Joaquin Giannuzzi : Epigramma

Epigrama

La mosca se ha posado en el borde del plato

para lavarse las manos a orillas de mi sopa dorada.

En circunstancias como estas

lo mejor es disponer de una conciencia neutra.

Después se frota las manos con íntima complacencia

y tras una desaparición instantánea

abandona un puntito oscuro en la loza blanca.

El mundo está en orden en las inmediaciones.

Cada cosa persiste en su convicción. De modo

que la mosca no ha sido enjuiciada. Y en mi asco

cabe todo su posible paraíso.

Epigramma

La mosca si è posata sul bordo del mio piatto

per lavarsi le mani sulla sponda della mia zuppa d’oro.

In circostanze come queste

è meglio disporre di una coscienza neutra.

Dopo, con intima contentezza, si frega le mani

e, dopo una breve sparizione,

abbandona il piccolo punto scuro sulla ceramica bianca.

Il mondo è in ordine nella sua immediatezza.

Ogni cosa persiste nella sua convinzione. In modo

che la mosca non venga giudicata. E nel disgusto mio

ci sta tutto il suo possibile paradiso.

( Traduzione di Susanne Detering)

Joaquín Giannuzzi (1924-2004) era un giornalista e poeta argentino. La sua opera ha influenzato molto la generazione dopo di lui. Pubblicava regolarmente sulla rivista “Sur”, diretta da Victoria Ocampo, l’amica di Borges. A Giannuzzi è stato conferito,  tra le altre onorificenze, il  “Premio nacional de Poesia” dell’Argentina.

Giannuzzi, di solito, trova i suoi temi nelle piccole cose la cui contemplazione porta ai grandi problemi dell’umanità. L’autore tratti i suoi temi con tenerezza, ma anche con molto pessimismo, con rabbia e impazienza, sempre in riferimento alla situazione politica del suo paese.

2 pensieri su “Joaquin Giannuzzi : Epigramma”

  1. Mimma

    Questa poesia mi ha fatto riflettere sul fatto che quando questi piccoli esseri entrano nella nostra sfera e ci si avvicinano così tanto, smettono di essere piccoli e insignificanti ma assumono dimensioni e proporzioni quasi umane. Questa mosca appoggiata al bordo del piatto diventa un nemico e noi perdiamo di vista la sua fragilità. E questo apre tante altre riflessioni…
    Grazie e un affettuoso saluto a Stefanie e a Susanne,
    m.

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