di Piero Ciampi
Il tuo viso esiste fresco
mentre una sera scende dolce
sul porto.
Tu mi manchi molto,
ogni ora di più.
La tua assenza è un assedio
ma ti chiedo una tregua
prima dell’attacco finale
perchè un cuore giace inerte
rossastro sulla strada
e un gatto se lo mangia
tra gente indifferente
ma non sono io,
sono gli altri.
E così…
Vuoi stare vicina? nooo?
Ma vaffanculo. Ma vaffanculo.
Sono quarant’anni che ti voglio dire… ma vaffanculo.
Ma vaffanculo te e tutti i tuoi cari. Ma vaffanculo.
Ma come? Ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e
tu mi dici di no? Ma vaffanculo. Sai che cosa ti dico? va-ffan-culo. Te, gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo. Vaffanculo.
Non ho altro da dirti. Sai che bel vaffanculo che ti porti nella tomba?
Perché io sono bello, sono bellissimo, e dove vai? Ma vaffanculo. E non ridere, non conosci l’educazione, eh? Portami una sedia, e vattene.


la sofferenza cancellata da un vaffanculo.
ciampi aveva capito già tutto.
e tu come stai, uomo?
Portami una sedia, e vattene…
si, una sedia nuova dove il riposo sia ristoro, anche senza te.
Grazie Franz per la scelta di queste parole.
CIAMPI è stato un grande!!!!Hai fatto bene a postarlo Franz…Livorno è la mia preferita!
Un caro saluto
ciao
“Te, gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo. Vaffanculo.”
bello
f.s
Oh che senso di liberazione!
Ripetilo, scrivilo a caratteri cubitali e urlalo.
Qualche soddisfazione nella vita bisogna pur prendersela.
Dillo a gran voce, che ti venga giù dall’anima, dal profondo del cuore. Che ogni tua cellula frema nel desiderio di dirlo, che ti salga dalle unghie dei piedi e dalle punte dei capelli. Che il tuo corpo si riempia e lo faccia uscire come un tuono. LIBERATI e poi sarai felice e pronto per un nuovo amore che ti riempirà la vita.
Ma urlalo a chiunque ti fa soffrire, non ti ascolta, non si accorge di te, ti rende la vita un incubo. LIBERATI!
Grande Piero Ciampi, mitico Franz, ma perchè sono così tremendamente educata?
un abbraccio
Stella
Credo non esista parola più liberatoria del VAFFANCULO. Ecco, riprendendo l’idea antologica, potremmo raccogliere un po’ di testi dove il VAFFANCULO è elevato a sistema catartico/concettuale.
Il VAFFANCULO come rosselliana “capacità di infischiarsene”. Ma anche questo è un traguardo, il poter dire VAFFANCULO è uno stato a cui si giunge dopo attenta, dura e faticosa analisi. Non mi riferisco al VAFFANCULO automobilistico, o da parcheggio rubato, parlo proprio di quel moto di rabbia che fuoriesce finalmente dallo stomaco (più che dalla gola).
Filologicamente, ho sempre preferito il termine VAFFANCULO al troppo inglese FOTTITI o ai perbenisti VA ALL’INFERNO o VAI A QUEL PAESE. Il VAFFANCULO è un mantra capace di operare in chi lo dice una reazione di benessere, anche se momentaneo.
VAFFANCULO poi può essere anche usato in forme di cortesia, basta smembrarlo (cfr. Caro lei, vada a fare in culo).
Non va inoltre dimenticata l’importanza storica del culo nella nostra poesia delle origini.
Recentemente sono stato allo spettacolo di Alessandro Di Carlo, un noto comico romano. Leggendo questo scritto di Piero Ciampi, mi viene il dubbio che i due traggano ispirazione l’uno dall’altro: e vaffanculo sia! (escluso ai presenti)
Vaffanculo è parola squisitamente fascista. Esprime infatti la volontà di annientamento dell’altro, riportato dalla dimensione dell’interezza a quella di mera parte. In questo ha molto in comune con la pornografia. Essa è parola fascistissima, e il bello è che nella cultura attuale della natura fascista di questa espressione abusata nessuno si rende più conto, perché tutti si credono antifascisti, mentre il loro organismo intellettuale è ancora pregno dei vibrioni del fascismo.
