Poesie di Adele Desideri

*
Malpensa Terminal 1
Fiacca,
affanno e ripudio.
Primogenitura
ribelle
confusa
arranca
e decolla
rovinosamente
da mezzodì
a notte tarda.
Strappando radici antiche
e teneri boccioli.
Atterra
velivolo
impazzito.
Non sono il pilota
ma l’uomo radar.
Emetto segnali roventi
e traccio con le mani
la pista.
Disgrazia
prevengo
o almeno misuro.
Odio
chi è stata
prima di me.
Congelo
deformi
omicide
creature:
a destra
nel mio cuore
si annidano.
Se mordo
l’amore
divoro.
Se possiedo
anniento.
Se amo
vendico.
?
Se scrivo
forse preservo
me stessa
e il nido di sabbia
costruito a fatica.
(da Salomè, Il Filo, 2003, seconda edizione 2005)
*
Castione
Alle pendici del monte
un casolare
arroccato
nel vecchio paese.
Odore di legna
e fuligine grigia.
La stufa
scalda
e borbotta.
Lontano
le cime innevate,
qui, intorno,
muri decrepiti
e finestrelle
velate,
bianche le tende
di lino.
E resto.
Lunghi i silenzi
tra poche,
scarne parole.
Attendo all’anima mia.
Rivedo gli anni,
frenetici,
mondani,
arruffati,
laboriosi.
E’ un mattino fugace,
questo ritiro?
?
Ma eterno
è il senso
di questo stare.
Due,
solitari,
soli.
I tuoi biondi
lunghi
capelli,
gli occhi tuoi
d’azzurro vivo.
Quel che tu sei
di più dolce
e vero.
Ed io
a lato d’un mondo chiassoso
ritrovo qui
il senso del mio esistere.
Quiete.
(da Non tocco gli ippogrifi, Campanotto 2006)
*
Inediti
Apoteosi
(Neive, terra di Langhe)
Lento l’autunno
sfigura tra acquosi
cangianti di morte
acquerelli.
Gli ondosi vitigni
succedono quieti
al sole che dorme.
Le trine di lino
tartufano il canto
d’un legno sopito
nel fuoco.
È il rito dei Morti
dei Santi.
Le anime bevono
liete
un tocco di vino.
Il raspo dell’uva
è pece che sbolle
l’affanno.
Si tinge l’inverno
di tremule spese.
Poi torni
nel mondo dei vivi.
Si perde l’incanto
del giallo
del rosso
del viola.
*
Del dolore dell’amore
Una vita spesa
a fuggire i crocefissi
nei giorni appesi ai chiodi.
È carestia di meschine fobie.
Sono legni di vetro
e spine di riccio.
Non sono degna
neppure
di una croce
quando le spalle
scivolano a rinnegare.
È come Pietro
la mia ira,
una tempesta di fughe
e viltà.
Troppe volte ho scritto
a nuovo
l’incipit della vita.
La mandibola si dilata
rapace
a macerare l’inquietudine.
?
Amo il doppio di Venere,
ma Giove e Marte
contendono lo scudo.
Ho conosciuto
Sodoma e Gomorra,
non voglio perire
nelle macerie di Babele.
Alla tensione bidimensionale
rivendico il diritto di sognare.
*
Le Granges, A S.
Un sorriso perso
un vento sospeso
e una piccola Alice.
Nelle ossa le sofferenze
della neve,
vecchie mura tra le mucche,
i giorni secchi delle alture.
Le mosche qui sono il freddo
e il vento secco,
la fuga, il ritorno, la quiete.
L’altalena non è un gioco,
Silvia,
è un calice atteso
tra l’erba e le nuvole.
Nella tazzina fiorita
è cenere la pietra.
*
Nota biobibliografica
Adele Desideri, poeta, critica letteraria e insegnante, vive e lavora a Milano. Ha pubblicato Salomè (Il Filo 2003), Aforismi (Pulcinoelefante 2005 – plaquette), Hommage à Piero Manzoni (Pulcinoelefante 2005 – plaquette) e Non tocco gli ippogrifi (Campanotto 2006). È nell’antologia Milano in versi, una città e i suoi poeti, a cura di A. Gaccione,Viennepierre, Milano, 2006.

Ben arrivata cara Adele,
dalla pendici del Monte Conero, saluto e i tuoi tuoi versi presentatai qui, asciugati e tersi, come da un’acqua piovana o dal sole. .
Buona estate, da Maria Pia
Intensa, questa poesia, e ricca, nella sintassi delle immagini, costruita con solo apparentemente pochi, ben posseduti elementi.
Atterra
velivolo
impazzito.
“Non sono il pilota
ma l’uomo radar.
Emetto segnali roventi
e traccio con le mani
la pista.
Disgrazia
prevengo
o almeno misuro.”
“Se scrivo
forse preservo
me stessa
e il nido di sabbia
costruito a fatica.”
Concordo coi giudizi positivi di Maria Pia e di Giorgio.
Carissimi Giovanni, Giorgio e Maria Pia Vi ringrazio moltissimo.
Scrivere, io credo, è come vivere un’altra vita…
Nè peggiore, nè migliore…
Semplicemente altra…
Adele
Quanta pacatezza, in questi versi pregni di un brivido lungo che abbraccia il paesaggio…
la poesia nel senso più alto si dispiega e allarga
a piene mani i polmoni
sussurrando…