15. Cella

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da qui

La stanza è minuscola: cinque metri quadrati, riempiti quasi per intero dai letti a castello, un armadietto dalle ante sconnesse e un tavolo in legno con una sedia instabile. Yoh’anan, Eleazar e Nathane sono ancora storditi dall’aggressione subita nel deserto. Si chiedono cosa abbia spinto la squadraccia a ridurli così e a rinchiuderli qui dentro. Yoh’anan intreccia le mani sulle cosce e guarda dritto avanti a sé. Eleazar ha gli occhi bassi, mortificato che un omaccione come lui possa ricevere una batosta di tali proporzioni. Gli occhiali di Nathane sono rotti, una tragedia per uno come lui.
Tu e la tua storia dello scritto del maestro.
Non cominciamo a rinfacciare. Non basta un pestaggio per cambiare idea. Ricordate l’ultimo biglietto? Il wadi tortuoso diventerà dritto. Ne usciremo rafforzati.
Eleazar raccoglie le forze per sollevare gli occhi dal pavimento in pietra:
Cosa cerchiamo? Uno scritto di Dio? Ecco che cosa si ricava: ci ammazzano e non sappiamo la ragione. Bisogna accontentarsi, nella vita.
Yoh’anan si volta lentamente. I suoi occhi fissano quelli del compagno:
Accontentarsi? Abbiamo vissuto tre anni nel deserto per arrivare a questa conclusione?
Mi chiedo se il nostro non sia un idealismo fuori luogo. Sono passati duemila anni e non è cambiato nulla.
Tocca a noi fare qualcosa: o aspetti che si muova qualcun altro?
Siamo pochi. Nessuno crede più nella giustizia. La società è a compartimenti stagni: il ricco con il ricco, il povero col povero.
Non fare il disfattista.
Nathane mette insieme i pezzi delle lenti.
Non possiamo rinunciare al primo ostacolo. Dello scritto non m’importa nulla, dei disgraziati sì: ci vuole qualcuno che sia la loro voce.
In quel momento, la porta si spalanca: sulla soglia, un uomo in divisa beige, camicia con cravatta, berretto alto a visiera. E un manganello in metallo tra le mani.

13 pensieri su “15. Cella

  1. Stella Maria

    Mette insieme i pezzi delle lenti, come si ricompone una mappa, un manoscritto, parti di una lettera strappate per timore della verità o di aver detto qualcosa di troppo grande. Mettere insieme le parole di un uomo di 2000 anni fa e ricostruire un messaggio letto ma mai compreso fino in fondo. Cercare quel pezzo che manca per dare un senso compiuto a tutto, alla vita, al cuore della gente perchè con lenti anche rotte e riappiccicate si possa vedere meglio il senso, una luce e muoversi verso essa perchè non sia solo Dio a scendere ma anche l’uomo ad andare incontro, in un abbraccio fra figlio perduto e ritrovato e Padre che attende.

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  2. Ema

    “Dello scritto non m’importa nulla, dei disgraziati sì”

    “Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare”
    C.Bukowski

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  3. M&C

    “Il wadi tortuoso diventerà dritto. Ne usciremo rafforzati.”

    La prova, ci dicono, non è mai superiore alle nostre forze; ma la tentazione di cedere e di mollare tutto è sempre presente nei momenti di difficoltà, così come la tentazione di scendere a compromessi, che sembrano cose da poco e che invece diventano un tarlo che, giorno dopo giorno, logorano ed indeboliscono la corazza della fede.
    E’ difficile vivere la sofferenza della coerenza, senza “quell’entusiasmo della bellezza dell’essere cristiani e quella serenità che è propria del credente, il quale sa che in fondo anche le cose più gravi sono solo di passaggio, anche le croci più dure sono pur sempre preludio di resurrezione”.
    Un’amica un giorno mi ha detto: “se sei messa in croce, affidati e non ti agitare, altrimenti fa ancora più male!”.

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  4. Ema

    “ci vuole qualcuno che sia la loro voce.”

    Saremo la voce degli altri quando quella voce coinciderà con la nostra …la voce è unica come la verità.

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  5. M&C

    – Siamo pochi. Nessuno crede più nella giustizia. La società è a compartimenti stagni: il ricco con il ricco, il povero col povero.
    – Non fare il disfattista.-

    “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.”

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  6. Roby (s.d a.)

    Dare voce a un mondo sommerso, che urla e che in pochi sentono; un mondo di sofferenza, dove il disprezzo strappa via ogni forma di dignità, dove questi accumuli umani che vivono in solitudine sono incidenti di percorso, errori di un “sistema bene” nel quale la giustizia svolge attentamente il proprio compito con un uomo in divisa beige…

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  7. Ema

    ” Yoh’anan, Eleazar e Nathane ”

    LA MEDESIMA PERSUASIONE CHE CI INCORAGGIO’ A CREDERE

    “La medesima persuasione che ci incoraggiò a credere che nessun male è eterno o lungamente duraturo ci fa anche ritenere che la sicurezza più grande che si attui nelle cose finite è quella dell’amicizia.”

    Epicuro

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  8. Ema

    ” il ricco con il ricco, il povero col povero.”…e le chiavi di ogni cella umana nelle mani di Dio…

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  9. alfonso

    ho tutti gli spazi intasati, carissimo Fabrizio.
    ho una vita inzeppata di cose buttate un po’ alla rinfusa.
    spazio ce ne sarebbe, se solo stessi un po’
    più dentro le righe, e fossi un po’ più ordinato.
    tra queste cose in un posto (so dov’è) ci sei pure tu.
    ti sento tanto, quasi ogni giorno, carissimo amico,
    mio alter ego, offerto in vita da prete.

    oggi mi concedo il lusso di lasciare un biglietto
    tra tutte le cose della tua stanza.

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  10. RASHIDE

    Questo dialogo mi fa pensare alle parole di San Paolo: “Il Signore è Spirito e dove c’è lo Spirito c’è libertà e noi tutti a viso scoperto”
    Anche adesso nella realtà di questo mondo pieno di ingiustizie, le scritture continuano a rivelarci il senso di un libero atto di fede affinchè possiamo viverlo veramente.

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