[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=hedoKIIQzaE]
da qui
Vedi anche l’articolo su Liberazione, 19/08/2008, p. 13:Internet è sotto attacco, ai vostri posti patrioti.
[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=hedoKIIQzaE]
da qui
Vedi anche l’articolo su Liberazione, 19/08/2008, p. 13:Internet è sotto attacco, ai vostri posti patrioti.
Eccomi!
trovo particolarmente virtuoso l’interesse per la cultura del/su libro di barbareschi. da che pulpito! a stare col lupo si impara a ululare, a stare coi bottegai si impara a vendere (maluccio, in verità). chiudiamo youtube perché non si legge e non si studia più!
però, “a pagamento”…”i prodotti”…allora sì!
anch’io dico: ECCOMI!
ritengo che un contributo notevole in questa tenzone sia fornito dallo strepitoso videoblogger Claudio Messora http://www.byoblu.com
ottimo Fabry, eccomi, appunto. Ciao.
beh la cosa positiva di tutta sta faccenda è che imbavagliare internet è davvero moolto difficile, la cosa negativa è che si sono accorti del potenziale internet e quindi le cose saranno un pò più difficili in futuro.
8avio
mi sono fermato al primo minuto e dodicesimo secondo. ho capito dove va a parare; magari, ha finito promettendo 1 milione di posti di lavoro “peer to peer”?
libertà a pagamento: è coerente, la liberta è, d’altronde, un bene di consumo…
niente di nuovo, purtroppo, sotto il sole. Internet è sempre stata sotto attacco, gli smanettoni come il sottoscritto si ricorderanno la chiusura forzata di Napster, la battaglia nei confronti dei P2P di seconda generazione (KazAa), e più avanti le chiusure dei server Razorback, o l’implementazione di fake-server-spia (sul protocollo eD2k), per eMule. Recente è invece l’azione della GdF contro i server Torrent, che ci è valsa un non gratificante epiteto dalla Svezia. Cfr:
Il posto di Antonio
MG Blog
Dal mio punto di vista, pur avendo in orrore certi personaggi e il solo fatto che siano legittimati ad interferire sulla mia facoltà dispositiva, tendo a riconoscere a queste italiche esternazioni, rispetto alla censura internet attuata per motivi politici (Great Wall of China et similia), una più trita e per ora meno inquietante logica aziendale.
Queste opinioni ed iniziative saranno sempre più frequenti in temi di congiuntura sfavorevole; occorrerebbe prendere atto delle insufficienti normative sul diritto d’autore e rimodulare i propri intendimenti sulla base della domanda e dell’offerta: esempi come quelli dei Radiohead (cd in download ad offerta libera) possono a mio parere far molto.
Occorre peraltro distinguere tra richiesta di tutela del diritto d’autore (cd o dvd che gira in p2p) e certi profili giuridici di cui ho sentito parlare in qualche “telegiornale” mediaset, cioè del fatto che, potendo visionare i programmi su youtube anziché alla tv, si falserebbero i dati dell’audience e la forza contrattuale della emittente verso gli sponsor. Questi argomenti sono palesemente infondati, perché 1) youtube “trasmette in differita” e pochissimi altri programmi mediaset vengono ritrasmessi; 2) youtube ha un contatore di accessi molto più preciso degli algoritmi probabilistici con cui si calcola l’audience (sarà questo il vero problema?).
in ogni caso, bisogna prepararsi a resistere. le idee della repressione e del mercato, in genere, sono sempre accompagnate da idee di liberazione e solidarietà.
pensiamoci.
fabry
sono d’accordo con 8avio e con il commento n.8 di fabrizio: ci proveranno, ma non ci riusciranno.
almeno su internet *dobbiamo* avere la possibilità di esprimere il dissenso. resistere, resistere, resistere!!!
A questo proposito segnalo l’illuminante Gianni Riotta, rigorosamente ripreso da YouTube:
http://it.youtube.com/watch?v=bVWwsqWHNnE
abbracci (quasi) irlandesi!
Resistere, resistere, resistere. Abbiamo visto come è andata a finire. Mi vengono le lacrime agli occhi.
onde evitare equivoci, d’ora in po mi presenterò così…:-)
Vedere quel Barbareschi che parla di commissioni parlamentari mi fa venire, semplicemente, il voltastomaco. Come sopravvivere a tanto orrore? Spero che sia come dicono alcuni: Internet è globale, e quindi non ce la faranno, per ora, a piantare gli artigli. Sperém.
Questi che stanno al governo o in parlamento sono davvero pericolosi. Io rilancio, basta resistere, muoviamoci. Facciamo qualcosa, a settembre lanciamo una campagna di libertà e approfondimento per le attività culturali. Facciamola partire da qui. Scriviamo un manifesto, un vademecum, un cielo di idee. Possiamo farlo. ORGANIZZIAMOCI
Non possono intervenire sulla rete ma ci proveranno, rendendo l’accesso difficoltoso con controlli e registrazioni, facendo tintinnare manette.
Da dire, però, che Internet è davvero una cloaca, e che è vera la tendenza a surrogare le letture libresche con comode cliccate, e copia-incolla. Ma ci teniamo questo e altro della rete, continuando a fare il possibile, nel nostro piccolo, per invogliare a leggere libri, per opporre civiltà alla volgarità, informazione alla disinformazione.
Grazie, Fabrizio, senz’altro ai nostri posti.
