Archivi tag: Luciano Ligabue

Ligabue è un catechista?

di Fabrizio Centofanti

Detta così, sembra una boutade. Eppure, ascoltando attentamente le canzoni, è un’ipotesi legittima. Prendiamo il brano “Hai un momento Dio?”: è una preghiera alla Giobbe, il grido di chi si sente inascoltato. Il “gilet”, citato a un certo punto, è ciò che Dio ha e noi non abbiamo, e che vorremmo chiedergli, per poterci “fare un giro”. È ricordare al Signore che “qua insomma ci sarei  anch’io”. Come diceva Lutero – anche lui qualche volta ci azzeccava -, Dio preferisce le bestemmie dell’uomo disperato alle lodi del borghese benestante.

Stessa nota in “Urlando contro il cielo”, mentre sfumature diverse – più ironiche – le troviamo in testi sul tipo di “A che ora è la fine del mondo?”.

Ci sono poi canzoni dove il “catechismo” viene più in superficie: è il caso di “Metti in circolo il tuo amore”, non a caso condotta su ritmi più rilassanti del rock consueto.

In questo senso, “Liga” è il contraltare – quasi letteralmente – di Vasco Rossi, che anche quando cerca un senso non si capisce dove vada a parare.

Fa impressione vedere, a Campovolo, la gran massa di giovani che “prega” con le parole di canzoni come “Libera nos a malo”: “libera, libera, libera!”, neanche fossero all’incontro di un gruppo carismatico.

Parlare di un Ligabue catechista non significa sminuirlo: al contrario, vuol dire esaltarlo come profeta coraggioso di una parola non omologata, di un messaggio che osa evocare l’accento di una fede adatta ai giovani. E agli adulti di ogni tempo.

11. Senza fiato

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_jLPeX_ZogU]

da qui

Prima di giungere all’hotel, passano in un  punto in cui è visibile il lato occidentale della città. La cupola dorata campeggia sotto le macchie bianche e nere delle nuvole, il campanile, dalla parte opposta, sembra segnare l’ora in cui qualcosa accade, dopo tanta attesa. La massa opaca delle case, trafitte da finestre grigie, è guarnita dal verde dei cipressi, spuntati come ciuffi d’erba tra le pietre. Continua a leggere

Terrae motus

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=BhFDIpb3z2M]

da qui

Parlano tutti del terremoto a Roma.
L’attesa dovrebbe logorarmi
e invece mi sembra di avvertire
una specie di sfida, come quando
Bernanos, in punto di morte, disse a Dio:
Ora, a noi due. Perché per quanto
si voglia conservare un cristallino
autogoverno nello stare al mondo,
bisogna riconoscere ogni tanto
di essere per l’Altro, che il destino
ti invita ad affidarti, fino in fondo.

69. Cuore di lettore

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=1-3eYnlRR3E]

da qui

Teodora e Olivia lottano di nuovo: la prima stringe il collo all’altra e la incalza col braccio destro sulla schiena; la seconda cerca di divincolarsi afferrando l’altra con il braccio sinistro e spingendola forte verso sé. Nel frattempo, discutono su un tema che scatena il conflitto a intervalli regolari: il tipo di pubblico a cui deve rivolgersi l’autore. Continua a leggere

47. Occhi di pantera

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Dy8ezblUGQ8&feature=related]

da qui

E’ difficile, per Alberto, descrivere le sfumature di giallo e rosso che osserva dall’altra parte della costa. Cerca di isolare il cadmio, il mais, lo zafferano; e, amalgamati inestricabilmente, il rosso cardinale, ruggine, borgogna, fusi a formare un cuscino morbido e gibboso in cui affondare la faccia per godersi un riposo meritato. Continua a leggere

