Reclusioni #11 – di Marina Pizzi

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a testa in giù mi si è sconfitto
il cuore, staccato il petto
il blu marino delle estasi
quelle conchiglie vuote senza occaso
la folla gemellare dentro gli occhi.

(Agosto 2007)

3 pensieri su “Reclusioni #11 – di Marina Pizzi

  1. massimo

    sùbito ho pensato: ecco Phlebas e queste sono le vene-marea di Milo De Angelis. poi basta riferimenti, il filologo è morto (prima di morire, ha detto all’asino che lo sostituisce: guarda che tutti i versi sono giambici, e dunque attivi; solo il quarto non lo è, e dà l’idea dello sprofondare… guarda, leggi, senti)

    sulla spiaggia il corpo si è sfasciato, il cuore è confitto/sconfitto, gli occhi sono invasi dalla sabbia. chi è nel Limbo, anche se è Antigone o Virgilio o lo stesso Omero, non prega e non bestemmia. si chiede solo (sola), lì: per quale bene o male io sono *qui*? che cosa non è stato *abbastanza*? ho pensato a questo Limbo, abitato da Grandi e Grandissimi (e Grandissime) che Dio non odia – e quindi non li sprofonda all’Inferno – e che non tiene vicino a sé. forse – isolandoli – li *onora*? custodiamo i testi-épaves della spiaggia. a Marina: grazie della grandezza. grazie.

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  2. violaamarelli

    tutto è già stato detto? e tu prova a ridirlo, dillo nuovo..lo sconfitto come antitesi all’infisso.. dire lucidamente, distanziare…un abbraccio, Viola

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