Della vita non resta altro che sentirla
perdersi in certe vie fuori mano
di sterpame bruciato, di grido consumato –
di memoria che deforma nei suoi
specchi.
Tra spirali inattese, mordaci paure,
l’incerto battere come di remi
nello stretto dei transiti.
E tuttavia, qualunque sia l’equazione
inerente all’enigma,
urta alle pareti del mondo
l’ardore delle cose che trascorrono
invisibili
nel segno mancante, interrotto, distante,
dove l’Assoluto è ovunque,
immobile nella sua vertigine.
da Rosa Salvia, Sull’orlo di chi siamo, Poesie scelte 2007-2026, Giuliano Ladolfi Editore 2026

