12. Settanta volte sette

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da qui

Leopoldo, deluso nel desiderio di riscatto, riguadagna il pub. Pensa che, se berrà sette birre, Calvino tornerà di nuovo a consolarlo. La ragazza è diventata più prudente: scruta l’avventore e cerca di indovinarne le intenzioni. Leopoldo è un personaggio che si fa voler bene facilmente: ha un aspetto fisico gradevole, è cordiale e sorride volentieri. In questi giorni è un po’ cambiato, come se qualche cosa lo stesse logorando.
– Mi porta la solita? chiede gentilmente alla ragazza.
– La solita o le solite?
– E’ un periodo difficile, ho bisogno di sfogarmi.
– L’altra volta siamo stati in ansia: parlava da solo.
– Chi le ha detto che ero solo?
Ci vuole poco a fare sette. Leopoldo intuisce che da un momento all’altro succederà qualcosa. Vede un’ombra.
– Italo!
– L’altra volta l’hai combinata grossa.
– Ci diamo del tu?
– Perché no? Ormai sono un personaggio come un altro. Come va con Marcovaldo?
– L’accusatore non si è rifatto vivo; forse ha capito che l’insinuazione non aveva consistenza. Dovrei farti una domanda.
– Dimmi pure.
– Questa storia delle sette birre può andare avanti avanti all’infinito?
– In che senso?
– Voglio dire: se la sera vengo qui e ripeto il rito, tu sarai sempre disponibile?
– Dipende dalla qualità del luppolo! Calvino ride silenziosamente.
– Ma certo! Sarò esigentissimo con il proprietario; gli dirò di non cambiare marca e, se necessario, sarò pronto a pagare quattro volte tanto.
– Lascia stare: certi discorsi non si fanno ai commercianti! Rise di nuovo, questa volta con più gusto.
– Italo…
– Dimmi.
– Ma tu potresti anche…
– Di’ pure, non ti preoccupare.
– Dico, potresti anche suggerirmi…
– Sono una persona onesta, al massimo ti permetto d’ispirarti con la mia presenza.
– Ti ringrazio: guarda che basta questo! Posso offrirti una media?
Leopoldo allunga il braccio per afferrare il boccale mezzo vuoto, ma sente di nuovo il fracasso del vetro sopra il tavolo e il liquido inzuppargli i pantaloni.
– Eh no, signor Leopoldo, è l’ultima volta che lo accetto! La ragazza è già arrivata con lo straccio.
– Senta, devo dirle una cosa, anzi, no; vabbe’: se vuole, pago il doppio.
– Ne parlerò col proprietario. La ragazza, illuminandosi, schizza via senza dire una parola.

9 pensieri su “12. Settanta volte sette”

  1. f&r

    birra-visione-altra birra sembra un circuito un po’ pericoloso…
    anche se ammetto che una birra alla fine di una giornata ci sta sempre bene 🙂

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Anonimo

    Scherzi a parte, bere non servira’ al nostro Leo perche’ Calvino gli ha detto che non puo’ dargli dritte letterarie… E nemmeno gli pagherebbe il conto, nonostante il suo aspetto gradevole, cordiale e sorridente. (Detto fra noi, mi domando dove il caro Leo prenda il denaro per le sue sbronze illuminanti… Non arrivera’ a scippare una povera vecchietta 😉

    ps
    Speroche questo mio commento non scompaia come uno scritto precedentemente (Calvino ci osserva :))

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  3. M&C

    Leopoldo assomiglia sempre di più ad ognuno di noi, con le sue debolezze, le sue certezze, la sua ricerca di verità e giustizia ed il suo desiderio di riscatto. Ora anche con questa necessità di dover perdonare se stesso di ciò che avverte come fallimento personale. E come tutti noi, dovrebbe saperlo fare appunto 70 volte 7, come dire 7 elevato a 70 (potenza),un numero davvero grande di volte, quindi per tutta la vita. Però è veramente difficile perdonare se stessi: è più facile convincersi di essere incapaci e/o stupidi.

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  4. alfonso

    ma chi le ha detto che ero solo?
    nella mia solitudine sento sempre, in maniera molto dolorante,
    la presenza di chi avrei voluto, o vorrei, accanto.
    7×70 sono le vasche del corridoio in cui nuoto in casa, trattenendomi con lei

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  5. Titti

    Fa tenerezza questo Leopoldo fragile nella sua delusione, ingenuo nel pensare che il ricorso alle 7 bionde/scure sia vincente e infine goffo nella solita conclusione con i calzoni zuppi di birra. Per dare un altro po’ di guizzo alla storia, forse bisognerebbe scavare dietro quell’aria cordiale e quel sorriso sempre stampato sulla bocca e scoprire cosa nasconde in realta’ “dietro le quinte”. La suspence e’ tutto nel romanzo, psicologico o d’azione che sia 🙂
    Chissa’ se questo scritto in fieri si sviluppera’ in tal senso…staremo a vedere! 😉
    Titti

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  6. f&r

    è, già! chissà cosa nasconde il nostro Leopoldo!
    e, chissà,forse il nostro autore non aveva già pensato di dargli una profondità psicologica e umana.
    misteri che si sveleranno nel tempo 🙂

    f&r

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