SULLA VIA DEL SACRO
Indossiamo ogni giorno i piaceri della Terra
noi che abbiamo visto i giorni della fortuna
senza confini, abbiamo navigato a diverse profondità
ad alta quota, fantasia al lavoro sulla via del sacro
nuova intelligenza alle frontiere dell’anima
Preserviamo la specie nel mondo dei dinosauri
nani e giganti fuori della riserva
per altri mille anni. Proviamo a curare la guerra
La coscienza si espande, radice di ogni futuro
Con un collegamento rapido tocchiamo la perfezione
Proviamo a curare l’istinto naturale, difficile da spezzare
a ritmo di danza
Proviamo a curare il sole con regali e sorprese
e un’oncia di puro argento
La grande festa a misura dei nostri desideri
non è frutto del caso, è il controllo assoluto
del tempo, per tutte le tasche
RITORNO
“Non hai trovato un altro?” mi hai chiesto
riaccogliendomi “Si” rispondevo sinceramente
ma non è durata”. Ho messo tra di noi
lacrime e un pesante anno e mi lasci tornare
a raccontarti i miei amori vissuti e sognati
Solo a te posso dire i pensieri
e i desideri. Forse mi capisci
comunque mi ascolti. E poi con un abbraccio
mi riaccogli.
A GILBERT LEVESQUE
Albe chiare e frizzanti di campagna lionese
Immersi nell’aria e nel verde di boschi e prati
si lavora tra raggi di sole e profumo di venti
Nelle stanze luminose molti respiri calmi
apprendono segreti dal corpo e dalla pace
nell’anima. I vecchi sono solide querce e i giovani impazienti
imparano a nascere alberi e rocce. L’aria vibra
di sottili tenaci energie e si fa densa e forte
Vorrei scrivere una lettera all’istruttore della mia anima
ma non so in quale cielo egli dimori o in quale nuovo corpo
Ho gettato una manciata di terra sulla sua bara, ben sapendo
che piangere non serve. Nella catena delle esistenze
avremo altre occasioni e forse potrà insegnarmi ancora
come dominare le emozioni, come fregare
il destino, come sfuggire al ciclo
dell’eterno ritorno, come raggiungere l’essenza
Nessuno lo chiamava Maestro, non l’avrebbe permesso
Io preferisco chiamarlo padre, l’unico vero padre
della vita, dell’anima e del cuore

per fortuna solo tre
la poesia di Pamela ha l’andamento prosastico del novecento più consapevole, la padronanza di un sentimento trasfigurato in forme universali, pur non perdendo il suo timbro di insostituibile unicità. si avverte un raffinato lavoro sul verso lungo, come se in ogni sillaba si depositassero non solo le strutture psicologiche e letterarie, ma anche l’ombra sapiente di uno spirito umano che richiede di essere tenacemente coltivato.
grazie, Franz.
Bellissime poesie, quelle di Pamela. Sono una sua ammiratrice da sempre. Brava! Sono felice di ritrovarti anche qui, cara. E grazie a Franz di averle pubblicate.
Ma siete fuori di testa o cosa? Quella è prosa e basta, non poesia.
😉
“Preserviamo la specie nel mondo dei dinosauri
nani e giganti fuori della riserva
per altri mille anni.”
Una scrittura intensa che conquista con la sua morbidezza di tratto.
Piaciuta anche Ritorno.
Grazie all’autrice e a Franz.
Non la conoscevo…Interessante!Franz metteresti una piccola noticina bibliografica? Mi piacerebbe approfondire… 😉
Grazie!
Un caro saluto
“Proviamo a curare il sole con regali e sorprese / e un’oncia di puro argento” – caspita, che brava. Belle sorprese ci fai, FranzK.
Beh, Pamela so che è vicina al gruppo di Vibrisse. E’ brava anche in prosa. Pubblicai delle sue cose molto spiritose tempo fa sul mio vecchio blog Markelo Uffenwanken. Le chiederò altre cose per LPELS. Grazie a voi.
Ma quanti anni ha? Di dov’è? Esistono libri editi in commercio? Ha un blog? Thanks!
Un caro saluto
@luca
se digiti Pamela Canali su cerca con google la trovi nel web (a meno che non sia un omonima quella che ho trovato io ma non credo)
buona serata
elena f
Grazie Elena!Ora cerco…
Buona serata anche a te