PARODIA INFERNALE DELLA LUCE di Valter Binaghi

atomica

Il 6 agosto di 62 anni fa lo stato maggiore dell’esercito americano ordinava il lancio di una prima bomba atomica sulla città di Hiroshima, in un Giappone ormai rimasto solo a combattere e prossimo alla resa.
Il fuoco, e l’accecamento, parodia infernale della Luce.
Grappoli d’occhi di bambini, mutati in candelabri.
Una potenza di devastazione mai vista, ma ora visibile al mondo intero, monumento d’immagine. Un monito più che una vendetta.
Nessuno oserà definire questo un crimine contro l’umanità e il governo americano di allora un regime criminale. I giapponesi non sono diventati vittime di professione, salvo trasformarsi in agnelli mannari coi vicini.
Gli americani continuano pazientemente ad esportare democrazia.
Una falsificazione della Storia che s’impone al secolo.

70 pensieri su “PARODIA INFERNALE DELLA LUCE di Valter Binaghi

  1. lapoesiaelospirito

    Un vero e proprio crimine contro l’umanità, sono d’accordo. L'”accanimento terapeutico” statunitense colpì anche la Germania, a Dresda e ad Amburgo, soprattutto. Non dimentichiamo. Mai.
    Franz K.

    Rispondi
  2. Stefano Calosso

    Mentre questa sera Sua Maestà Massimo Teodori, dai microfoni di “Zapping”

    attribuiva, a malincuore, (o caro…) gran parte della responsabilità dei lanci di Hiroshima e Nagasaki
    al folle regime militarista nipponico che, con l’infame attacco di Pearl Harbor, ha alla fin fine
    riversato sulla popolazione civile le conseguenze di quella politica Kamikaze…

    Stanno cambiando la storia, parola per parola. Sono indignato. Non è ammissibile che dalle frequenze della radio di Stato si possa liquidare con dichiarazioni così superficiali e pressapochiste una pagina della storia dell’uomo così dolorosa e complessa. E senza contraddittorio, senza che nessuno nemmeno si sognasse di dire che ci sarebbero almeno alcune cosette da precisare. Queste alla fine sono le opinioni che passano, che rimangono incise indelebilmente nel dna culturale della popolazione. Popolazione? Popolo? Meglio dire polli da allevamento…

    Scusate lo sfogo, ma lo scoramento di questa sera era grande. Per fortuna questi post mi consolano un pochino.

    Rispondi
  3. fabry2007

    bentornato, Valter.
    ci vorrebbero delle bombe di senso, contro quelle della sistematica contraffazione della verità.
    purtroppo anche in Italia ci stiamo specializzando, in questo mestiere.

    Rispondi
  4. valter binaghi

    Ciao a tutti.
    Massimo Teodori? Non è un bel soggetto.
    Ma funziona così dal ’45. C’è gente, di destra e sinistra, che ritira lo stipendio direttamente dall’Amministrazione, a Washington. Ci sono Think Tank (associazioni a scopo propagandistico)nate per accreditare l’immagine degli Usa come patria della democrazia, nel mondo. Poi ci sono i giornalisti clintoniani, che servono ad accreditare la tesi per cui le maialate USA sono solo di parte repubblicana. Gianni Riotta, Furio Colombo, Lucia Annunziata, vi piacciono più di Teodori?
    Sono quelli che hanno salutato le colombe a reazione dell’Ulivo Mondiale, che andavano a bombardare i Serbi.

    Rispondi
  5. fk

    Per me gli Stati Uniti potrebbero pure sprofondare nel pozzo senza fondo dei loro crimini secolari. Il nuovo nazismo “leggero”. E “democratico”. Fuck off!

    Rispondi
  6. viadellebelledonne

    sottoscrivo, quando penso che davano agli indiani le coperte con il vaiolo, mi viene una rabbia!

    Rispondi
  7. Angela D.N.

    ma resta un mistero: lo sanno tutti, loro compresi, lo sappiamo noi, lo sa l’oriente lo sa l’africa lo sa il sudamerica l’asia e l’oceania e nonostante sia cosa cosi nota a tutti sembra che ogni volta la scopriamo 😉

    Rispondi
  8. ABN

    Certo, avete ragione. Hitler e il nazismo non hanno avuto nessuna responsabilità nel secondo conflitto mondiale, così come l’Italia fascista è stata solo una vittima, per non parlare dell’imperialismo nipponico, tutte falsità della Storia, certo. La colpa di tutto è sempre degli Usa. Avete ragione. Ma che dire poi di quei maledetti del Vietnam del Sud che hanno osato chiamare in loro aiuto il governo americano del democratico Kennedy contro l’invasione di Hanoi? E in Corea? Che schifo, anche lì gli Americani sono dovuti andare a difendere un alleato contro un invasore, che vergogna. Non parliamo poi oggi, che si sono perfino bombardati da soli New York per avere una scusa per autodistruggersi politicamente ed economicamente. Che cretini.
    Meno male che ci siamo noi Europei così saggi da essere diventati democratici da 50 anni contro i loro 200, da essere così pacifisti e libertari da aver inventato ogni crimine storico possibile. E soprattutto meno male che ci siamo noi Europei così macchiavellici e vili da appoggiare per 40 anni Arafat e i regimi arabi pur di non avere problemi nelle forniture di petrolio. Tanto come si fa con gli Ebrei, noi Europei lo abbiamo imparato bene. Viva l’Europa, produttrice di forni per bruciare bambini e verità.
    Speravo che questo sito fosse frequentato da gente sveglia, invece vedo che il lavaggio mentale della sinistra italiana qui vi ha colpito assai. Vergognatevi.
    Meno male che oltre a Bush questo mondo ci regala anche Bin Laden, Castro e Saddam, altrimenti non ci sarebbero più persone per bene.
    Ma andate a fanculo, assassini (visto che ora è sdonagato anche dalla Corte Costituzionale).

    Rispondi
  9. Fabio Brotto

    Scusatemi ragazzi, ma adesso in questo blog mi sento veramente a disagio: qui si ragiona con le viscere, cosa naturalmente impossibile. Io tra gli antiamericani del vostro genere adialettico mi sento fuori luogo. Non mi si risponda che qui ogni opinione è lecita, perché sarebbe una non-risposta: la natura di un blog è stabilita dal sentire prevalente. In questo blog prevale il sentimento, e la ragione s’affatica invano. Non mi ci ritrovo nel modo più assoluto. Vi saluto in modo definitivo. Grazie per l’ospitalità, e salutatemi tanto Baldrati.

