PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 97

Sono invitato per la prima volta nella dimora di campagna di Elle e di Erre. Quando arrivo i miei due amici sono già ad aspettarmi sul cancello.
“Benvenuto! Prima di entrare non vuoi vedere gli animali?”
“Con piacere, ma non siete vegetariani?”
“E che c’entra? Si tratta di amici che ci onorano della loro compagnia.”
“Ah be’ in questo caso…” e li seguo in un’area parte coperta e parte scoperta dove mucche e galline, molte fra le quali con gli occhiali, passeggiano libere, a piccoli gruppi, con l’aria di conversare fra di loro.

A tratti qualcuna si stacca dal suo gruppo e si avvicina a distributori di acqua fresca e mangimi biologici, presso i quali si trovano anche leggii che reggono vecchi e preziosi volumi, di cui è loro possibile voltare le pagine manovrando col capo apposite leve. Quando l’interessata di turno immerge il capo in un libro non lo rialza che dopo molto tempo, e pare che nel mentre neppure le cannonate varrebbero a distrarla.
“Guarda guarda – mi dico tra me – ecco chi aiuta Erre, brav’uomo ma non certo un’aquila, a compiere le sue straordinarie imprese filologiche.”
Entriamo in casa per qualche minuto di conversazione prima del pranzo. Ci sediamo in terra, su spessi tappeti, dal momento che i divani di velluto sono occupati da ricci che salgono e scendono, senza peraltro arrecare con le loro spine il minimo danno. Quando ci accomodiamo, educatissimi gattini e cagnetti corrono a circondarci, chiedendo qualche boccone delle ghiottonerie vegetariane che Elle una dopo l’altra porta in tavola.
Tutto, ci mancherebbe, è perfetto, solo la conversazione rischia per un attimo il disastro. Quando Erre ed Elle accennano alla proibitissima sostanza usata in uno dei conflitti che insanguinano il globo, a me scappa detto: “Hanno però assicurato di usarne appena una punta”. I miei due amici prima si guardano e poi mi guardano costernati.
Io faccio la faccia contrita, poi, tanto per cambiare discorso, butto lì: “Questa pietanza squisita deve avere un ingrediente segreto…”.
Subito Elle s’illumina: “Vero? So che non si direbbe, eppure in questo piatto il tocco risolutivo è la polvere da sparo.”
“POLVERE DA SPARO?”
“Sì ma pochissima. Ai sani non fa nulla, per Erre, che ha qualche problemino, è un toccasana.”
Sorrido anch’io, e chiesta licenza vado in bagno, dove ad ogni buon conto mi caccio due dita in gola.
In effetti, quando torno in tinello trovo Erre (di solito pallido e di poche parole come un morto) colorito e loquace come un tacchino.

10 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 97

  1. lucy

    …che spara le sue cannonate, filologiche, ben si sa.
    il fosforo bianco, una punta dopo il pranzo, invece, usata come antiacido…

    Rispondi
  2. robertorossitesta

    Cara Lucy,
    già Dario Fo, tanti anni fa, prima del Nobel (il famoso inventore…), parlava dell'”effetto ruttino”.
    Niente di meglio di un bel ruttino satirico per digerire il mondo; ovvio che date le circostanze servano antiacidi sempre più potenti, dai sempre più potenti effetti interni ed esterni.
    Ma quattro danni collaterali, che saranno mai?
    Ci salveranno forse gli animali, meglio magari se analfabeti.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi
  3. sparz

    Forse, prima di digerire il mondo com’è oggi, operazione che ci perderebbe come uomini, potremmo cercare di modificarne gli ingredienti…

    Rispondi
  4. Roberto Plevano

    Caro Roberto, avrei visto bene cani e gatti seduti al tavolo a giocare a carte 🙂
    Scherzi a parte, e concordando sul fatto che di questi tempi certe cose non vanno giù nemmeno con la polvere nera (con nessuna sostanza conosciuta, a dire la verità, e chi lo crede è un illuso), porgo i miei migliori saluti.
    Roberto

    Rispondi
  5. robertorossitesta

    Caro Roberto,
    tieni conto che a casa di Erre ed Elle non si può fare niente di frivolo: i poveri quattrozampe non potrebbero farsi una scopetta o una briscola, o un bridge
    o niente.
    Non per nulla mucche e galline occhialute devono compulsare ponderosi tomi, mentre non chiederebbero che di farsi un semplice sudoku.
    Detto questo, e in attesa di certe pasticche all’uranio impoverito di cui dicono meraviglie, porgo immancabilmente anch’io i miei saluti migliori.
    Roberto

    Rispondi
  6. lucy

    molte cose a molti vanno giù ch’è un piacere con certe polverine bianche, per ingestione o inalazione.

    Rispondi
  7. robertorossitesta

    Care Lucy e Carla,
    quando non avevamo ancora la coscienza ecologista di oggi nelle case esistevano ancora le canne di caduta; e gli spazzaturai venivano di quando in quando a rimuovere gli intoppi con un bel pietrone.
    Un’amica d’annata come me sosteneva di usare lo stesso sistema anche per tutti i propri intoppi, fisici e morali.
    Quanto all’olfatto, è adattabile come tutto il resto.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *