Provocazione in forma d’apologo 149

Un uomo si preparò alla propria missione per tutta la vita. Si preparò con diligenza e puntiglio, senza trascurare niente, sdegnando le vie più comuni e più facili, le quali, si diceva, non potevano portare a nulla di veramente buono.

La sua chiamata non arrivava mai, ma almeno all’apparenza non sembrava annettervi gran peso. Quello che più paventava erano le false partenze, che lo avrebbero portato fuori strada senza rimedio per sempre. Un paio di volte sembrò che le cose stessero per muoversi; lui fece qualche passo in avanti, ma poi annusò l’aria, si fermò, si ritrasse – o furono gli altri a farlo. Ad ogni modo, alzando le spalle si disse, e disse ai pochi interessati: “Falso allarme, scampato pericolo”; e pareva davvero sollevato, contento.
Poi, una mattina davanti allo specchio, si vide il viso livido e scavato, i capelli radi, i denti lunghi e gialli sulle gengive ritratte.
Vide gli anni dell’azione sempre più delegata alle porte, vide il tempo passato in un soffio, tutto ciò che, sdegnandolo, aveva lasciato e perduto per inseguire dell’altro.
Per un istante fissandosi a bocca aperta sbiancò.
Quindi iniziò a ridere, piano dapprima, poi sempre più forte, scuotendosi con tutto il corpo, fino alle lacrime. “Possibile,” fra un sussulto e l’altro diceva a voce alta “possibile che ciò che mi toccava, toccava solo a me, fosse invece tanto banale e semplice? Alla portata di chiunque, senz’ombra di preparazione?”
A mano a mano si calmò, si ricompose, all’accesso di riso e di pianto tenne dietro un accesso di dignità. E il suo volto s’illuminò di un sorriso furbo: “Già, così sembra, ma così non è!” si disse ancora “Vorrà dire che quella cosa tanto banale e facile a me viene chiesto di farla non solo in un modo del tutto speciale, ma addirittura impensato”. E rinfrancato si pettinò così abilmente che la sua capigliatura parve tornare folta quasi com’era stata in gioventù. Da quel momento riprese, con rinnovata audacia e vigore, a prepararsi alla propria missione per tutta la vita, per tutta la vita che gli rimaneva.

3 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 149

  1. nadia agustoni

    Amaro.

    “Possibile,” fra un sussulto e l’altro diceva a voce alta “possibile che ciò che mi toccava, toccava solo a me, fosse invece tanto banale e semplice? Alla portata di chiunque, senz’ombra di preparazione?”

    In verità non saprei dirlo. Almeno non stamattina.
    Ma grazie Roberto, per la riflessione. Un saluto.

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    1. robertorossitesta

      Cari Nadia e Paolo,
      ovviamente in questo pezzo l’ironia emerge più che in altri.
      Grazie e ciao,
      Roberto

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