Umberto Saba [da Cose leggere e vaganti, 1920]
La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo,
e dell’estiva vesticciola: “Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te”.
Ed io pensavo: Di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.
Agli amici di questo blog; per un po’ di leggerezza

qualcuno parlava di insostenibile leggerezza dell’essere, perchè la vita e i suoi istanti sono unici e dunque uguale sarebbe se non fossero.
questa bambina di schiuma fumo e nuvole, appare invece come qualcosa di eterno nella sua leggerezza. nella bellezza è dato imprimere a sigillo ciò che rimane, pur nella leggerezza di istanti che non torneranno.
saluto tutti
elena f.
Questa leggerezza ha il peso giusto, Sebastiano.
Il giorno s’era aperto con il Cyber Selz di Giovanni e si chiude assaporando Umberto Saba. Grazie Sebastiano.
Antonio
Un pensiero di concorde solidarietà a Ernestino, su cui il leggerissimo Umberto Saba esercitò leggerezze, avvertendo poi la figlia in una celebre lettera che ‘bisogna stare attenti a quel mascalzone, altrimenti mi ammazza il Canzoniere”. Non l’ha fatto, ma.
Non amo commentare le poesie. Non è facile, è troppo alto il rischio che ne parli in modo prosaico… che le rovini. Ma dinanzi al mio poeta preferito non posso tacere. Quanta leggerezza nei suoi versi limpidi! Ma quanto male di vivere promana il canto di questo poeta schivo, al di fuori di ogni moda, eppure capace di una coraggiosa cognizione del dolore. E quale tenerezza nel confessare alla figlia Linuccia i turbamenti del giovane “Ernesto”, quando era ormai alla fine…
Grande Umberto!
Ciao a tutti.
Pasquale
e quanto grave, nevroticamente grave, è tale leggerezza in Saba – ciao, Sebastiano, grazieassai…
Saba è sempre molto piacevole da rileggere, anche se ammetto della linea antinovecentesca non è tra i miei preferiti, però ce ne fossero oggi…
Un caro saluto e sì, un po’ di levitas
Non mi sembra affatto leggera… ma è forse questo l’intento… oppure devo decidermi a montare nel letto?