Tougher Than The Rest

tunnel.jpg
Well It’s Saturday night
you’re all dressed up in blue
I been watching you awhile
maybe you been watching me too
So somebody ran out
left somebody’s heart in a mess
Well if you’re looking for love
honey I’m tougher than the rest


Some girls they want a handsome Dan
or some good-lookin’ Joe on their arm
Some girls like a sweet-talkin’ Romeo
Well ’round here baby
I learned you get what you can get
So if you’re rough enough for love
honey I’m tougher than the rest

The road is dark
and it’s a thin thin line
But I want you to know I’ll walk it for you any time
Maybe your other boyfriends
couldn’t pass the test
Well if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest

Well it ain’t no secret
I’ve been around a time or two
Well I don’t know baby maybe you’ve been around too
Well there’s another dance
all you gotta do is say yes
And if you’re rough and ready for love
honey I’m tougher than the rest
If you’re rough enough for love
baby I’m tougher than the rest

76 pensieri su “Tougher Than The Rest

  1. Lucio Angelini

    FK. Lo so da un pezzo. E figurati se mi piaci tu. Quando Giulio Mozzi mi cooptò per Vibrisselibri osservasti (in Nazione Indiana): “Come faccio a ricordare le tue stronzate, Lucio? Sono così tante e talmente grosse che la mia mente le seleziona immediatamente per la pattumiera. Tu sei uno dei tanti esempi di come scassare la minchia al prossimo in questo paese paghi. Tu hai scassato la minchia a tutti e ora ti sei fatto il tuo tornaconto [leggi: sei stato nominato coordinatore del comitato di lettura di Vibrisselibri, n.d.r.]franz krauspenhaar.»

    Rispondi
  2. fk

    Comunque confermo parola per parola. Nel caso pensassi che ho cambiato idea. No. Tutto uguale. Con te non si può sbagliare.

    Rispondi
  3. Gaja

    In effetti la categoria “Traduzioni” non è contemplata in questo post, ma mi rendo conto che non tutti comprendono l’inglese, quindi ecco qui (pant, pant, anf):

    «È sabato sera
    sei tutta vestita di blu
    Ti guardo da un po’
    Forse mi stai guardando anche tu.
    E così qualcuno è fuggito,
    ha messo sottosopra il cuore dell’altro
    Beh, se è d’amore che vai in cerca,
    dolcezza, io sono più duro degli altri

    Alcune vogliono un tipo affascinante
    o bello da prendere sottobraccio,
    altre vogliono uno che sappia dire parole dolci
    Beh, da queste parti, piccola,
    ho capito che puoi avere solo quello che riesci a prendere
    quindi se sei tu abbastanza dura per affrontare l’amore,
    dolcezza, sappi che io lo sono più degli altri.

    La strada è buia,
    ed è una riga sottilissima,
    ma voglio che tu sappia che per te la percorrerei in qualsiasi momento
    Forse gli altri tuoi ragazzi
    non sono riusciti a superare la prova,
    Bene, se tu sei pronta e abbastanza dura per l’amore,
    dolcezza, sappi che io lo sono più degli altri.

    Non ho nessun segreto,
    Mi sarà capitato un paio di volte
    Non so, piccola, forse anche a te è successo
    Ma questo è un altro ballo
    Devi solo dire sì:
    E se tu sei pronta e abbastanza dura per l’amore,
    dolcezza, sappi che io lo sono più degli altri.
    se tu sei pronta e abbastanza dura per l’amore,
    dolcezza, sappi che io lo sono più degli altri.

    Bene, ho tradotto davvero *AL VOLO*, senza rileggere. Non c’è stato studio sulla metrica, né sul lessico, e nemmeno troppo sulla costruzione (quasi quasi neanche sul significato! ;-)).
    Tanto per dare il senso.
    Un abbraccio a todos!:*

    Rispondi
  4. Blackjack

    Non vorrei apparire polemico oppure eccessivamente critico, in un post già ardente, ma la mia impressione, da non letterato assoluto e siate clementi, è che la maggior parte della canzoni, e The Boss non fa eccezione, private della musica abbiano ben poco da raccontare e dire. Metriche perse, abbandonate.
    Come bambini abbandonati al supermercato – della letteratura in questo caso – fra abitini blu e strade nere e sottili.

    Oh, fate finta che non abbia detto nulla.

    Blackjack.

