Cintura

Quando ti infili la cintura
sembra di ricomporre i pezzi,
(ancora sopiti) chè il sopra e sotto
appaiono avvitati per incanto,
sino a sera,
quando un letto
ti riporta allo spoglio del puzzle,
già sporcato dall’ovvietà delle cose
e quella cintura
ci libera dalla consuetudine
confusa della follia.

14 pensieri su “Cintura

  1. valter binaghi

    E’ molto simpatica, Marco.
    Mi ricordo una barzelletta che girava al Liceo:

    Mezzo uomo cerca mezzo uomo per fare Re di Quadri

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  2. Marco Saya

    già Valter, il senso dello spogliarsi di un accessorio come per liberarci da un oggetto estraneo, una volta si girava nudi senza tante griffe appiccicate addosso. 🙂

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  3. Gaja

    Bella l’osservazione di Valter.
    Sì, Marco, in quello che hai scritto si sente il peso di ciò che è superfluo. Io avverto anche un pizzico (forse un po’ di più di un pizzico?) di amarezza nelle tue parole. Un abbraccio.

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  4. Marco Saya

    Grazie Gaia e Luca per il passaggio. Una riflessione non solo su ciò che è superfluo ma riprendendo la barzelletta citata da Valter mi verrebbe da scrivere,oggi, “Mezzo uomo cerca mezzo uomo o donna per fare due di briscola”. Pensando all’immenso Montale, fonte e materia della sua ispirazione era la disarmonia che l’uomo sentiva con la realtà naturale e storico politica che lo circondava. Una disarmonia e disaffezione alle “cose del mondo” sempre attuali…

    Un caro saluto

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  5. Marco Saya

    Verissimo, Voc, spesso e volentieri l’oggetto “coinvolto” è quello tecnologico, quasi un’appendice terminale dei nostri arti o dei sensi come il mouse, ad esempio, o l’auricolare del cell.

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