Del resto che la liberazione di sé si possa ottenere con un violento conato eruttivo-espulsivo è anche nozione arcaica. La sua trasposizione in un testo letterario conferma il fatto che gli intellettuali non sono affatto immuni dal fascismo.
Il mandarsi reciprocamente a vaffanculo (o il “va a farti fottere”, o equivalenti, non necessariamente legati alla sessualità – a Venezia sono in uso delle varianti molto impressionanti che non riporto)è un sostituto verbale simbolico dell’atto violento che viene differito, ma qualche volta segue…
Tutto bene Merisi. Si manda pure affanculo…
🙂
Che liberazione. Quando ci si accorge che non c’è altro da dire, che anzi tutto ciò che possiamo dire verrà solo automaticamente frainteso o ignorato ferendoci ancora di più. Potersene fregare e pure urlare che si vive lo stesso ANCHE senza ciò che ci sembra più desiderabile. Il vaffanculo (a te, al mondo) è soprattutto questo: dirsi che si è così limitati, e la vita così piccola, che non esistono ragioni di stato. “Ma vaffanculo”, Oppure “Francamente me ne infischio” come diceva Butler.
@Brotto, ma lei non si rilassa mai?
Brotto, lei e il suo post. Le posso dire un’espressione fascistissima?
Sono rilassatissimo sempre. In forma differente dalla vostra, di voi “filovaffanculisti”, forse. Diciamo, anche, che sono una delle ultime espressioni corporee della ragione occidentale nella fase del suo tramonto. Quindi chiedo qui ospitalità come “diverso”. Ricordo che “me ne frego” è essa stessa espressione fascistissima. Avete obliato tutto, gentili amici e amiche?
e riguardo a “non me ne importa un fico (secco)”, cosa c’è da dire?
Sono per l’oblio, sempre e comunque. E’ quando si dimentica che poi ci si ricorda. Ma più di tutto sono per il delfino maculato del Gobi. Il fascismo, perfavore, è un’altra cosa… sulla diversità: quando qualcuno stabilirà un criterio di normalità – tipo SONO NORMALI TUTTI QUELLI CON I CALZINI A POIS, allora capirò meglio chi è diverso. Io, ad esempio, che li ho a righe.
penso che di Piero Ciampi, di Vladimir Visotskij e di Ernesto Ragazzoni non si parli mai abbastanza.
Sei per l’oblio sempre e comunque. Non mi pare logico. Sempre che “sempre” significhi “sempre”. Il tuo è uno strano modo di esprimerti, da me difficilmente afferrabile. Ma, si sa, gli umani sono diversi tra loro, e ancora di più dalle umane. Dovrei forse pensare che tu sempre dimentichi tutto, in qualsiasi condizione, perché altrimenti non lo ricorderesti? Dio mio, son confuso… la ragione occidentale mi ha abbandonato.
Quanto al fascismo come “altra cosa”, penso che non a caso quello storico sia nato tra gli italiani.
Ragazzoni andrebbe riscoperto!!!!
Un caro saluto
Ragazzi, ecco un’altra perla del NOSTRO Piero ( che secondo me è patrimonio dell’umanità, ed è uno dei miei guru musicali – con l’inglese PETER HAMMILL).
HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA (Ciampi – Marchetti)
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Ha un carattere melanconico,
beve come un irlandese.
Se incontra un disperato
non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Non gli fa paura niente
tantomeno un prepotente.
Preferisce stare solo
anche se gli costa caro,
non fa alcuna differenza
tra un anno ed una notte,
tra un bacio ed un addio.
Questo è un miserere
senza lacrime.
Questo è il miserere
di chi non ha più illusioni.
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Detesta lavorare
intorno a un parassita,
vive male la sua vita
ma lo fa con grande amore.
Ha amato tanto due donne,
erano belle, bionde, alte, snelle,
ma per lui non esistono più.
È perché è solo un artista
che l’hanno preso per un egoista.
La vita è una cosa
che prende, porta e spedisce.
Bellissima Franz!!!Io replico con quest’altra perla… 😉
IL NATALE È IL 24 (Ciampi – Pavone – Marchetti)
È Natale il 24.