    Rispondi
  5. Gaja

    Blackjack, non c’è dubbio che per alcune canzoni sia vero quel che dici. Ma non mi pare che questo possa valere per la produzione di Bruce Springsteen, per quella di Leonard Cohen, o di Fabrizio De André, per esempio. Ovviamente la musica è importantissima, ma come si fa a non definire poeti Cohen o De André o il Boss, a prescindere dagli arrangiamenti delle loro canzoni?

    Rispondi
  6. fk

    Certo che ci tengo. Tu fai dell’ironia, perchè non sai fare altro. Sei caricato a molla, sull’ironia. Ma è così. Ciao ciao.

    Rispondi
  7. Blackjack

    Gaja, sarà anche vero quello che scrivi, e io sono esperto d’altro, ma questo testo, cucito con abitini blu, strade sottili, ragazze dure e pronte (? mi pare più uno slang e non userei, in questo caso il termine duro per rough, ma ribadisco, io gioco a carte) non mi pare proprio un testo da libidine letteraria. Semplice e onesto testo. Scritto dal Boss, ci mancherebbe, ma poca cosa senza musica.
    Cohen non lo conosco, De André qualcosina di più e, tanto per andare controcorrente, mi pare sopravvalutato pure lui.

    Pareri da giocatore d’azzardo, semplicemente poco attendibili.

    Blackjack.

    Rispondi
  8. a blink before the end

    sono d’accordo con blackjak anche per me se un artista decide di scrivere canzoni e non poesie è perchè la sua arte si esprime non solo attraverso le parole, non mi sognerei di sottrarre qualcosa ad un quadro di van gogh, non vedo perchè dovrei sottrarre musica ad un de andrè o a quant’altri. mi pare che sia una forzatura data dal fatto che si pensa che la musica in quel caso sia puro accompagnamento ma non è così , una canzone nasce e vive nell’incontro parola musica

    cordialmente

    Rispondi
  9. Gaja

    Però, Lucio, scusami, non sono d’accordo con il “mediocre uomo” e “mediocre scrittore”. Non sono d’accordo per niente. Che senso ha? Possiamo riportare la discussione sui temi a noi più consoni? Tipo Bruce e la sua canzone (di cui ho, per l’appunto, postato una velocissima traduzione)?

    Rispondi
  10. Laura

    Certo però che in uno scoppio di polveri, questo spazietto è diventato una chicca imperdibile. Mi scuso in anticipo con tutti quanti, il mio non vuole assolutamente essere una presa in giro. Solo che, non conoscendovi, non ho potuto ignorare la perfezione dell’incastro dei commenti:
    Gaja propone il testo della canzone di Brus, una canzone d’amore.
    Dal testo parte la zuffa tra FK e LA.
    La zuffa è caldeggiata da alcuni e scongiurata da altri (Fabry).
    Gaja cerca di calmare le acque piazzando la traduzione richiesta da Carla.
    LA si lascia scappare l’ultima battuta.
    Piomba ABBTE, chiude il sipario e lancia la sigla.
    un saluto
    laura

    Rispondi
  11. Gaja

    Cohen *è* un poeta, Blackjack e ABBTE (scusa l’acronimo, ma almeno abbrevio, anche se il tuo nick è molto bello). De André, e non lo dico solo io, lo è altrettanto. Non a caso De André tradusse in italiano varie canzoni del cantautore canadese. Great Minds Think Alike, dicono i perfidalbionici. (Naturalmente anche il mio è solo un parere. E vi ringrazio per l’intervento.)

    Rispondi
  12. Gaja

    Ah, una nota sulla traduzione, per Blackjack: avevo precisato che non ho avuto il tempo materiale per cercare, valutare, verificare. Ho tradotto per dare il senso. Un abbraccio.

    Rispondi
  13. Blackjack

    Gaja, leggerò Cohen, che non conosco. Se poi dovessi scoprire, dalla sua biografia, che giocava a carte, guadagnerebbe subito qualche punto. Comunque… il mondo è bello perché è vario. Tanti spigoli, tante luci, tante ombre 🙂

    Blackjack.

    Rispondi
  14. Gaja

    Blackjack: secondo me Cohen giocava eccome! Cohen è un uomo che ha stra-vissuto! Ne saprai qualcosa in più domani e dopodomani (anche se solo *poco* di più). Magari posterò una sua mini-biografia. Mi hai dato proprio un’ottima idea. Ti ringrazio. Bacio.

