Lo ripeto da anni, continuiamo a sbagliare perché ci rifiutiamo di chiamare le cose col loro nome; e mettiamo, nel nostro inferno dei viventi, le tendine di pizzo e i vasetti di gerani; mentre quello che non è inferno si restringe ogni giorno.
E’ da tempo che purtroppo pavento una crisi irreversibile dell’Occidente. La politica estera scellerata dei nostri stati e degli USA, mossa sempre da logiche imperialistiche, da vuote e assurde demagogie come, ad esempio, la necessità di ‘esportare la democrazia’, la recessione economica e culturale di un’ Europa sempre più dilaniata da fratture interne e non condivise fra gli stati membri, sono tutti fattori che hanno favorito la piovra incontrollabile del terrorismo islamico.
Condivido il pensiero di tutti ma in particolare di Roberto e della persona che ha scelto lo pseudonimo “Tramedipensiero, affliggendomi che questi assassini non possano essere toccati e frenati dalle parole della Poesia. Eppure da giovane ero convinta che la poesia potesse salvare il mondo diffondendo il gusto della bellezza e della gentilezza. Ora mi accorgo che le parole possono incidere solo sui singoli, non sulla massa e, soprattutto, non sull’ideologia. Carla Spinella
Purtroppo temo che la poesia possa fare poco e niente contro l’odio e questo genere di terrorismo che sta portando ad una ennesima guerra. L’orrore a cui abbiamo assistito ieri notte è stato uno schianto terribile, un’altra pagina dolorosa della storia. Vittime innocenti della follia omicida, angeli che volano in cielo… Hanno creato una diabolica e organizzata macchina di morte addestrando giovani menti infervorate. Un nemico invisibile che si nasconde tra le persone comuni, si può trovare in un bar, un autobus, dietro l’angolo.
Monica
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” se c’è n’è uno e’ quello che abitiamo tutti i giorni”
I. Calvino
Lo ripeto da anni, continuiamo a sbagliare perché ci rifiutiamo di chiamare le cose col loro nome; e mettiamo, nel nostro inferno dei viventi, le tendine di pizzo e i vasetti di gerani; mentre quello che non è inferno si restringe ogni giorno.
Siamo allo sbando
Un mondo senza regole che grida no alla guerra e contemporaneamente vende armi, respinge, sfrutta…e poi piange
E’ da tempo che purtroppo pavento una crisi irreversibile dell’Occidente. La politica estera scellerata dei nostri stati e degli USA, mossa sempre da logiche imperialistiche, da vuote e assurde demagogie come, ad esempio, la necessità di ‘esportare la democrazia’, la recessione economica e culturale di un’ Europa sempre più dilaniata da fratture interne e non condivise fra gli stati membri, sono tutti fattori che hanno favorito la piovra incontrollabile del terrorismo islamico.
Condivido il pensiero di tutti ma in particolare di Roberto e della persona che ha scelto lo pseudonimo “Tramedipensiero, affliggendomi che questi assassini non possano essere toccati e frenati dalle parole della Poesia. Eppure da giovane ero convinta che la poesia potesse salvare il mondo diffondendo il gusto della bellezza e della gentilezza. Ora mi accorgo che le parole possono incidere solo sui singoli, non sulla massa e, soprattutto, non sull’ideologia. Carla Spinella
Purtroppo temo che la poesia possa fare poco e niente contro l’odio e questo genere di terrorismo che sta portando ad una ennesima guerra. L’orrore a cui abbiamo assistito ieri notte è stato uno schianto terribile, un’altra pagina dolorosa della storia. Vittime innocenti della follia omicida, angeli che volano in cielo… Hanno creato una diabolica e organizzata macchina di morte addestrando giovani menti infervorate. Un nemico invisibile che si nasconde tra le persone comuni, si può trovare in un bar, un autobus, dietro l’angolo.
Monica
Ma la cosa orribile è che per loro uccidere significa essere l’orgoglio, significa essere glorioso, significa la cosa unica giusta!
http://youtu.be/zkjDNdrzj1k