Win for life

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=v5bEmCd8TzU]

da qui

Si chiama Win for life e tutti sanno cos’è, ma non tutti colgono il feroce paradosso. La dignità del lavoro affidata all’alea di una lotteria. La saggezza della fatica quotidiana trasformata nell’illusione di un’astuta scorciatoia. Da noi si moltiplicano i poveri, i questuanti. Vorrei essere altrove, spesso, poi mi ricordo del capitolo 25 di Matteo, quello degli affamati sfamati e degli assetati dissetati, e resto qui. Ma la mente viaggia, penso a una cooperativa che permetta di trovare un impiego a questa gente, alla gioia di una dignità ritrovata, di un fallimento esorcizzato: vinci per la vita. Ma ho paura che sia una lotteria ancora più impossibile dell’altra.

10 pensieri su “Win for life

  1. Marco Di Pasquale

    A quanto sembra, la dignità resta un premio e non un diritto inalienabile dell’essere umano, commisurandosi su un metro affatto pratico, materiale, concreto e masticabile. Il famoso discorso che la felicità non cammina di pari passo col PIL. Questo mondo non solo ha perso la dignità ritracciabile nel fare, ma è stata spazzata via ogni attività intellettuale (= dell’intelletto) che permetta di basare la propria dignità sul rispetto umano reciproco, sulla coltivazione dell’umanesimo e sul tentativo assiduo di collocarsi nell’ecosistema (o creato, che dir si voglia) non come una scheggia infetta, bensì come radice di un albero di idee che concorda col resto. Poi, si può pensare al resto. Prima bisogna far ri-conoscere, ritrovare i valori che ci permettono di definirci uomini e donne.

    mdp

    Rispondi
  2. Giocatore d'Azzardo

    Una possibilità di vincita su 300 milioni. Qualcuno dovrebbe denunciare lo Stato per truffa aggravata e, esistesse, per tassazione fraudolenta non dichiarata!

    Blackjack.

    Rispondi
  3. elenaf.

    in un mondo che ha perso il senso del tempo, della preghiera e del ringraziamento si invoca una provvidenza telematica:

    “dacci oggi il nostro pane quotidiano”

    l’unica fede che resta, quella nella botta di…

    che tristezza!

    sei un grande, fabry

    (e io me ne ritorno nel mio silenzio 🙂

    un abbraccio

    elena f

    Rispondi
  4. api

    credo che tu immagini il mio disorientamento,
    quando ho capito che il compagno con cui vivo gioca a questo gioco…senza nessuna possibile e continua possibilità.
    neanche il nostro vivere insieme.
    scusami, perdonatemi.

    Rispondi
  5. giacomo cerrai

    Caro Fabry, il fatto è che lo stesso sistema pensionistico italiano è diventato una lotteria. Il contratto sociale è saltato da tempo, ormai. Sai quando incominci il lavoro (se sei fortunato), ma non sai quando (e se, temo) andrai in pensione, e se con quella pensione potrai aiutare i tuoi figli che (nel frattempo) non trovano lavoro, o lo trovano in forma aleatoria (e qui torniamo al gioco). Se si guarda la cosa dal punto di vista della teoria dei giochi, la pensione è un vero disastro, ma il discorso sarebbe lungo. Diciamo che tutta la faccenda non contribuisce a quel PIL che nessuno tiene in considerazione, quello della felicità e del benessere di un popolo.
    un caro saluto

    Rispondi
  6. annamaria orlandi

    Forse che l’alta finanza non è un gioco? La speculazione cinica che ha provocato la crisi mondiale è frutto di un vero e proprio gioco d’azzardo.La finanza e la borsa non hanno più nessun nesso col lavoro reale, con la fabbrica, col sudore dei lavoratori. Tutte queste enormi ricchezze comandano il mondo.Serra, nella sua “amaca” domenicale,ci ricorda che la finanza si sta riprendendo-tutto come prima-ma il lavoro no.Perchè non fa parte del gioco. Che tristezza.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *