, un uomo che si alza, prima dell’alba, avvolto in una luce strana, a quell’ora della notte.

16 pensieri su “51. A quell’ora della notte”

  1. Giulia

    Caro don Fabrizio, nessuna sinossi evangelica è più umana, poetica e convincente della tua. Mi lasci ogni volta senza parole. grazie

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  2. robysda

    Credo! Aiutami nella mia incredulità!

    Il “cuore del cuore” in questa pagina così intensa, umile espressione della debolezza umana che risuona potente nel cuore della speranza: Speranza che ancora una volta regala la Pasqua.

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  3. M&C

    La fiducia fa accettare la croce, che salva, perchè è la strada verso la resurrezione, ed è la porta che si apre per far entrare la luce nel nostro buio…

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  4. RossellaT

    Una pagina in cui si ribadisce l’importanza della preghiera e della fede per superare ogni difficoltà. Una pagina davvero attuale, è di questi giorni, infatti, l’invito del Papa alla preghiera per scacciare un demone come quello della guerra, richiesta che non possiamo non accogliere perché “Tutto è possibile a chi crede!”

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  5. F

    La fede è attendere, senza mai rinunciare all’attesa, anche nel
    deserto della “asperrima gioia del silenzio di Dio”.
    L’Amore è fede che tutta converge in chi è : l’eterno sussurro
    e “tutti i possibili pensieri”.

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  6. F

    “Cercate il suo volto..
    Egli va cercato anche quando è già stato trovato?
    Nessun dubbio: la fede l’ha già trovato, ma la speranza lo
    cerca ancora. La carità, poi, l’ha certo trovato per mezzo
    della fede, ma cerca di possederlo per mezzo della visione”.
    (S. Agostino)

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  7. F

    …Lui venuto sulla nostra strada..

    Egli credeva per noi,
    ora invece dobbiamo
    credere da soli:
    e credere anche per l’altro
    venuto dopo.
    (D.M. Turoldo)

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  8. Ernesta Scappaticci

    “Credo! Aiutami nella mia incredulità!”
    Chiedo solo questo!

    grazie per avermi cercata: Gesù tu sai sempre dove portarmi per trovarti.
    Oggi sono stata con Te tutto il giorno, e poi ho trovato qui le tue parole.

    grazie, so sempre dove andare quando ne ho bisogno…

    ernestina.

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  9. pam

    E‘ ancora notte nel cuore che vuol credere ma ancora non riesce, mentre Gesù già risorge, prima di noi, nonostante noi. Ma quella luce ha uno spiraglio in cui entrare, è il punto dove c’è „ciò che conta“, il punto da cui si inizia anche a uscire da sé stessi, per un amore più grande, anche di noi.

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  10. F

    UNA VISIONE NELL’ANIMA DIVINA
    Il risveglio è tra l’oscurità e il chiarore dell’aurora; riemerge dalla terra
    il Seme in germoglio di luce a risalire la dimora dello splendore celeste.
    La terra, sotto i suoi piede, è un tremore lucente, i rami nel giardino,
    candelabri accesi per il fianco scavato come il sepolcro nella roccia.
    Splende di risurrezione il Corpo del Signore Gesù, santità intoccabile.

    “Dimmi, Amore dell’anima mia”: ” Metti la tua mano nel mio costato”,
    che è il Paradiso il tuo Costato.

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  11. pmartucci

    Credere senza aver visto, credere “nonostante”, perchè quella luce donata, raccolta, apre l’unico spiraglio che serve, lascia intravedere il proprio cuore che sa di credere e ne è certo. Aiuta la mia incredulità….il bisogno ininterrotto di ascoltare, di scolpire i segni, di non chiederli ma di riconoscerli. Nulla è impossibile a Dio….agli occhi della fede tutto ciò che il Signore può passa attraverso la porta stretta del sia fatta la tua volontà, nulla è impossibile, a solo colui che conosce e ha scritto il progetto di ciascuna vita.

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  12. ema

    “Mi gridano da Seir:
    Sentinella quanto resta della notte?
    Sentinella, quanto resta della notte?
    La sentinella risponde:
    viene il mattino, e poi anche la notte;
    se volete domandare, domandate,
    convertitevi, venite” (Is 21,11-12)

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