    Rispondi
  15. Matteo Scandolin

    Gran canzone, una delle mie preferite.
    Il video che ha postato A Blink Before The End è la stessa versione di «Chimes Of Freedom». Da paura il pubblico che esplode all’assolo di armonica.
    Grande Boss!
    ^_______^
    MS

    Rispondi
  16. Blackjack

    Gaja, già è complesso vivere e, nonostante gli sforzi, non riesco a immaginare cosa si possa fare per stravivere, ma è sicuramente un limite mio.

    Una domanda: hai idea di chi sia la Claudia Venchiarutti di due post sotto? Non riesco a trovarla da nessuna parte. Bella e ritmata la descrizione del Foier.

    Blackjack.

    Rispondi
  17. Gaja

    Eh, potrebbe spiegartelo Cohen, come si fa a stra-vivere. 😉 (magari potrebbe spiegarlo anche a me, giacché anche io trovo le tue stesse difficoltà, a tratti…).

    Non conosco Claudia, ma visto che il suo post è stato pubblicato da Franz, dovresti chiedere a lui.

    Un abbraccio, Blackjack. (di nuovo grazie per l’idea!)

    Rispondi
  18. Stefano

    Se il testo di una canzone è di qualità è di per se stesso una poesia. Il discorso musicale sta alla canzone così come la lettura in pubblico (odio il termine “reading”) sta alla poesia.
    Mi pare che al testo scritto manchi comunque qualcosa, sia esso una poesia che una canzone.

    Rispondi
  19. fk

    Angelini, non odio nessuno, io. Al massimo mi altero. Però se io ti do del finto non è come dare dell’uomo mediocre. Uomo mediocre equivale a nullità. Io penso di essere favoloso, stupendo, geniale e bellissimo, come Piero Ciampi ma senz’alcol:-)

    Blackjack.
    Claudia Venchiarutti è una scrittrice veneta ancora inedita ma a mio avviso di ottimo talento. Quello che è il racconto Foier è l’incipit di un romanzo che sta scrivendo. Spero mi mandi altre cose sue nel futuro. Grazie per l’attenzione.

    A tutti.
    Mi scuso per le mie intemperanze.

    Rispondi
  20. Gaja

    @Stefano: puoi spiegare meglio il senso della tua affermazione “mi pare che al testo scritto manchi comunque qualcosa”? Grazie, mi pare possa dare degli spunti di discussione interessanti.

    @Fabio: io mi cibo dei video di Leonard Cohen. Sono contenta di avere incontrato un altro coheniano (perché tu lo sei, vero? ;-))

    @Grazie anche al mio fratellino Matteo, a Carla e a Laura!

    Rispondi
  21. Lucio Angelini

    FK. Tu mi hai dato del finto e io ho risposto: “Finta sarà tu nonna”. E l’avrei chiusa là. Ma tu, che hai del livore evidentemente irrisolto nei miei confronti, sei voluto andare oltre. “Non mi sei mai piaciuto”. Eccetera.
    Comunque, siccome abbiamo poco a che spartire l’uno con l’altro, ignoriamoci e morta là. Sono sopravvissuto fino a oggi senza il conforto della tua considerazione, figuriamoci se non potrò continuare a farlo anche per il futuro.

    Rispondi
  22. Stefano

    @ Gaja

    Intendo dire che sia una poesia che una canzone dovrebbero essere scritte al fine di essere lette-recitate-suonate-cantate in pubblico. Il messaggio di un testo è interamente compiuto nel momento in cui qualcuno lo “dice” (verbalmente, concretamente) a qualcun altro. Non necessariamente un concerto o chissà quale platea, anche due persone a un tavolino…
    L’oralità è essenziale, nel discorso poesia/canzone, non vi si può prescindere.

    Rispondi
  23. lapoesiaelospirito

    In effetti sono entrato a gamba tesa, all’inizio. Mi scuso siceramente con te.

    Anch’io campo bene senza la tua considerazione, comunque. E mi fa ridere il fatto che tu mi dai del prepotente. Con il tuo sarcasmo e le tue battute poco divertenti (almeno per me) speri di farla franca, la verità è questa.

    fk

    Rispondi
  24. vbinaghi

    Bruce in quanto tale non si discute, ma ognuno ha le sue cadute di tono. Questo è il periodo delle giacche di Versace, e di un album stupidino ma orecchiabile. Preferisco Nebraska, e soprattutto lo preferisco dal vivo. Suona come un giaguaro e se è in vena ti regala un’ora di bis.

