Del dire: diete e diari

baby-on-drumset.jpgbaby-on-drumset.jpg«Qu’as tu fait,ô toi que voilà/ pleurant sans cesse/ dis, qu’as-tu fait, toi que voilà/de ta jeunesse?»
[Paul Verlaine]

«Che cosa hai fatto, tu che ora/piangi e piangi/ dimmi, che cosa hai fatto, ora tu/ della tua gioventù?»

Che cosa hai fatto e che cosa – hai detto? Aggiungerei: che cosa hai scritto – anche – e per chi?

 

Quale etica nel tuo intimo? Si parta dall’etimo: gióvane agg. e s.m. e f.dal latino iuvenis, da un importante tema indoeuropeo yuwen/yun; è collegato al sanscrito yúga, latino iuvencus(= giovane bue), tedesco Jung. Secondo alcuni anche iuniperus(= ginepro). Secondo Varrone: «iuvenis a iuvando scilicet qui ad eam aetatem, pervenit ut iuvare possit », collegando il termine a iuvare e quindi giovane è chi difende, combatte».
Chi è giovane? Per l’anagrafe o per l’immagine? Chi difende – chi? Non mi è chiaro. I giovani artisti? Sfilano per Farhad Re con t-shirt a scritte forti «I love drugs» (Io amo le droghe); «I love Prozac» (Io amo il Prozac); «I love alcol» (Io amo l’alcol) e conclude «I love diet» (Io amo la dieta) indossata per lo zio stilista dalla nipote di 5 anni. Provocazione? Denuncia?

Pessimo gusto, credo (e serve al fashion system?).
Roma capitale (della moda e non solo) riporta la notizia, le opinioni divergono ed è l’immagine di una bambina a denunciarne tutta la superficialità, anche nella traduzione. «I love diet» è stato tradotto con «Amo essere magra».
Totale mancanza di rispetto per patologie come l’anoressia nervosa, la bulimia (stesso trattamento – nei capi precedenti – per la tossicodipendenza, la depressione, l’alcolismo) e le loro vittime, pur di dare lo “show”. Effetto riuscito e si crea il caso e nel caso vorrei far notare che «I love diet» significa «Io amo la dieta» e dieta deriva dal greco díaita (= decisione, poi regola di vita) e in medicina equivale a regola, a una retta condotta alimentare.
Quindi il messaggio sarebbe positivo, ma il contesto e l’ignoranza l’hanno reso speculativo.

Notizia di cronaca, sintomo di un tempo patologico e patogeno. Chi cura? Preoccupati? Disoccupati? I giovani destinatari che si lamentano del destino de-scrivono il presente per denunciarlo o lo de-scrivono per dimenticarlo?

*
Qualcuno lo cantava e scriveva la (sua) storia: «c’è una grande differenza tra raggiungere la notorietà e conquistare il RISPETTO di sé attraverso la musica. […] Aspettative talmente alte. Sostegno così grande, tutti hanno più motivazioni di me. Aspirazioni talmente alte. L’infinito non esiste. La matematica si basa sul 10. Le variazioni numeriche sono la sintesi della regressione, e in quanto tali, reazionarie, causa ed effetto, comunicative, scenario e interazione sociale in situazioni comprendenti persone, musica, sport, guerra e la determinazione regionale delle possibilità botaniche. Ciao. Io non sono dislessico. Una luce infrarossa simulerà il sole nel periodo invernale. Un ipnoterapeuta ti terrà la mano e ti aiuterà a tornare a letto […] I primi sette anni della mia vita sono stati straordinari, incredibili, realistici e di una gioia assolutamente colma di gratitudine […] Questo è il primo decennio dall’inizio degli anni ’70 che due generazioni (la vecchia scuola e la nuova) condividono la stessa musica. […] Voglio dire, tutto è già stato detto. Non ricordo l’ultima volta che ho avuto una vera conversazione.
[…] Sette mesi fa ho deciso di mettermi in una posizione che richiede la massima espressione di responsabilità che un individuo possa avere. Una responsabilità che non dovrebbe essere imposta. Ogni volta che vedo un programma televisivo con bambini che muoiono o la testimonianza di un genitore che ha perso un figlio di recente, non riesco a trattenere le lacrime. Il pensiero di perdere la mia bambina mi spaventa ogni giorno. Sono persino nervoso a portarla in machina per paura di fare un incidente. Giuro che se mai mi troverò nella tua stessa situazione, cioè il divorzio,lotterò fino alla morte per mantenere il diritto di provvedere a mia figlia. Farò l’impossibile per ricordarle che l’amo più di quanto ami me stesso. Non perché è il dovere di un padre ma perché desidero farlo per l’amore che provo.[…] Il luogo dove mi ritiro a tentoni per morire come un gatto che si rintana sotto una casa dopo che è stato investito da una macchina e si acquatta ad aspettare. Non invento argomenti interessanti per fare conversazione. Non ho niente da dire o chiedere, semplicemente mi adatto. In un certo senso sono un reazionario, reagisco semplicemente a ciò che dicono gli altri. Non penso, e quando penso dimentico.
Datemi un oltremondo alla Leonard Cohen

*
Firmato Kurt Cobain [Diari, ediz. Mondadori] e fermatevi a pensare. Formate il mondo con la mente aperta: si può sempre cambiar musica. Basta scriverla.

stile eri stile sei: incedi

stile amico è la qualità che ti vorrei
amico o stile nemico di bianca data
cerchia il tempo tuospedito scegli svelto

poco fiato tira non fatto tardo
è stile l’amico stile un vecchio
ricordo

ricordo
tutto fango incedi – sbiancato
intriso nello stile che ti vorrei
stile tratto amico vecchio stile
ricordo
ricordo

hai detto
me il ricordo del tuo – domani

[«Come as you are», Nirvana, tradotta stile Daino]

5 pensieri su “Del dire: diete e diari

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