Non riesco più a contare,
la vita va così.
Ho una folle tentazione
di fermarmi a una stazione,
senza amici e senza amore.
Mio fratello è all’ospedale,
sono giorni che sta male,
la madre non l’ha più.
Anche Pino è separato,
Elio al gioco si è sparato,
mi stupisco sempre più.
Io vado,
quando sono abbandonato
vado in cerca di una donna,
senza danni.
Sento,
quelle volte che non pago,
che rimane pure amore
per un’ora.
Ma il mattino mi consegna
Francescangelo drogato,
non mi conosce più.
Per vederci un poco chiaro
bevo un litro molto amaro,
sono dentro a un’osteria.
Il Natale è il 24,
Gianna ha un cuore molto strano,
la vita va così.
Ho una folle tentazione
di rifermarmi a una stazione,
senza amici e senza amore.
Il Natale è il 24.
evviva il ciampi piero. grazie di avermi fatto conoscere il ciampi piero. sono storie minime. le uniche canzoni che sopporto sono quelle minime, a costo di prendermi del fascista (piove. è mercoledì. sono a cesena. sono così al minimo che non c’ho voglia di salire a predappio). abbasso i massimalisti, abbasso massimo, c’è da alzare un poco il minimo.
@ brotto: dissento. esistono vaffanculi e vaffanculi. bisogna essere precisi. c’è il vaffanculo del distaccato, che è sublime, è la raggiunta pace nella sconfitta e nell’abbandono del mondo: chi lo declama, di solito, l’ha preso lui nel didietro, ma non brucia di rabbia nè di entusiasmo: è il vaffa del bramino (piove. è mercoledì. sono a cesena);
sul vaffanculo di rabbia imvece avrei qualcosa da ridire: bisogna lavorarci, sgonfiarlo, e dargli dell’ironia: affinchè diventi di distacco (piove. è mercoledì. governo ladro).
il vaffanculo del menefreghista, invece, è un’altra cosa. appartiene ad altra sfera morale. spesso non è nemmeno scandito bene, è biascicato e rimane tra le labbra, stando attenti a non farsi sentire. è un vaffanculo privato. nel vaffanculo del menefreghista non c’è distacco, ma nemmeno l’agonismo: solo l’egoismo. questo, semmai (e solo questo) è filovaffanculismo fascista (piove. è mercoledì. sono sul pullman da cesena a predappio).
per inciso: ora il vaffa non è più nemmeno reato. peccato. il vaffanculo del distaccato era nel rispetto della legge, ma non dei legislatori.
hai fatto una foto molto nitida, bec, e sono d’accordo.
brotto invece mi ha spiazzato, di solito concordo sulle sue elucubrazioni ma stavolta siamo molto lontani.
piccola etimologia sul “vaffanculo”. non si tratta -come spesso si crede: “vai a fare in culo”-, bensì di ‘vaffa’+’culo’; il vaffa era il palo che si utilizava in epoca medioevale per impalare. quando diciamo a qualcuno “vaffanculo” gli stiamo augurando di morire con un palo, proprio lì.
un abbraccio
a me la ragione occidentale non ha mai fatto visita, credo… o forse sì, ma l’ho scambiata per un rivenditore della Folletto è avendone già uno in casa da due generazioni, l’ho ignorato.
credo che Kierkegaard dicesse qualcosa sul dimenticare, ma nel frullato misto magari si è confuso – poi Kierkegaard è morto da qualche annetto, io sono viva e godo di ottima salute nonostante l’afa, questa tra noi è senz’altro una significativa differenza.
Alessandro: l’unica cosa che posso dire è AHIO. Mi hai fatto venire in mente i “paglianculo”, quegli sciagurati insetti con le ali nere a pois bianchi, detti così dal giochino crudele a cui vengono sottoposti… e che vi lascio immaginare.
Brotto credo che l’incompresione tra noi sia connaturata: io parlo con i delfini (maculati) del Gobi, lei no. Tutto qui. Prima però di disquisire sul fascismo di certe espressioni su un post di una persona che con tutti i suoi difetti ha sempre mostrato qua in rete molta generosità verso gli altri, io ci penserei un po’, se è vero che le parole hanno un peso.
