Tarli


E se non fosse vero? Se volesse ingannarmi?
Il tarlo s’insinua facilmente, è più forte dell’atto di fiducia, perché asseconda i sistemi difensivi, l’abitudine a far vincere il peggio, come ci fosse qualcosa che spinge verso il basso: a pensar male, diceva il divo Giulio, s’indovina sempre.
Giorno dopo giorno, accumuli sospetti, contamini col dubbio prima un rapporto, poi l’altro, e l’altro ancora. Ti ritrovi da solo, incapace di parlare anche con te, perché il prossimo tuo è come te stesso, e se diffidi di lui, finirai con l’auto diffidarti.
Che fare? ti chiedi. È semplice: comincia a invertire la rotta, a credere ogni volta che saresti tentato del contrario. Cos’hai da perdere? Negando la fiducia, smarrisci il bello e il buono della vita, sprofondi nel livore che nutre la tua ulcera, rinunci a vivere, perché in mancanza di fede non c’è vita.
Ma puoi ricominciare: il vero Io ti aspetta, come un bambino che crede alla promessa del papà, anche se tarda.
Fidarsi è dire a satana che hai deciso di cambiare strada: non c’è bisogno di aggiungere che seguirai Gesù, del diavolo è meglio non fidarsi, è il principe dei tarli.

2 pensieri su “Tarli”

  1. ema

    Il tarlo buca rendendo le cose inutilizzabili e da buttare.
    Se non vogliamo diventare da buttare dobbiamo fidarci, di chi ci tende la mano, di chi ci ama.

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  2. N&N

    “in mancanza di fede non c’è vita”

    Chi non ha sperimentato il tradimento della fiducia? E’ un dolore profondo, e la tentazione è quella di dire “mai più!”, di difendersi.
    Ma l’arroccamento, la chiusura inaridiscono e portano alla morte interiore.
    Amare, rischiare, soffrire sono diverse facce della stessa medaglia, non può esistere una senza le altre.

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