    Rispondi
  10. robertorossitesta

    Cari amici,
    il post di ABN, magari non condivisibile per contenuti e toni, ci richiama alla necessità di una visione con entrambi gli occhi aperti. Guardare con un occhio solo può essere più facile, ma priva la visione della giusta profondità, rende arbitrariamente semplice ciò che è costitutivamente complesso.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi
  11. francacorradini

    La storia viene falsificata da chi giudica per presa di posizione ideologica.
    Condivido in pieno il post di ABN.
    Invito chi scrive a giudicare i fatti con maggiore obiettività e con rigore storico.
    Sull’argomento “crimini contro l’umanità”, molto ci sarebbe da scrivere e pochi i paesi da escludere.
    Crimini che ,tra l’altro , non sono “tipici” di uno stato di guerra.
    Purtroppo vengono consumati anche in tempo di pace.

    Rispondi
  12. elena f

    la libertà di parola e di pensiero resta un fatto fondamentale ovunque tanto più in un luogo che ospita persone fra le più diverse come questo blog, e meno male che esistono ancora luoghi in cui ci si rispetta nonostante e dentro le differenze di pensiero. trovo giusto il richiamo ad una lettura più obiettiva e approfondita della storia , l’unico modo per non generare altre inultili guerre e inutili acrimonie.
    quale sia la differenza tra i forni dei tedeschi e le due bombe atomiche degli americani non mi è chiaro, e mi pare che siano due eventi orrendi che dichiarano come troppo spesso l’umanità scada al di sotto della bestialità (mi perdonino gli animali) più violenta.

    buona giornata

    elena f

    Rispondi
  13. ABN

    La differenza te la spiego io, Elena, e il fatto che tu non la veda la dice lunga sulla confusione mentale del politically correct. I forni tedeschi erano il mezzo per uno sterminio razziale di innocenti. La bomba atomica era il mezzo per far terminare una guerra altrimenti destinata a durare e a procurare ancora più morti (guerra scatenata dal Giappone contro gli Usa a tradimento). Che poi i morti siano sempre morti, non ci piove, ma i motivi per cui uno uccide sono diversi. Se uno tentasse di ucciderti, Elena, io gli sparerei anche se mi stai antipatica: credo ci sia una differenza tra i due tentativi di omicidio. Questa è la vita. E fa schifo comunque.

    Rispondi
  14. elena f

    @ Andrea
    grazie della spiegazione , ma sono abituata a pensare alle vittime, e non credo un bambino giapponese sia diverso da uno ebreo.

    buona giornata

    elena f

    Rispondi
  15. valter binaghi

    La non-differenza la fa l’intento deliberato di passare dal combattimento tra eserciti al massacro di popolazioni civili.
    Nessuno voleva assolvere qui i nazisti o lodare la pratica dei forni crematori, ma ristabilire, appunto, una visione bi-oculare della storia.
    Caro ABN, il politically correct sta tutto dalla tua parte, mi sa: dove l’appendice globalista ed economicamente imperialista della dottrina Truman passa per difesa dei diritti umani.
    Io sono, come esibisce il mio logo, la Pecora Nera.
    O la pietra dello scandalo, come forse preferirebbe dire Brotto.
    Uno che si tira addosso un sacco di sassate.

    Rispondi
  16. francacorradini

    per Elena
    pensando alle vittime
    pensando ai bambini… che non sono diversi…giapponesi,ebrei,vietnamiti,iracheni,iraniani….

    analizziamo a fondo, da adulti , il perchè dei fatti
    per capire il passato ed il presente
    cercando di diventare artefici del futuro
    anche con i piccoli gesti

    Rispondi
  17. fk

    Dio mio Fabio, ma che sarà mai?
    ABN (Andrea B. Nardi) è un uomo d’onore e una persona squisita. Preferisco i suoi “fanculo” -comunque motivati – alle piroette di certi ceffi algidi della cultura italiana. Che la sinistra italiana abbia fatto danni irreparabili è cosa nota. Io mi tengo il mio antiamericanismo politico che è in voga nel mio pensiero da circa 30 anni, quando di sinistra proprio non lo ero. Così, per chiarire.