12. Settanta volte sette

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HhqQY0Y0gjk]

da qui

Leopoldo, deluso nel desiderio di riscatto, riguadagna il pub. Pensa che, se berrà sette birre, Calvino tornerà di nuovo a consolarlo. La ragazza è diventata più prudente: scruta l’avventore e cerca di indovinarne le intenzioni. Leopoldo è un personaggio che si fa voler bene facilmente: ha un aspetto fisico gradevole, è cordiale e sorride volentieri. In questi giorni è un po’ cambiato, come se qualche cosa lo stesse logorando.
Mi porta la solita? chiede gentilmente alla ragazza.
La solita o le solite?
E’ un periodo difficile, ho bisogno di sfogarmi.
L’altra volta siamo stati in ansia: parlava da solo.
Chi le ha detto che ero solo? Continua a leggere

10. Birre

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=1ZOprlWu3cs]

da qui

Leopoldo è agitato: tornando a casa ha trovato una lettera anonima con un’accusa di plagio all’autore del romanzo di cui è il personaggio principale. Sarebbe troppo simile al Marcovaldo di Calvino. La notizia lo ha ferito, sente di avere ben poco in comune col suddetto, un’altra estrazione sociale e culturale, altri contesti, radici incompatibili. Teme, poi, le conseguenze: potrebbero impedire la pubblicazione, mettere il libro al bando, emettere sanzioni pecuniarie insostenibili per le sostanze esauste del suo inventore. Continua a leggere

8. E’ già finito

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=7H3q5lC5EJo]

da qui

Leopoldo sembra un po’ idealista: come illudersi di vincere la diffidenza tra i clienti di un esercizio commerciale? Non basta la giustificazione letteraria di gettare un sasso nello stagno della trama, perché sarebbe più efficace un gesto estremo: i telegiornali informano ossessivamente su atti inconsulti, gente accoltellata o travolta dall’automobile dell’antagonista o bruciata come fosse una bistecca al barbecue. In effetti, lanciare la sfida della comunicazione è una chimera. Continua a leggere

Il cammino dell’uomo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=M963ldT5-RE&feature=related]

da qui

Ci si doveva arrivare, prima o poi. Martin Buber ha scritto un libro intitolato Il cammino dell’uomo, sul passaggio dall’io al tu. Un percorso difficile, che comporta la vittoria, sempre parziale, sulle proprie ossessioni e compulsioni, sulla deriva della vita quando cade nelle trappole dell’egotismo. Se il cammino s’interrompe, non restano che vicoli ciechi, dove qualunque falsità si contrabbanda per esperienza umana.

Guida lei

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=kxwkaCvAtGg]

da qui

Il prete dev’essere un dio: disponibile, perfetto, onnipresente. Non ci riesco più, da qualche tempo. Guardo la gente e penso al retroscena di attese frustrate, di illusioni tenaci, di dolore, che costituisce la trama segreta della vita. Sono nel cuore della notte e ho occhi di gatto, capaci di vedere l’invisibile. Tutto l’apparato di cui dovrei bardarmi sfuma come l’ombra che mi avvolge; non restano certezze, dogmi, articoli indiscussi, ma solo uno sguardo troppo consapevole, una coscienza troppo lucida. Mi chiedo se sia meglio oggi, o quando avevo perso il filo e la compagna migliore era la ceres. Solo la macchina è la stessa, e come una volta guida lei.

La fine del mondo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=mXQwmvlWomw]

da qui

Se la motivazione del politico fosse il bene comune, se l’obiettivo dell’artista fosse l’espressione autentica dell’ispirazione, se l’intenzione del credente fosse seguire il Cristo, se ognuno agisse in base alla realizzazione del proprio fine legittimo, come sarebbe il mondo? La vita è pensata così, una verità incontrovertibile: l’albero che cresce, l’usignolo che canta. La speranza nasce all’improvviso, come una rivoluzione armata, o il risveglio di un giovane in coma. Il potere tenta di soffocarla in ogni modo, perché sa che se un albero cresce o un usignolo canta non può stare tranquillo, deve controllare che ogni ora si svolga secondo i suoi progetti, evitare ogni possibile sovvertimento, scongiurare la fine del mondo.