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da qui
Parlano tutti del terremoto a Roma.
L’attesa dovrebbe logorarmi
e invece mi sembra di avvertire
una specie di sfida, come quando
Bernanos, in punto di morte, disse a Dio:
Ora, a noi due. Perché per quanto
si voglia conservare un cristallino
autogoverno nello stare al mondo,
bisogna riconoscere ogni tanto
di essere per l’Altro, che il destino
ti invita ad affidarti, fino in fondo.

Si fino in fondo, affidati alle braccia del Padre misericordioso o del buon Pastore perchè solo Lui sa cosa è meglio per te e quando è il momento.
Si dice che circa il 20% dei romani siano scappati da Roma, io sto qui, nella città eterna pronta ad affondare con la nave ma credo nel Comandante e nel mare-male-amare:-)
SM
L'”Ora, a noi due” di Bernanos mi è sempre risuonato insieme al “Lasciatemi solo con la mia morte” di Yvan Goll. Chissà perché.
Un abbraccio,
Roberto
Quel 20% mi fa una tetra tenerezza. Se davvero hanno creduto al terremoto, dove mai staranno scappando fin dall’inizio dell’ alba, con le loro piccole auto, treni, biciclette, pattini, barche?;-)))
“fino in fondo”
colpito!
un caro saluto
Ciao Cristina,
ieri ne parlavo con dei colleghi e ci scherzavamo su, uno di loro ha detto: pensa che tu scappi, poi prendi la pontina (una strada tristemente nota per incidenti mortali) e hai un incidente … però il terremoto non c’è stato!
Comunque l’altro 80% sdrammatizza e si fa un sacco di risate, come diceva mio padre: ridi perchè il male scappa quando ridi, lui ama le lamentele e i pessimisti … non so, però qualcuno per pararsi dal mancato evento ha già rifatto i calcoli e dice che è il 21 maggio in attesa naturalmente del 20.12.2012, che a se guardar bene la data, i giocatori convinti punteranno tutto in quel giorno perchè, secondo la diceria popolare, è un giorno molto fortunato. O è solo l’ultimo in cui combinando giorno, mese, anno si ottengono date “fortunate”? Poi bisognerà attendere il nuovo millennio:-)
parola di matematico:-) scherzo!
SM
Nella paura di un dubbio attendiamo la risposta che prima o poi verrà .
Niente più ci trattiene di quella attesa fiduciosa, aperti adesso per accogliere le riposte che sperimentiamo con dolcezza dalla parola rivelata (Gv 6,35-40).
Un abbraccio
Dopo aver sperimentato come tutti i progetti e/o previsioni-calcoli falliscono, o non portano gli effetti ed i risultati sperati, non rimane altro che “affidarti, fino in fondo”, perchè è questa l’unica strada valida per essere liberi e felici.
“e invece mi sembra di avvertire
una specie di sfida”
Inquietarsi, addirittura scappare difronte all’ipotesi ,non è un atteggiamento istintivo ma meditato… significa tradire la propria sconfitta interiore…fino in fondo.
“il destino/ti invita ad affidarti, fino in fondo”
Condivido pienamente, Fabrizio.
Grazie. Giovanni
condivido anch’io.
Spavento, angoscia e dubbi si mescolano con risate, sogghigni e burle, un tam tam che si replica in rete e per strada
Una data, un destino, una storia vera o inventata, l’attesa di una sorte beffarda, una preghiera per riconciliarci, per imparare a lasciare, per affidarci a Colui che ci ha donato la vita e che poggia la Sua mano su di noi, che ci guarda occhi negli occhi,fino alla fine, fino in fondo
…a volte l'”autogoverno” riesce ad impallidire anche il sole…
Lasciatemi fuggire, essere libero
vento per il mio albero,
acqua per il mio fiore,
vivere per me stesso e soffocare dentro di me gli dei o
schiacciare sotto il piede le loro teste di vipera.
Nessuno spazio, voi dite, nessuno spazio;
ma non mi ci terrete,
anche se è forte la vostra gabbia.
La mia forza minerà la vostra,
perforerò la vostra nuvola oscura per vedermelo il sole,
pallido e marcio, una brutta escrescenza.
Dylan Thomas
Condivido fabrizio, Cristina me ne parlò ieri, al telefono, e poco fa un altro di natura diabolica orchestrata da umani e governanti, tocca invece MIlano..ne ho scritto un infuocato commento sotto l’annuncio di presentazione di domani a China, non lo ripeterò, ma a Milano, cosiddetta capitale morale cioé economica , si sta compiendo un attentato contro le coscienze gravissimo, il CRUCIFIGE ad innocente e bravissimo candidato sindaco.confutato subito dopo, è il sasso con la mano alzata per infangare un innocente…
Reati di opinione , polvere di secoli fa
ritornerò su questo, in altro post, me ne turbai non poco: stavo ristudiando Elvio Fachinelli, grande eretico, tramite “l’Erba voglio”, e molto altro,ritrovai le nostre più belle invenzioni, come “il privato (costumi, sentimenti, sessualità) è politico”! avverato nell’oggi, ma in putritudine, rovesciato nella oscena rivalsa del diritto di prevalere intimidire in nome dell’inconscio, scambiando nomi e persone nel diritto..
per oggi basta. Auguro a Roma non sia accaduto nulla se non un pensare che l’affidarsi,il sapere che nulla possiamo sulle nostre vite….combatte già la banalità -spesso armata- del male, questo sì.. Grazie Fabrizio!
Maria Pia Quintavalla
“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! ” (Giovanni Paolo II)
VIVI LA VITA (Madre Teresa)
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila.
grazie di cuore, amici.
la terra trema incoscientemente; solo noi possiamo scegliere di non tremare.
Maria Pia, ho visto, desolato anch’io.
In tutta onesta’, rispetto a queste previsioni e date fatidiche, mi viene da pensare: Se cosi’ sara’, finalmente mi riposero’ ! 🙂
Grazie, Fabry, per il tuo bel cameo che riporta tutto alla giusta misura.
LA NOSTRA PAURA PIU’ PROFONDA
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela
vi ringrazio.
cercare insieme la parola giusta è un privilegio.