    Rispondi
  18. Gian Ruggero Manzoni

    Quando mi addestrarono gl’istruttori CIA a Vicenza e a Verona (nell’inverno ’77-’78) al fine di ‘rendermi utile’ quale informatore del nostro esercito (e del loro) certo non mi hanno detto di distribuire caramelle e sigarette ai ‘nemici’, così come non mi hanno insegnato a dialogare civilmente con loro una volta catturati… logico che se a nostra volta fossimo stati catturati dai ‘nemici’ non ci avrebbero di certo offerto un caffè al bar. Di guerre d’agressione ne abbiamo fatto infinite noi europei, lo stesso lo si può dire degli asiatici così come degli USA. Il loro modello democratico è scritto su di un foglio di carta da più di 200 anni ma mai si sono minimamente sognati di mettere in pratica neppure uno dei punti in esso riportati-contenuti (vedi Diritti Civile, Uguaglianza di fronte alla Legge, sostentamento di chi povero, sostentamento di chi malato, rispetto della natura – solo Al Gore, oggi inesistente dal punto di vista politico, sta portando avanti, adesso, e lo ripeto: adesso, che non conta più niente, una battaglia a fini ecologici giusti… ma perché non lo ha fatto quando era vicepresidente? etc.etc.etc.). Si sbandiera la democrazia per mettere le mani sul petrolio, così come per far saltare come tappi i governi (socialisti-popolari) democraticamente eletti in centro e sud America, oppure per aumentare le aree di ingeranza in tutto il mondo, chiamati o no da governi fantoccio, corrotti e porto franco di mafiosi come quelli dell’allora sud Vietnam e Corea… oppure come quello di Battista a Cuba… e se governi corroti di quel tipo non chiamano i ‘poliziotti’ del pianeta al fine di piazzare basi militari, testate nucleari, bordelli e McDonald’s beh, inventiamoci stati ‘canaglia’ e che Saddam ha le armi di distruzione di massa e che il pollo del vicino teme il freddo e andiamo perché tutto è lecito per chi sventola la Stelle e Strisce. L’Europa (tutta l’Europa, anche quella democrativa e liberale, e non solo quella nazi-fasci-comunista) ha perduto la guerra con la presa del bunker di Hitler… cioè l’Europa ha infine ceduto il primato Culturale e la sua Identità ai cow boys d’oltreoceano… e che cosa ci hanno insegnato i ‘vaccari’ e tutti gli ‘avanzi’ del pianeta in 60anni di impero? Che chi ha è e chi non ha non è? Infine solo questo + balle + che il cazzotto sbriga prima le questioni di un tavolo di trattative + il non saper fare politica estera + una lista di presidenti dementi e guerrafondai (Kennedy compreso) + il far fuori i presidenti dementi quando rompono le balle agli interessi di chi li ha eletti + il potere delle lobbies e del Soldo innanzi tutto e via così. Come mai nel ’91 non intervenirono nella exJugoslavia? Forse perché era un popolo che possedeva solo delle capre, forse perché il Muro di Berlino era già caduto e che quindi era questione nostra… di noi europei, non loro? Ma non stiamo a raccontarci balle sugli americani. Come mai sono calate le importazioni americane dall’Italia quando, via via, abbiamo perduto un ruolo strategico nello scacchiere internazionale (cioè non siamo più una loro portaerei nel Mediterraneo – punta avanzata verso l’est del pianeta)? Come mai gli Yankee stanno premendo perché l’Europa accetti la Turchia nell’Unione, quando sappiamo benissimo tutti chi sono i turchi e che li dovremo mantenere per 50anni? Forse perché la Turchia è oggi la prima linea? Come mai, inversamente, gli USA non hanno mai visto di buon occhio un’Unione dell’Europa? Come mai hanno sempre rallentato i processi di ripresa economica nel nostro continente dal ’45 in poi e osteggiato la riunificazione della Germania? E non riempiamoci la bocca con i famosi piani Marshall… perché quei 4 sacchi di grano li stiamo ancora pagando con gl’interessi, sciroppandoci i loro sottomarini nucleari e, di nuovo, le mille testate ormai puntate verso il Deserto dei Tartari (si spera che i Tartari-Cinesi infine diano un nuovo scossone alla storia, altrimenti gli americani s’inventano che anche i san marinesi sono dei comunisti o dei terroristi). Gli USA non riescono a vivere senza un ‘nemico’ e ciò li accomuna ai nazisti e ai comunisti… non dico ai fascisti perché il nostro regime è stato, in confronto ai suddetti, una sorta di barzelletta. Le bombe atomiche sul Giappone sono state un’inutile carneficina. Il Giappone era già in ginocchio, finito, kaput. Per salvare la vita ad altri 15.000 soldati yankee si sono fatti fuori 450.000 civile giapponesi, così come si sono bombardate Dresda, Lipsia e Amburgo per tre giorni e tre notti a tappeto (dietro sollecitazione dei loro cuginetti inglesi) a nazismo in ginocchio, finito, kaput. Per salvare la vita a 5.000 soldati yankee si sono fatti fuori altri 450.000 civili, questa volta tedeschi (e siamo a quasi un milione di innocenti: donne e bambini, per lo più, visto che gli uomini, dai 14 ai 70anni erano impegnati in azioni di guerra). Morale: tutti coloro che ricorrono ad azioni di guerra o di sterminio razionalmente immotivate (o, peggio, motivate), se non per mostrare i muscoli (…nel caso degli americani, allora, a quelli che poi sarebbero diventati i nuovi ‘nemici’, cioè i comunisti), sono delinquenti… tutto qui, visto che si sta parlando di ragionamenti, questo è un ragionamento ed è storia, non visceralismo allo sbando. Così come non è una lettura di uno di sinistra come neppure di uno di destra, ma di chi si è sempre considerato molto ma molto ma molto al di sopra delle parti, ma non fino al punto di non sapere dove fare bersaglio con le idee, le parole e i fatti, all’occorrenza. Cmq grazie per i commenti e per le sollecitazioni.

    Rispondi
  19. riccardo ferrazzi

    Visto da destra, visto da sinistra. Ma la verità qual è? La verità non c’è. A chi ci ha fatto del male non potremo mai perdonare, a chi ci ha fatto del bene non vogliamo essere riconoscenti. C’è chi bombarda, c’è chi chiude la gente nei lager o nei gulag. Che senso ha domandarsi chi è più buono (o meno cattivo)?

    Rispondi
  20. valter binaghi

    Arrivano i buoni, arrivano, arrivano,
    finalmente hanno capito che
    qualcosa qui non va…

    Arrivano i buoni e dicono basta a tutte
    le ingiustizie che fin’ora
    hanno afflitto l’umanità…

    Arrivano i buoni, arrivano arrivano
    finalmente una nuova era comincerà…

    Quanti sbagli, quanti errori,
    quante guerre e distruzioni, ma finalmente
    una nuova era comincerà…

    Senza servi ne padroni
    senza guardie, ne assassini, d’ora in poi
    tutti uguali, una nuova era per l’umanità…

    Arrivano i buoni, ed hanno le idee chiare
    ed hanno già fatto un elenco
    di tutti i cattivi da eliminar…

    Ma chi l’avrebbe mai detto che erano
    così tanti i cattivi da eliminar…

    Così adesso i buoni hanno fatto una guerra
    contro i cattivi, però hanno assicurato
    che è l’ultima guerra che si farà…

    Edoardo Bennato

    Rispondi
  21. valter binaghi

    Destra o sinistra c’entrano poco con gli americani, perchè loro hanno di che appagare le mitologie dell’una e dell’altra parte.
    Io sono stato di sinistra, praticamente fino a ieri.
    Per ostinazione, più che altro, visto che per me l’aborto è sempre stato un omicidio e l’economia di piano un fallimento. Ma che volete, uno fa fatica a lasciare il dialetto dell’infanzia.
    L’ideologia è un problema di linguaggio, infatti: i Buoni per definizione non possono commettere atrocità, quindi le si camuffano in altre cose, con altre parole, più urbane e gentili. L’eugenetica di Hitler era una parolaccia, la procreazione assistita un diritto democratico.L’aggressione immotivata diventa guerra preventiva.
    Degli americani detesto non tanto il potere e la violenza (che governano il mondo da sempre), ma la menzogna strutturale con cui controllano l’ordine del discorso.
    Per quanto riguarda la Storia, è tutto un problema di scala: guardare le cose dall’alto, da lontano piuttosto che da vicino. Chiedersi perchè gli USA sono intervenuti non tanto nella Seconda ma nella Prima Guerra Mondiale: distruzione di imperi plurisecolari e delle basi stesse dello stato nazionale, per imporre senza sforzo l’unico governo mondiale del biglietto verde.

    @Gian Ruggero
    “Il morbo” è un gran libro, presto gli dedico un post.

    Rispondi
  22. valter binaghi

    @ABN
    Sputare sentenze?
    Parlo di cose, scelgo parole per dirle.
    Ogni tanto canto e suono pure.
    Da te arrivano cose tipo “fanculo assassini”
    Un vero amante della poesia.