    Rispondi
  25. Gaja

    @Stefano: non sono totalmente d’accordo. A volte la lettura silenziosa regala epifanìe inaspettate…

    @Valter: Bruce non si discute, è vero. Quando parli di giacche di Versace di album stupidino ti riferisci a quello in uscita? È ovvio che Nebraska è Nebraska… (e dal vivo… beh, non ne parliamo… concordo! Ti abbraccio)

    Rispondi
  26. Gaja

    @Fratturemultiple: qui a Roma si muore. Speriamo che passi presto sennò avrete una redattrice in meno (il che potrebbe non essere un male per voi ;-))

    Rispondi
  27. Stefano

    @ Gaja

    >A volte la lettura silenziosa regala epifanìe inaspettate…

    Sicuro: ma la poesia è musica. Quando scrivo un verso devo per forza sentirne il suono, il ritmo. È un approccio estetico, se vuoi, formale: ma qui risiede la radice della poesia. Le epifanie della lettura silenziosa sono epifanie di senso, quindi legate al lato filosofico e meditativo della poesia oppure a quello emozionale ma sempre derivate dal significato (vero o presunto) dei versi. Questa lettura è sicuramente importante e necessaria, non lo nego e la pratico spessissimo, ma da sola non basta.

    Rispondi
  28. Ezio

    Un’esperienza di un paio d’anni fa. Ho letto tutti i testi (in inglese e tradotti da Colombati) delle canzoni di Devil and dust, prima di sentirle. Beh. Io *amo* il Boss, ma quei testi lì secondo me sono meglio delle musiche (in generale, a parte Nebraska, non amo troppo il Bruce acustico).
    C’era quella del Santa Claus che, stremato, a fine giornata, entrava in un locale un po’ così:
    “Lei se lo fa scivolare fuori dalla bocca
    E mi dice: “Sei pronto,
    ora ti darò il meglio che tu abbia mai avuto”.
    Ridemmo e facemmo un brindisi.
    Non è stato il meglio che io abbia mai avuto.
    Non ci andò neppure vicino.”

    @Gaja: penso che Valter si riferisse al periodo “Brilliant diguise” (matrimonio con la modella eccetera).
    Ezio

    Rispondi
  29. Gaja

    Stefano, non mi riferivo unicamente alla poesia. Tu avevi citato un testo scritto e io l’ho inteso in senso generale. Sulla poesia sono d’accordo con te, nel senso che le due attività – la lettura silenziosa e quella “sonora” – debbono procedere di pari passo. Ti abbraccio.

    Rispondi
  30. Gaja

    @Ezio: ora capisco. Sì, Julianne Phillips, mi pare. Beh, Patti Scialfa ha “vendicato” tutte le rosse innamorate del Boss. Noi tifiamo per lei! 😉

    Rispondi
  31. Ezio

    Errata corrige: quella citata non è quella di Santa Claus.
    (che fra l’altro dice – sempre nella trad. di L.Colombati:

    “Babbo Natale entrò inciampando e qualcuno gridò: “Ehi, Babbo, dove sono i tuoi elfi?”.

    Si mise a sedere alla mia sinistra

    e al barista che stava prendendo una bottiglia di vodka dalla mensola

    disse che se “la signora Mamma Natale” avesse chiamato

    doveva dirgli che suo marito stava facendo il turno serale al centro commerciale

    e che gli dispiaceva, ma se n’era appena andato.

    Mi girai verso di lui e gli chiesi: “Come va coi bambini, quest’anno, Babbo?”.

    Tra due respiri profondi sussurrò: “Un natalizio vaffanculo a te”.

    Rispondi
  32. Lucio Angelini

    FK. In rete mi pongo così: ho un mio blog abbastanza seguito (fino a 400 visite al giorno, con certi post). Più qualche pezzo ospitato da Carmillaonline, qualche altro in Vibrissebollettino.net e qui (il primo su tuo espresso invito, peraltro). Ovviamente non ho solo fan, ma, come tutti, anche vari denigratori o gente a cui sto sulle palle. E allora?

    Rispondi
  33. ruggerosolmi

    l’ho letto il tuo blog. uno scantinato, nel quale ti ritrovi a dire cose poco serie con altri del tuo stampo.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *