Bob Hicok (USA,1960)
Man of the house
It was a misunderstanding.
I got into bed, made love
with the woman I found there,
called her honey, mowed the lawn,
had three children, painted
the house twice, fixed the furnace,
overcame an addiction to blue pills,
read Spinoza every night
without once meeting his God,
buried one child, ate my share
of Jell-o and meatloaf,
went away for nine hours a day
and came home hoarding my silence,
built a ferris wheel in my mind,
bolt by bolt, then broke it
just as it spun me to the top.
Turns out I live next door.
Uomo della casa
Fu un equivoco.
Andai a letto, feci l’amore
con la donna che là trovai,
la chiamai tesoro, tagliai l’erba,
ebbi tre figli, imbiancai
la casa due volte, riparai la caldaia,
superai una dipendenza di pillole blu,
lessi Spinosa ogni sera
senza incontrare una volta il suo dio,
seppellii un figlio, mangiai la mia parte
di budino e polpette,
uscii di casa per nove ore al giorno
e ritornai raccogliendo il mio silenzio,
costruii in mente una ruota panoramica,
bullone per bullone, poi la distrussi
appena mi portò in cima.
Proprio così, sono l’uomo della porta accanto.
( traduzione di Stefanie Golisch)

Straordinaria.Poesia per narratori. Contro il logorìo del lirismo abbastanza spesso inutile che ci ammazza, giorno dopo giorno.
Un quadro di Hopper. L’amico William di Bukowski che racconta la sua storia senza cedere, stavolta, alla scorciatoia dell’ironia.
Molto bella! Una sintesi infame. Che paura budino e polpette! E parlo anch’io seriamente.
vorrei avere quella cosa lì degli americani quando scrivono.
Davvero, grande sintesi e atmosfera hopperiana. Grazie, Stefanie.
Un non detto ci esplode davanti attraverso un “assemblaggio” di lacerti spiazzanti e folgoranti di una vita dichiaratamente accidentale (“fu un equivoco”), e un’ordinarietà struggente (“Proprio così, sono l’uomo della porta accanto”).
Un testo esemplare
Grazie Stefanie per questa straordinaria poesia!
Un caro saluto
bella poesia.
f.s.
scusatemi, ho un dubbio:
perché tradurre *turns out* con *proprio così*? mi pare che in questo modo si perda un po’ la chiusura del cerchio con il primo verso: *è stato un equivoco – vien fuori che sono il vicino di casa*.
per il resto, è splendida e sono contenta che me l’abbiate fatta scoprire.
a milo: si, “turns out” significa naturalmente ” viene fuori” . tradurre con ” proprio così” è una scelta mia. Mi suonava meglio, più corto ( e quindi più fedele al suono e al tono dell’originale), più significativo. Poi, secondo me, il senso non è che cambia proprio…
Vi ho proposto questa poesia che mi ha mandato un vecchio amico dall’America perché mi sembra un bon esempio per quel modo inconfondibile che hanno gli americani quando rendono poetico il non-poetico…
un caro saluto,
Stefanie
ma infatti, Stefanie, è proprio per questo che mi è piaciuta molto. Grazie anche al tuo amico allora. E grazie a te per la risposta.