    Rispondi
  23. valter binaghi

    @Domenico
    Intendevo l’ingegneria genetica, cioè la vita interamente risolta in progetto tecnologico, non l’agevolazione della gravidanza in una donna sterile. Ho usato un’espressione sbagliata, anche se pure lì si verificano forme di accanimento tecnologico inquietanti.

    Rispondi
  24. ABN

    Binaghi, di certo non amo la tua poesia. L’ho capito solo ora ma l’ho capito. Qui si parla di morti, al diavolo la tua poesia. Io lavoro ogni giorno per salvare donne musulmane dalla violenza dei nuovi islamo-nazisti protetti da voi radical-chic. Me ne sbatto le palle delle tue ore passate al pc scegliendo le parole per l’estetica della poesia. Ma fammi il piacere. E studia la storia.

    Rispondi
  25. francescomarotta

    @ FK

    Uno che entra in un thread e, senza dire né buon giorno né buona sera, spara un “ma andate a fanculo, assassini”, per te è “una persona squisita”?

    Te lo ricordi, Franz, l’adagio di Antonio De Curtis, in arte Totò?

    fm

    Rispondi
  26. ABN

    Quello che mi fa imbestialire di questi siti sinistrorsi è l’energia che mettete nel denunciare i crimini americani mentre non vedo mai mai mai una sola parola di condanna contro Talebani che lapidano, Iraniani che impiccano, Palestinesi che bombardano, Sunniti e Sciiti che impediscono la pace, ecc.
    Complimenti all’obiettività storica dei sedicenti intellettuali poetuccoli da strapazzo.

    Rispondi
  27. elena f

    ma mi faccia il piacere!!!! 🙂

    credo che qui di obiettività storica ce ne sia poca da un lato e dall’altro, caro ABN che i talebani e compagnia bella siano quello che sono è cosa nota, ma se gli americani non lapidano mettono sulla sedia elettrica (soprattutto i neri) o iniettano un veleno mortale che forse è meno doloroso ma il cui esito non è diverso dalla lapidazione. le bombe , i proiettili, le armi non hanno ragioni, uccidono e basta, i motivi veri sono sempre motivi di potere di denaro di forza da un lato e dall’altro e della povera gente se ne fregano alla grande gli uni e gli altri, e sotto le bombe americane o degli integralisti islamici, muore sempre e soltanto la povera gente.

    buon pomeriggio

    elena f

    Rispondi
  28. francescomarotta

    Senti Nardi, o come cazzo ti chiami, non ti permettere di offendere, dall’alto di una superiorità intellettuale ed etica che ti riconoscono solo i tuoi familiari. Ma cosa vuoi? Chi sei? Scrivi pure i tuoi commenti, critica chi ti pare, ma non sentirti autorizzato a dispensare l’etichetta di “assassino” agli altri commentatori solo perché non la pensano come te.

    Nessuno ti obbliga a stare qua, mi sembra. In alto a destra c’è una sorta di netiquette, l’hai letta? Secondo me no; e l’hanno dimenticata anche i gestori, perché, se vale ancora, il tuo commento al n. 10 doveva essere immediatamente cancellato: non per quello che hai scritto, si tratta del tuo pensiero e, comunque, lo si rispetta; ma per il tono e, soprattutto, per la chiusa: che ti qualifica subito, anche senza che presenti le tue credenziali.

    E, in ogni caso, a fanculo ci vai tu e la tua presunzione da padreterno da supermercato dell’usato.

    Un poetucolo da strapazzo.

    Rispondi
  29. fk

    @Andrea (Nardi).
    Piantala di insultare o alla prossima sei fuori.

    fm: Andrea lo conosco personalmente ed è persona squisita, confermo. Evidentemente nel web si trasforma in un riduttore di teste.

    Rispondi
  30. elena f

    la domanda è: se non si riesce a parlare con toni civili fra persone che non avendo alcun potere decisionale nella storia possono solo condividere , per quanto diverso, il loro pensiero, perchè meravigliarsi se poi chi quel potere ce l’ha tira le bombe su chi la pensa e vive diversamente?

    mi pare che sia solo una questione di proprorzioni, qui si lanciano insulti altrove proiettili, solo perchè stare al tavolo delle trattative e della discussione è faticoso , perchè il discernimento è un’arte difficile, perchè tutti vogliamo avere ragione, perchè tutto sommato avere un nemico riconoscibile è rassicurante.

    buon pomeriggio

    elena f

    Rispondi
  31. valter binaghi

    Caro Nardi, che tenerezza: mi ricordi mia nonna.
    Quando le dicevo che il parroco del paese sembrava più un amministratore di bottega che un pastore d’anime, mi diceva:
    “E alura va in Russia, miscredent!”
    L’idea che uno possa detestare l’imperialismo americano senza aderire all’Islam integralista e fanatico non ti sfiora?
    E nemmeno ti viene il dubbio che quest’ultimo fenomeno sia stato in gran parte ingigantito proprio dalla protervia con cui l’Occidente si è comportato in Medio Oriente, come mostra il peggioramento della situazione in Iraq dopo l’intervento americano?
    Ma allora sei tu che non studi la Storia, simpaticone, se non sui bigini forniti dall’Amministrazione.

    Rispondi
  32. ABN

    Le travi nei nostri occhi

    andrea sartori
    http://www.corriere.it/corrforum/corriere/Intro?forumid=291
    l’interferenza

    ”ogni paese combatte il crimine secondo le sue leggi interne”. Questa è la dura risposta del portavoce del ministro degli esteri iraniano Mohammad Ali Hosseini alle critiche che la Farnesina ha mosso a Teheran per via di due giornalisti curdi.
    Io dico due cose: innanzitutto era ora che in Italia si sentisse levarsi la voce per due vittime di un autentico regime tirannico, e non le solite pannellate che, come simbolo della lotta alla pena di morte, prendono uno che ha inflitto la stessa pena a due milioni di persone come Saddam Hussein. In secondo luogo il signor Hosseini mi dovrebbe spiegare le sue ”leggi interne”.
    Perchè non è detto che ciò che è ”legge” sia automaticamente giusto: inoltre il signor Hosseini dovrebbe spiegare l’entità del ”crimine”: come dovrebbe spiegare l’entità del ”crimine” dei due ragazzi minorenni omosessuali impiccati nei primi giorni del governo di Ahmadinejad: come mi dovrebbe spiegare l’entità del ”crimine” di quegli studenti massacrati, incarcerati e torturati solo perchè chiedevano più libertà.
    Ah, signor Hosseini, ce ne sarebbero di interferenze da fare. Il suo governo ha delle fortissime similitudini con la Germania hitleriana, è tra i paesi del mondo ove meno si rispettano i diritti umani. E non ci faccia la predica, in quanto il suo governo interferisce, e comre, con gli altri governi: hezbollah, milizia libanese fondata dall’ayatollah Khomeini, come me la chiama? E’ il piede degli ayatollah in Libano, che terrorizza gran parte della popolazione libanese e attacca quella israeliana.
    Non faccia la verginella Hosseini. Il regime che lei rappresenta è stato fondato da un signore, tuttora venerato come un profeta, che predicava l’esportazione della rivoluzione islamica in tutto il mondo. Il suo governo è ora rappresentato da un signore che non vuole semplicemente interferire con la politica israeliana, vuole cancellare Israele dalle mappe.
    Signor Hosseini, ci lasci pensare che impiccare giornalisti ( ”che hanno confessato i loro crimini” dice lei. Chissà in che modo li avete convinti a confessare), ragazzini e studenti non sia propriamente una bella cosa. E non ci faccia la predica: prima di guardare la pagliuzza nel nostro occhio, si levi la trave dal suo