Giovanni
Torno a frequentare il blog giusto in tempo per prendere anch’io il mio posto! Già con Urbani c’erano stati prodromi evidenti delle iniziative proposte ora da Barbareschi: alle chiusure di Napster e co. la rete ha reagito partorendo nuove soluzioni e nuove “strade” di scambio. Credo che il processo democratico innestato da internet sia il più pericoloso che gli alti politici si siano mai trovati ad affrontare. Speriamo.
DAINO? PRESENTE!
[PREPARATE le MANETTE!] BLOG? *CELO* [multiplo]! MYSPACE? *CELO*! E-BOOK? *CELO*! YOUTUBE? *CELO!*
e – CIELO! – quanta immensa INFINITA pena…[ma crearsi uno showreel per promuoversi come TUTTI gli attori* sarebbe stato poco originale?]
[ma i PORNO li vuole scaricare sempre gratis, vero?]
Dee do de de, dee do de de …
I don’t have no time for no monkey business
http://www.youtube.com/watch?v=f2zwXZ1C6g0
Sia Barbareschi sia Riotta (nel video segnalato da Gaja) meritano la stessa reazione: essere ignorati. Stanno facendo discorsi di retroguardia e contraddittori, soprattutto Barbareschi che tempo fa (fonte BlogoSfere e altri blog) esaltava le magnifiche sorti e progressive di internet sostenendo di esserne uno di pionieri in Italia.
L’avvento di internet ha modificato radicalmente la concezione del diritto d’autore. Se come strumento giuridico, alla sua nascita, trovava d’accordo le aziende editoriali e gli artisti, adesso li trova in disaccordo. Per gli editori (di libri, ma anche di musica, di film ecc.) è ancora un gran vantaggio, per gli artisti è un problema perché impedisce la libera circolazione delle loro opere, ovvero l’accrescimento della loro fama presso il pubblico.
L’esempio per tutti lo stanno dando i musicisti. Quando i loro guadagni provenivano dalla vendita dei dischi e dal rigido controllo sulla loro produzione e vendita, permesso dal fatto che le tecnologie di produzione e riproduzione erano costose e rare, più un artista invecchiava meno faceva concerti. Per i giovani i concerti servivano a farsi conoscere dal pubblico e a imporsi sulla scena, poi erano i dischi che producevano il reddito.
Basta fare un nome per tutti per capire: Mina. Che a un certo punto ha deciso di sparire fisicamente dalle scene ma non ha smesso di fare dischi.
Nell’epoca di internet il fenomeno è contrario. Sono i file mp3 scaricati dalla rete a dare la fama, e sono poi i concerti a rendere ricchi gli artisti. Non per niente gli U2, o i Rolling Stones, o Madonna – a 50 o 60 anni partono per tournée mondiali le cui singole tappe hanno proventi da milioni di euro.
Nell’epoca della riproducibilità facile e gratuita, il pubblico si dimostra disposto a pagare per le performance dal vivo originali, anche se i biglietti costano carissimi.
Di chi è la proprietà dell’opera artistica? Barbareschi e Riotta rispondono che proprietario è l’editore. Il loro errore mi pare evidente.
Guido Tedoldi
volevo aggiungere che luca barbareschi può andare veramente, direttamente, definitivamente ***. vero italiano, dunque vero *** placentare e di destino.
“… quería agregar que lucabarbareschi verdadero italiano, *** de placenta y destino, puede ir directamente definitivamente ***”.
Estoy de acuerdo con estas palabras del muy estimado señor Franz, junto con el coro *** que se levanta de toda la selva Lacandona. Y de todas las selvas Lacandones del mundo.
pero a mi me preocupa màs el señor riotta que parecìa a la izquierda…”si no puedes vencerlo, ùnete a él”.
oooooo-lèeeee!
Estimada señora Lucy, riotta me hace cagare al igual que barbareschi, él y todos los representantes de la supuesta izquierda a que se refiere. Luego, yendo incluso affanculo también él.
Por favor, señora, la izquierda verdadera es otra cosa, créame.
Por favor, señora, la izquierda verdadera es otra cosa, créame.
lo créo, señor, yo tenìa lo mismo propòsito.
Nunca tuve dudas a ese respecto.
Saludos y salud.
Da buon indipendente, mi permetto di far notare come gli attacchi a internet siano stati anche in passato multilaterali. Cito su tutti il disegno di legge Levi-Prodi (http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_legge_Levi-Prodi), che minacciava fortemente i blog e la libertà di espressione su Internet, e che era stato giustamente attaccato anche sul blog di Beppe Grillo (e non solo). E, a proposito di “verdadera izquierda”, mi pare facesse anch’essa parte di quel governo. O no?
Teniamo dunque alta la guardia, anche se dovesse cambiare vento politico. La libertà di espressione è un bene da tutelare sempre.
Giovanni A.
Perdone, estimado Señor Giovanniag, usted es un independiente?
Me imagino que usted tiene su propio negocio.
Es así?
Bueno, me siento muy feliz por ella.
Saludos.
Es verdad, querido Melquíades, soy un profesional que trabaja duro. Y que además piensa de manera independiente. Por eso y así me gusta vivir, y quiero poderlo hacer qualquier gobierno haya en este simpático y muy mafioso país (en todos los sentidos de la palabra). Joder (ma anche goder, parecchio goder).
Giovanni A.
Pardon, chiedo scusa per il refuso: “cualquier”.
Carrrammba!
Giovanni A.
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