Due

rondine.jpg

di Franz Krauspenhaar 

VORREI DIRTI ( con l’innesto di “In qualche parte del mondo”, di Luigi Tenco).

vorrei dirti che tu
sei aria alla quale un cielo
ha regalato
una rondine
sulla mano
di un bambino.

 

(in qualche parte del mondo
 una capanna tra gli alberi
 sopra una piccola spiaggia
 accarezzata dal mare

il giorno lestofante
m’indigna contro
le cose da fare e da
mai fare.

se non avessi te
sarei quella rondine
ma acciaccata al suolo
volante, di una città
nuda in b/n,
città senza quartieri
e solo, solo cubi di case
in periferie spaccate
dalla pietra di un vento
cattivo, ma indelebile.

in qualche parte del mondo
là nel silenzio di un angelo
vola tra gli alberi e il cielo
l’eco di note lontane

se sogno è per sognarti
sul porto, al di qua di
una smaltata nuvola
in piedi, come
sull’attenti, soldatessa
del cielo, fiera di appartenere
al sole cavo
d’accoglienza.

talvolta socchiudo gli occhi e m’illudo
d’essere con te sulla sabbia
ad ascoltare la voce del vento

convinti di noi, l’esistere
è essere fieri di rotolare
nella nebbia per uscirne
come da un tunnel;
sapersi già salvi quando
si è ancora schiavi
come chi vede dio
che sale, fumo del gas
di un lager, estrema
vergogna umana
dei secoli; ma allora
però, c’è stata e c’è
ancora speranza.

in qualche parte del mondo
noi due soltanto tra gli alberi
là dove c’è una capanna
presso la riva del mare)

e se loro sono sopravvissuti
a troppo di quell’orrore
c’è spazio alto a riscatto
di qualsiasi soffrire
nostro, d’altri,
sempre.

CHE TUTTO SI RINCHIUDA

che tutto si rinchiuda
dietro voi,
la vostra alterigia, i vostri
passi di paura
la vostra stanca voglia
di dividere.
che si rinchiuda quella porta
di rabbia, come all’addio
innamorato fa seguito
il gelo.
non c’è pietà ma solo calcolo
di quello che s’è creduto
vero.
non c’è verità, ma ferita.
non c’è l’altro, ma la contemplazione
del proprio spazio
curvo.
si rinchiuda la porta, e ognuno
prenda i propri passi e corra
verso la propria solitudine,
la coccoli, la accarezzi come
il solo bene amato.
nessuna certezza, se non quella
di morire.
è questo il dolce acidulo alla fine
della cena.
domani non ci sveglieremo più,
saremo polvere sfarinata
dalle nostre tecnologiche
superstizioni,
saremo paglia, saremo voglia
d’uscire, di prendere aria
dove per noi non esiste
che frivola speranza.

7 pensieri su “Due

  1. franzk

    Sì, la seconda è riferita a un “voi” nel quale possiamo stare scomodamente anche “noi”. E’ una specie di urlo rabbioso teso verso una possibilità di angoscioso futuro.

    La prima si riferisce agli affetti; c’è speranza, nonostante tutto. Ma è una dolcezza acidula anche questa. Almeno credo:-)

    Grazie Antonella.
    Franz

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  2. carla

    Tanta malinconia, si…
    ma anche tanta speranza!
    Indomito Franz!
    così ti sento.

    Un caro abbraccio
    carla

    Rispondi
  3. marino

    un’immagine per farmi respirare tutta l’aria di questa notte umida che sa di sale.
    Se sogno é per sognarti. grazie archeologo di questo giorno.
    marino

    Rispondi
  4. francescamatteoni

    non so se la speranza sia frivola o atroce, ma pensando ai versi di Tenco che preferisco: Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare, forse è entrambe. Soprattutto è gratuita – per questo inutile per questo non possiamo farne senza. Dolente l’esperimento di Franz – la rabbia del noi voi quando si stempera fa pure bene – come fa bene sapere che si ha un limite alla fine, che poi si è solo aria da respirare.

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  5. franzk

    @Carla. Sono un indomito pigro. O un pigro indomito? Ci devo pensare.:-) Un abbraccio.

    @Ciao Marino, grazie a te.

    @Francesca, grazie. Sì, quel verso di Tenco è semplicemente straordinario. La speranza è gratuita, sì, e a volte, come cantava sempre il Tenco, “é un’abitudine”. E allora – o comunque- sì, ben venga, come tu dici, la rabbia del noi/voi quando si stempera.

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  6. Gian Ruggero Manzoni

    Sempre difficile commentare un mito. Tale è in ogni suo aspetto. Omaggio più che doveroso. Bravo Franz a ricordarci, sempre, che oltre ai Puffi esistono anche gli uomini… e che non tutti gli uomini sono Gargamella.

    Rispondi

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