    Rispondi
  33. elio copetti

    Lo sgomento, il dolore, un oscuro senso di rincrescimento per avvenimenti come quelli in esame mi sembrano ineludibili: è sufficiente venire obbligati, da una qualsiasi forza, a guardarli abbastanza da vicino. Però non credo che da questi sentimenti possano trarre vera autorità certi giudizi “qualitativi” sopra intere culture, “razze” o situazioni storiche, anche se ciò si configura cognitivamente come una tentazione quasi irresistibile. L’inevitabile “che bastardi!” – nella circostanza riferito agli americani – implica forse che i giapponesi costituissero, in quel momento, qualche cosa “di meglio”? Sarei forse disposto a supporlo se la loro società dimostrasse – oggi – di saper discutere con apertura (e senso di colpa) pari alla “nostra” dello “stupro di Nanchino”, tanto per fare un esempio. Più in generale, mi chiedo quanto possano valere i nostri rivolgimenti da “fortunelli” della storia di fronte a questi spettacoli, se non si tratti dell’illusione che un “buon sentimento”, se opportunamente difeso e diffuso, possa davvero qualche cosa nei confronti degli immani ed oscuri meccanismi della storia stessa. Questo perché proprio scavando intorno alla genealogia dei buoni sentimenti mi pare che sempre più aspetti finiscano per virare dall’opzionale al quasi obbligato, fino al punto che il giudizio morale, scalzato dalle sue orgogliose basi, sembra ricadere in un impotente gemito infantile. Conscio quindi della futilità del mio discorso, vi dirò che la colpa di un pilota, di un addetto al puntamento, e di tutta la catena di comando che sta alle loro spalle, mi appare più astratta, distribuita e quindi meno perturbante (magari “quantitativamente” più grave ma in un certo senso più “comprensibile”) delle colpe “personali” costituite dagli orribili atti di sadismo che fittamente punteggiano tutti i conflitti. Forse è la potenza (e l’inganno) del simbolo, ma rimango agganciato a singole immagini, a singole situazioni in cui il male si concentra fino all’assurdo metafisico: come il vedere una persona che, di fronte al pubblico divertito dei propri commilitoni, si ingegna ad infilzarne un’altra (un prigioniero dalle braccia legate) con la baionetta. E mi procura un male fisico il gesto della vittima, che da terra tiene alzata una gamba in un patetico ed estremo tentativo di difesa. “E dunque questo è l’uomo”, ecco ciò a cui arrivo in questi frangenti, e mi suona allora grottescamente umoristica l’idea che il vasto universo sia tutto quanto architettato verso un simile “prodotto”: macché Dio, macché Spirito, macché Principio Antropico … molto più pulito – e meritato – l’oblio, la cancellazione totale, dopo qualche altro vano agitarsi dei nostri sonagli.

    PS – la foto a cui mi riferivo l’avevo vista qui da qualche parte: http://www.centurychina.com/wiihist/njmassac/index.html
    ma non la trovo più.

    Rispondi
  34. valter binaghi

    @ABN
    Proprio perchè ritengo la cultura occidentale, nata dal cristianesimo, più elevata di quella islamica dal punto di vista della concezione della persona e della sua dignità, posso giudicare i crimini americani come tali.
    Non potrei farlo nello stesso modo di fronte ad una lapidazione di un’adultera in paese islamico, cosa che personalmente aborrisco ma che non ho strumenti dialettici per contestare al membro di una comunità che non condivide i miei principi.
    I diritti umani imposti su base internazionale?
    E’ un rimedio peggiore del male. Il diritto presume una condivisione: se s’impone non è più tale. E, bada bene, questo non è relativismo etico, ma distinzione tra etica, diritto e politica, che nelle tue considerazioni mi pare mancante.

    Rispondi
  35. Gian Ruggero Manzoni

    Per curiosità sono andato a vedere il sito del signor Nardi e ho inteso molto. Me lo sono letto e penso di aver capito cos’è importante per lui, seppure è sempre difficile poi trarre delle conclusioni sul valore di un individuo da una sorta di autobiografia scritta per presentarsi in web. Ovvio che in tanti, qui, ci troviamo distanti anni luce da ciò che Nardi reputa importante, così da renderlo noto al lettore (come lui ha fatto nel suo sito), ma ciò non toglie che penso che qui, tutti, si abbia, poetucoli da strapazzo o no, il cervello da intendere che l’integralismo islamico sia da condannare e combattere come qualsiasi altra forma di violenza rivolta all’umanità, così come sia da condannare chiunque altro reputa di avere la verità in tasca e pretende di imporla ad un suo simile magari di cultura e tradizione diversa. Non credo, come sostiene Nardi, che qui si sia del sinistrorsi radical chic, ma gente che, nelle diversità, tenta di incontrarsi e confrontarsi. Tutto qui.

    Stupendo il commento di Elio Copetti (che continuo sempre più a reputare una mente di altissima levatura – anche se, da combattente, quale ancora mi reputo, non posso condividere quando scrive: “molto più pulito – e meritato – l’oblio, la cancellazione totale, dopo qualche altro vano agitarsi dei nostri sonagli”… non posso condividerlo perché la ‘resa’, quale uomo, non mi appartiene, anche se il quadro generale che rappresenta il contemporaneo non è certo opera che induca all’ottimismo – però meglio morire con l’arma del buonsenso in pugno, più che abbandonarsi, come già Alceo cantò, all’oblio – e, come ben sappiamo, il desiderio di oblio, come astrazione-fuga, ma anche come pace, è stato tirato in ballo fin dall’antichità – e ciò significa che da sempre l’uomo di testa ha ben capito come va la faccenda: vita – ma non bisogna abbassare la guardia, bisogna continuare e resistere)

    …invece interessante da sviscerare quello che Binaghi ha scritto al #43. Come poter convogliare tutta l’umanità verso ciò che infine tutti i testi ‘sacri’ di tutte le religioni e le filosofie intendono come giusto? E sappiamo bene tutti cosa sia giusto e cosa non sia giusto, anche senza avere tre lauree o un dottorato preso a Francoforte (quando la Scuola di Francoforte era ancora il cuore pensante dell’Europa).