Poi, se Ciampi era fascista io sono il Mago Zurlì. Io pe rle parolacce che dico ormai è chiaro, sono nazista.
Francesca: prova a immaginare cosa potevano “dire” in epoca di Torquemada e affini! ma soprattutto pensa perché è un insulto forte (se detto con cattiveria).
un abbraccio
Sì, in effetti del fascismo del vaffanculo, caro Brotto, come disse Petrolini, “me ne fregio”.
🙂
In effetti, Matteoni, sentire che Lei parla coi delfini del Gobi mi conferma nell’idea che la maggior parte degli “intellettuali” abbiano un rapporto precario col reale. Di questa precarietà Lei gode: e dunque Le auguro di continuare a goderne. Infine mi si conferma anche l’idea che in questo blog è difficile dissentire (nel senso letterale di sentire in modo differente) senza essere accusati da qualcuno di prendersela con una persona o con l’altra. Io ho soltanto criticato l’uso di un’espressione. Che cosa c’entri qui la generosità di Ciampi proprio non lo capisco.
Propongo a questo punto di cambiare la denominazione del blog: che ne dite di “lo spirito e il culo”?
Brotto non offenda il blog per piacere!!!Ma perchè lei trascende sempre? Io propngo un vaffanbagno, naturalmente al mare visto la calura di questi giorni… 🙂
Un caro saluto
non mi riferivo alla generosità di Ciampi, dato che non l’ho personalmente conosciuto.
Sarò pure precaria ma di lavoro fo tutt’altro rispetto all’intellettuale…
dissentire – dissentisco sempre. Soprattutto da lei.
Concordo con Luca pienamente.
ok sono d’accordo con “lo spirito e il culo”. Forse meglio “un culo di spirito”. credo che guadagneremmo un sacco di lettori omosessuali ironici.
Io dissentisco, tu dissentisci, qui mi sa che tutti dissentiscano…
Beh, “Lo spirito e il culo”, a dirvi la verità vera (che c’è pure quella falsa) non mi dispiace. E che Fabrizio mi perdoni per intercessione di Dio (piaciuta la battuta?) Io credo da sempre nella spiritualità del culo, laddove per culo – mi si consenta – s’intende la parte carnosa alquanto et posteriore della Signora Donna, detta anche Woman, Frau o Femme. Ecco. Come dice mio fratello Ernesto, classe 1964, pittore in Milano con lo pseudonimo di Krauser (vedi link a destra il sito) e altro grande fan-del-culo (o fanculo) “è il culo che comanda”. Caro Fabio, forse la Matteonika voleva dire che quello generoso sul web sono io – datosi che il Ciampi schiattò nel 1980, quando internet era roba da ‘mericani US Army. Che poi Matteoni sbaglia assai, mi si consenta il dirlo, quando dki me dice: “avrà tanti difetti”, o roba del genere, che se c’è uno scevro o per meglio dire avulso da difetti quello sono io (come cantava il corridore motociclistico Lucchinetti verso la metà degli anni 80, e questa, caro Brotto, me lo lasci dire dissentendo, è cul-tura).
il motociclista era lucchinelli, franz, che è pure delle mie parti.
bè, in effetti, l’attuale nome del blog non rende onore alla cattiveria che regna in alcune frange armate, ma questo è il lato divertente della cosa. una cosa certa è che non te lo aspetti, forse ti aspetteresti una preghierina.
io propongo “Lo spirito e il mulo” per proteggere questi animali che ho letto, recentemente, essere a serio pericolo estinzione. Naturalmente poi polenta e asina per tutti giusto per essere politicamente corretti… 🙂
Un caro saluto
lucchinelli, sì! molto simpatico, anche!
Ehi, bravo il fratello… Davvero. Ma l’assassino in Westfalia sei tu! (http://www.krauser.it/wp-content/photos/assassino_in_westfalia.jpg)
Sì, sono io l’assassino, con quella faccia… 🙂
Segnalo il VaffanculoDay: http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/index.php?id=vday
8 settembre 2007
fem
ciampi era un anarchico senza soldi!!l’artista piu coerente che abbiamo avuto in italia,altro che de andrè o guccini con le tasche piene