    Un’altra cosa importante, a mio modesto vedere, è l’avere incontrato sul campo (in situazioni limite) coloro che qui sono stati tirati in ballo: europei di varia etnia, americani (USA), musulmani. Beh, io li ho incontrati tutti (eccetto gli asiatici), come ‘amici’ o come ‘nemici’… in Europa (Cecoslovacchia 1989, prima del crollo del muro di Berlino, Bosnja 1994, Serbia 2000) e in Medio Oriente (Beirut 1982 e 1983)… e, in situazioni limite, li ho scoperti, infine, tutti uomini: bestiali, come dice Elio, compassionevoli, coraggiosi, infingardi, patetici, cagasotto, votati alla morte per un’ideale, stanchi di morte e di morire per un’ideale, solidali, cinici, ipocriti, schifosamente viscidi, assassini a freddo, pacifisti prestati a guerre assurde, killer prestati a paci assurde, meritevoli per come si prodigavano nei confronti del prossimo, sconcertantemente motivata ad eliminare il proprio prossimo e via così. Non so chi fra voi, il signor Nardi compreso, si sia mai trovato sotto un bombardamento di mortai o braccato da dei serbo cetnici ubriachi di sangue e di acquavita oppure stretto in un angolo da cui si poteva uscire solo facendosi largo a raffiche, o a tu per tu con rastrellatori di Hamas o a fianco di agenti CIA sbomballati di coca o di anfetamina e dal grilletto facile oppure fatti bersaglio da mercenari russi o da snaiperisti croati ustascia etc.etc.etc. beh, e lo ripeto questo beh, provare per credere per poi poter dire. E perdonate questi rigurgiti di un passato che da sempre sto tentando di mettere in soffitta… magari obliandomi.

    Condivisibilissimo quel che ha scritto Elena al #34: “le armi non hanno ragioni, uccidono e basta, i motivi veri sono sempre motivi di potere di denaro di forza da un lato e dall’altro e della povera gente se ne fregano alla grande gli uni e gli altri, e sotto le bombe americane o degli integralisti islamici, muore sempre e soltanto la povera gente”. Sacrosanto. Se crepasse solo chi armato almeno ci sarebbe giustizia… ma la giustizia, in guerra, non esiste e mai esisterà.

    Un grazie a Binaghi per i complimenti a “Il morbo”… poi mi dirai dell’altro romanzo.

    E qui chiudo. Perdonate la prolissità e le litanie. Morale: “bisogna trovarcisi in certi frangenti… anche se spero che mai vi dobbiate trovare”.

    Si ricordino, sempre onorandoli, coloro morti invano, non chi morto per colmare quel vano che dimora in ognuno di noi.

    Rispondi
  36. Pasquale Giannino

    Ma dai ragazzi! Qualcosa di buono gli americani ci hanno dato: Melville, Whitman, Steinbeck, Hemingway, Kerouac… ma anche il jazz, il rock and roll, i blue-jeans, la Coca Cola… Ok, cambio registro se no Brotto si incazza. Invochi la ragione Fabio? Bene. Per la prima volta nella storia di questo cenacolo mi trovi d’accordo (sarà il caldo…). Signori, analizziamo i fatti. Fine seconda guerra mondiale. L’Italia era in ginocchio non solo per le immani perdite subite dal nostro esercito ch’era poco più che una armata Brancaleone, mandata allo sbaraglio dal “Cavaliere” per un calcolo sbagliato (in caso contrario sarebbe morto nel proprio letto come il collega Franco). L’Italia non si era mai sollevata dal suo stato di prostrazione postrisorgimentale. E qui non mi addentro nella questione meridionale se no va a finire che facciamo a botte… Al nord c’era una parvenza di sviluppo industriale, ma nulla di paragonabile alla Francia, all’Inghilterra, alla stessa giovane Germania, per non parlare degli USA che erano avanti di un secolo. Nel dopoguerra ci trovammo dinanzi a un bivio, e qui devo dire, io che non ho mai amato i democristiani: viva De Gasperi, abbasso Togliatti! Ora, che sin da subito (vedi Portella della Ginestra – 1947), nelle vicende torbide e oscure del nostro paese ci sia stato lo zampino degli yankee, mi pare condivisibile. Vero Gian Ruggero, tu che un po’ di informazioni “riservate” dovresti averle? Ed è stato un susseguirsi di intromissioni e condizionamenti sino ai giorni nostri. Tuttavia, se c’è un dato su cui non restano margini di contrapposizione, è che negli anni Cinquanta-Sessanta il paese ha conosciuto un periodo di sviluppo mai visto prima, e questo è accaduto grazie alla vittoria di De Gasperi (grazie agli americani?…). Sorvolo sul fatto che il nostro era un paese di contadini analfabeti, che in molte zone del sud, nelle case mancavano i servizi igienici, si viveva in promiscuità con gli animali etc. etc. Certo, lo sviluppo per il sud ha significato “emigrazione”, fenomeno mai interrotto anche se oggi il termine è desueto, anche se oggi non partono più milioni di contadini semianalfabeti ma giovani specializzati, e non si vedono più i cartelli con su scritto: “Non si affitta ai terroni”. Sulla questione meridionale ci sarebbe tanto da dire, ma ne parleremo un’altra volta. Il punto è che tale inconsueto sorprendente sviluppo economico e sociale rappresenta un dato storico acquisito, incontrovertibile, e da qui bisogna partire se abbiamo voglia di affrontare il discorso da intellettuali. La diatriba sui genocidi è sterile e non porta da nessuna parte. I morti fanno tutti la stessa fine: se li mangiano i vermi. E i morti sono la linfa di ogni guerra. Poi, che le vittime dei vincitori siano necessarie (leggi: per chi compila i manuali di storia), mentre le altre siano crimini efferati, questo non dovrebbe sorprenderci. Ora, se preferiamo il tifo da stadio, ditemelo ché mi organizzo. Altrimenti la questione è: oggi – 2007 d.C. – è ancora conveniente per l’Italia, dopo sessant’anni, genuflettersi dinanzi alle direttive d’oltreoceano? E soprattutto, che margine di autonomia rimane per i nostri governi (ma direi per l’Europa), rispetto a decisioni cruciali come la politica estera e il futuro dei giovani (dunque, il futuro di tutti noi)? Fatemi sapere.

    Un caro saluto.
    Pasquale

    Rispondi
  37. lapoesiaelospirito

    “Non si affitta ai terroni”.

    Pasquale, lo sai che mia madre l’ho buttata fuori di casa perchè è terrona? Voleva pagarmi l’affitto di casa sua, ma io duro, niente da fare. Insomma, ci vuole coerenza.

    Gli americani ci hanno dato Kerouac. Ecco, hai detto tutto…

    Franz K.
    ps: comunque la cultura americana (in alcuni aspetti “maestra”) è una cosa, la politica, credo, un’altra.

    Rispondi
  38. vbinaghi

    Pasquale, nel tuo intervento hai detto sostanzialmente che gli americani ci hanno comprati col piano Marshall. Per questo abbiamo visto i nostri premier scodinzolare, da De Gaspari a Berlusconi, e vedrai di cosa non sarà capace Veltroni quando ci sarà un presidente democratico a Topolinia, anzichè il Gambadilegno di adesso. Meglio lo sviluppo economico con la catena al collo (ma attenzione, alle loro condizioni: vent’anni di industrializzazione e poi tutti a competere coi cinesi) o le pezze al culo in libertà?
    Come il lupo di Esopo, davanti al cane pasciuto e incatenato, io non ho dubbi: politicamente parlando, non darò mai più il mio voto a nessuno che non abbia in mente per il mio paese la restituzione di una piena sovranità, a cominciare da quella monetaria.

    Rispondi
  39. GiusCo

    Difficile dare una soluzione. Tra le posizioni espresse, mi sento di condividere razionalmente quella di Elio e, come persona inserita in un contesto socio/economico occidentale, la parte che mi da’ da mangiare (UK + USA), sia nei pro che nei contro. Questo, nonostante una non assoluta condivisione della politica di G.W.B., che mi auguro venga sostituito da uno staff capace di operare in modo piu’ morbido e sottile, diciamo alla Clinton. In UK gia’ c’e’ stato un netto cambiamento, con l’addio di Blair e l’arrivo del piu’ pragmatico e meno fatuamente scintillante G.Brown.

    Rispondi
  40. lapoesiaelospirito

    Sono d’accordo. Evidentemente 50 anni di storia scritta dai vincitori ha fatto scuola… Nello stile di Giusco trovo ottime tracce di jasgawronskismo.
    Poi questa simpatico spezzone di frase lo trovo una chiccheria: “come persona inserita in un contesto socio/economico occidentale, la parte che mi da’ da mangiare (UK + USA)” Oh signore, la parte che gli dà da mangiare! Posso ridere? Sì che posso.

    Rispondi
  41. Pasquale Giannino

    D’accordo Franz, comprendo la tua coerenza nelle questioni immobiliari e condivido l’antipatia per Kerouac. Ma volendo essere pragmatici, che tipo di strategia ipotizzi nel contesto attuale? Intendo dire, quali azioni politiche o meramente culturali proponi – non da un punto di vista teorico e astratto – ma che tu ritenga fattibili ed efficaci in un’era postmoderna e globalizzata come la nostra (avendo varcato da un pezzo la soglia del terzo millennio e visto crollare muri e grattacieli e fabbriche e frontiere di ogni genere)?

    Valter, tu avresti preferito le pezze al culo? Sono scelte personali, cosa vuoi che ti dica? Io sono felice di essermele tolte le pezze dal culo, però qualche paio di calzoni rattoppati ancora li conservo: rinfrescare la memoria ogni tanto fa bene…

    Rispondi
  42. fk

    Pasquale, la tua è una domanda seria? Perché se così è, non posso che risponderti che l’unica cosa che possiamo fare è:
    RESISTERE.

    Rispondi
  43. Gian Ruggero Manzoni

    Caro Pasquale anche senza tirare in ballo le informazioni riservate chi ha un po’ di testa capisce benissimo là dove gli americani hanno messo in atto i loro giochetti qui da noi… lo stesso lo si potrebbe dire di quando la ex URSS ha messo mano nelle nostre questioni interne e là dove gli stessi islamici hanno e stanno mettendo mano… tra un po’ sarà il tempo anche dei cinesi (per adesso arrivano in delegazione e scrutano, prendono appunti, fotografano, invitano i cervelli ad andare da loro)… poi chissà, in quest’Italia sempre terra di conquista.

    Rispondi
  44. GiusCo

    “Oh signore, la parte che gli dà da mangiare! Posso ridere? Sì che posso.”

    Sono d’accordo. Evidentemente 50 anni di storia scritta dagli alberto sordi ha fatto scuola… Nello stile di fk trovo ottime tracce di bullismo all’amatriciana. Poi questa simpatico spezzone di frase lo trovo una chiccheria.

    Rispondi
  45. fk

    Guarda Giusco che gli Alberto Sordi sono sempre stati filoamericani. La loro pastasciutta all’amatriciana (vedi “Un americano a Roma”)gliela dava “il Kansas City”.
    Sono stato duro e “bullo” non con te (io non ti conosco, io non so chi sei, so che hai cancellato d’un colpo i sogni miei) ma con quell’affermazione che io trovo servile. E dunque agghiacciante. E’ sicuro, per me, per quel che ho letto di tuo in giro, che sei un intellettuale di valore. Spero ora di aver chiarito, e mi scuso della rudezza. E, ovviamente, della rozzezza albertosordiana.

    Rispondi
  46. GiusCo

    fk, scuse accettate, comunque l’affermazione (almeno nel mio caso personale) e’ fondata, senza che sul contratto ci sia scritto servo. sono intervenuto in questo topic perche’ mi spaventa la geopolitica spicciola di binaghi e di molti altri intervenuti: dove ci porterebbe fattivamente… magari in una teocrazia soft o in una sorta di venezuela senza petrolio? ecco, fatemi capire.

    Rispondi
  47. vbinaghi

    Uno stato sovrano, dove s’importa il necessario, si produce il possibile e si smette d’indebitarsi per il superfluo, ti dispiace?

    Rispondi
  48. GiusCo

    Binaghi: potresti dilungarti sul cosa significa praticamente… per cominciare:

    -Esci dalla UE? Se si’, mediante referendum o d’imperio? Manu militari o parlamentare?

    -torni a battere moneta propria? O magari abolisci la moneta?

    -razioni il cibo e la gadgettistica a tutti gli abitanti? E cosa fai a chi non ci sta?

    – Come mantieni l’ordine sociale ammortizzando il malcontento? Abolisci il diritto di parola?

    Vogliamo continuare? A me sembra Cuba o magari la Nord Corea. Che dici?

    Rispondi
  49. vbinaghi

    Non mi risulta che i banchieri di Maastricht, che dettano legge nella UE, siano stati eletti da qualcuno.
    Da qui in poi si può fare una riflessione sulla democrazia, e su cosa ne resta quando le masse sono sistematicamente ingannate circa la reale situazione dell’economia mondiale.
    Certo, farlo sui commenti di un blog è un po’ difficile.

    Rispondi
  50. GiusCo

    scusi binaghi, rimetta le cuffie e si attenga alla domanda: come arrivare fattivamente e praticabilmente, partendo dalla situazione attuale, a “uno stato sovrano, dove s’importa il necessario, si produce il possibile e si smette d’indebitarsi per il superfluo” … stato neutrale -se non nemico- degli “esportatori di democrazia”? le ripeto le possibili opzioni emerse finora: cuba, nord corea, venezuela senza petrolio.

    lo chiedo a lei perche’ non oso chiederlo agli altri/e gentili intervenuti su questo colonnino. perdoni l’ardire: sono un uomo pratico e avvezzo a dar di conto, mi vergogno molto della formazione ma questa e’, poco avvezzo a salti di quaglia e il problema e’ un altro. fra due giorni mollo tutto e non mi si vede piu’, ma non mi lasci col dubbio! grazie.

    Rispondi
  51. vbinaghi

    Senti GiusCo, lascia perdere l’ironia che non è il caso.
    L’hai vista Wall Street stamattina? Hai ancora voglia di difendere a spada tratta il mercato mondiale? Io non ho ricette di pronto consumo, ma non mi pare che nemmeno i tuoi banchieri ne abbiano, o meglio la ricetta è sempre quella: bruciare miliardi di dollari di piccoli investitori e pensionati periodicamente, e una bella guerra ogni dieci anni per rivitalizzare i mercati.
    La mia ricetta è fatta di innanzitutto di conoscenza: basta con le menzogne, spieghiamo alla gente perchè il potere d’acquisto dei salari si abbassa sempre più, perchè i manager disinvestono dalla produzione e scelgono la speculazione finanziaria, e che cos’è il signoraggio bancario. Non ho simpatia per soluzioni autoritarie, ma se vuoi che le decisioni siano democratiche bisogna che i termini delle questioni siano chiari, e non mistificati come avviene oggi, dove Destra e Sinistra fingono di litigare e poi vanno in pellegrinaggio nello stesso Tempio a ricevere l’investitura quando vincono le elezioni.

    Rispondi
  52. Gian Ruggero Manzoni

    Non pensavo che GiusCo fosse così ‘realista’ da sostenere gli USA… del resto chi lavora in certi campi non può che rifarsi a ciò che l’Impero detta quale legge a cui attenersi, quindi comprendo la sua posizione da ‘dipendente’ di un sistema che poi, magari, anch’egli vede oltremodo sbagliato nell’impostazione, ma che non può evadere…

    non ti sembra, in questo, Giuseppe, di essere quel tanto schiavo di un ingranaggio del quale tu sei una vite in vita… noi neppure una goccia di lubrificante, anche se poi ben poco importa, alla resa dei fatti… anzi!

    In effetti, come ha scritto Binaghi, negli ultimi 2 giorni si è visto come l’Occidente (e non solo, anche l’Asia filo americana o ‘colonizzata’) risponde, in Borsa, alle fibrillazioni del ‘colosso’… fibrillazioni che, a detta di fior fiore di economisti, anche USA, sempre più verranno a riproporsi (con, via via, maggiore intensità e, via via, con minor lasso di tempo tra l’una e l’altra) fino ad una neo recessione-depressione-crisi economica (leggi infarto-collasso) il cui esito deletereo si prospetta da oggi a 5-8 massimo 10 anni… depressione che sarà più tremenda di quella del ’29.

    Rispondi
  53. GiusCo

    Gian, in realta’ non lavoro a Guantanamo ne’ a Los Alamos; anzi, ho fatto voto di non andare negli USA ma rimanere in Europa, anche per motivi politici. Posso comunque capire (perche’ me l’hanno raccontato e perche’ l’ho letto sui libri di storia, letteratura e filosofia) l’ambivalenza – se non l’aperta ostilita’- di parte della popolazione italiana verso gli USA. La mia opinione e’ pero’ che, in momenti come questi, l’ombrello atlantico ci faccia ancora comodo, pur mantenendo i soliti canali aperti nel mediterraneo e in medio oriente. Del resto, il partito italiano per il quale voto, partito radicale nelle sue varie trasformazioni, ha solidi ancoraggi atlantici e solo una malnata destra nostrana riesce a farlo confluire nel carrozzone variopinto dei sinistri.

    Rispondi
  54. Gian Ruggero Manzoni

    Riflessione, Giuseppe, ineccepibile e condivisibile, per quel che riguarda i Radicali… riguardo l’ombrello, temo che sempre più l’America ci stia imponendo di chiudere quei canali, maggiormente aperti (fluidi-vitali), a rigore storico, quando si aveva Belzebù Andreotti o l’esule Craxi quali ‘mediatori’ fra noi e l’est-sud del mondo, non trovi? Oggi non vedo alcun uomo politico italiano in grado di garantirci una possibile via di dialogo che travalichi le logiche USA usando quel ‘garbo’, definiamolo così, e quella diplomazia che caratterizzarono i suddetti…

    Rispondi
  55. Pasquale Giannino

    Giuseppe condivido: l’“ombrello atlantico” ci fa ancora comodo. D’altra parte è sensata l’osservazione di Gian Ruggero per cui, venuto meno il nostro ruolo di mediazione e mancando oggi mediatori capaci, è ancora fattibile per il nostro avvenire sfruttare questa forma di “protettorato”? Ma, soprattutto, ci sono alternative convenienti e concrete? Bene, io non ho ancora trovato risposte ai problemi che già ponevo nel # 45. Può darsi che mi sia distratto ma non credo. A parte la tua Franz, che ci inviti a RESISTERE. Poi magari qualche volta ci spiegherai cosa intendi fare nel pratico. Di retorica, nel corso della storia ne abbiamo avuta abbastanza.

    Cordialmente.
    Pasquale

    Rispondi
  56. vbinaghi

    @Ferrazzi
    No, certo di economia e finanza so come l’uomo della strada.
    Faccio domande tipo:
    “Perchè il potere d’acquisto dei salari si abbassa sempre più, perchè i manager disinvestono dalla produzione e scelgono la speculazione finanziaria, e che cos’è il signoraggio bancario?”
    Mi limito a constatare che nessuno dei paladini della globalizzazione e dell’american way of life mi ha dato risposta.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *