[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=M6JmZ25FAdg]
da qui
Dalla barca si comprende bene la complessità del mondo: lo stato liquido, la fluidità di pensieri e sentimenti cullati nel ritmo ipnotico della risacca, ma anche le tempeste improvvise e imprevedibili, che spazzano all’istante la costruzione paziente di una vita. Poi, la spiaggia umida, protetta da muretti in pietra per difendersi dalla rabbia delle onde; la sabbia scivola inesorabilmente tra le mani: sono le relazioni frettolose, interessate, i piaceri effimeri le cui tracce si perdono nel nulla; gli amici trascurati, i libri mai letti, l’amante di una notte. Più in là, una cintura di palme e sicomori, le case dalle serrande verdi e le pareti bianche, il cane che abbaia al nemico invisibile per il suo padrone: è la fascia delle cose a cui teniamo, assicurate dall’avidità e dall’invadenza, coltivate con l’attenzione scrupolosa di muratori e giardinieri. Sullo sfondo, infine, la montagna brulla, picchiettata di rocce e di cespugli, ultimo confine tra la terra e il cielo, fra Dio e l’uomo: è la struttura che regge tutto il resto, contemplando dall’alto il fluire dell’acqua, il franare della sabbia, l’ondeggiare delle foglie e il crepitare impercettibile dei muri. Yaacov e Yoh’anan, Andreas e Shime’on sono nel cuore liquido del mondo, ancora disponibili ad accogliere il messaggio nascosto in ogni strato della vita; ora scendono nell’acqua che li raggiunge alla cintola e cominciano a tirare con forza la rete pesante come mai. Alzano gli occhi in direzione della sabbia, degli alberi, della montagna brulla sullo sfondo: sotto una palma c’è un uomo coi capelli lunghi che calano in disordine, il pizzo rado, le labbra aperte come se pronunciasse una parola.

ogni strato della vita…molliccio o solido.
incantata.
Com’è vero tutto questo! Ci prendi sempre Don!
Buona giornata
La roccia è la struttura che regge e osserva tutto il resto mutare tranne l’acqua la cui forma è la non forma, lo stato fluido … la goccia paziente che scava la roccia, la modella, la penetra come la parola di un uomo che paziente attende l’arrivo di chi attraversa mari di acqua e di terra dei propri pensieri, esperienze, incontri, quotidianità dell’essere, la mano tesa e aperta, un sorriso di luce e speranza, un sussurro di benvenuto ai fratelli.
SM
Ps: grande!!
Gesù chiama Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni: “seguitemi, vi farò pescatori di uomini”.
La chiamata di Dio è per ognuno di noi, ci rileva qual’è la nostra vocazione, e va oltre i nostri progetti umani, dandoci l’unica risposta giusta alla domanda “chi sono?”.
La vita diviene così una missione guidata dall’amore di Dio che, chiamandoci per nome, ci ha fatto percepire, in maniera forte e profonda il suo Amore: “tu sei voluto, per il Padre sei importante”.
volevo dire: “ci rivela”….
“Sullo sfondo, infine, la montagna brulla, picchiettata di rocce e di cespugli, ultimo confine tra la terra e il cielo, fra Dio e l’uomo”
“La pietra, che scartata de voi, costruttori, è diventata testata d’angolo”(Salmo 117, 22).
(Salmo 117, 22).
Fra le retti di un verbo, per dare voce a cui non ha voce e a chi ascolterà il suo domani.
Pablo Neruda – Poema 7
“Inclinado en las tardes tiro mis tristes redes
a tus ojos oceánicos.
Allí se estira y arde en la más alta hoguera
mi soledad que da vueltas los brazos como un náufrago.
Hago rojas señales sobre tus ojos ausentes
que olean como el mar a la orilla de un faro.
Sólo guardas tinieblas, hembra distante y mía,
de tu mirada emerge a veces la costa del espanto.
Inclinado en las tardes echo mis tristes redes
a ese mar que sacude tus ojos oceánicos.
Los pájaros nocturnos picotean las primeras estrellas
que centellean como mi alma cuando te amo.
Galopa la noche en su yegua sombría
desparramando espigas azules sobre el campo.”
per musica e video: silenzio…chapeau!(lacrime…)
grazie
E’ la sola presenza di Dio che ci guarda dalla riva, tutto il“ discorso”che desideriamo ascoltare da sempre…non servono altre parole; quella presenza basta a farci scendere dalla barca, a farci immergere senza timore, a darci la consapevolezza che le reti sono piene…Lui è il “messaggio nascosto”.
Mi chiedo quali sono le coordinate per meglio comprendere dove siamo, in quale stato (fluido o solido) ci troviamo, visto che ogni giorno veniamo catapultati da uno all’altro . Già, perché nello stato liquido avviene la combinazione di tutti i geni della vita, quelli buoni e meno buoni, quelli forti e quelli deboli; un embrione in continua evoluzione, che si trasforma attraversando spiagge umide, tempeste di mare, deserti di sabbia impalpabile, alla ricerca laboriosa di una degna stabilità, finché la forza della montagna brulla, picchiettata da rocce e cespugli, dà finalmente origine a una delicata creatura che trova la sua culla e il suo stato solido nelle grandi e generose braccia Divine.
Sarebbe tutto perfetto, se l’insaziabile mente umana non continuasse imperterrita a vagare invano,avida di egoismo e potere, ancora una volta disorientata e confusa, … fra lo stato liquido e quello solido
“c’è un uomo …le labbra aperte come se pronunciasse una parola.”
http://www.youtube.com/watch?v=_wBPFdYPuEA
L’acqua nel suo fluire continuo (la complessità del mondo, con le sue contraddizioni ed incertezze), la spiaggia umida con il franare della sabbia (i piaceri effimeri, che ci illudono di darci la vita, ma in realtà ce la tolgono), le case ed i giardini curati (le cose a cui teniamo, le nostre false sicurezze) e la presenza forte della montagna brulla (Dio che, contemplando tutto dall’alto, ne è la struttura portante)… questa è proprio la vita!
E noi tutti siamo nel cuore liquido del mondo, immersi nell’acqua fino alla cintola, qualcuno forse ancora disponibile ad accogliere il messaggio nascosto in ogni strato della vita, qualcuno, più disilluso, un po’ meno; ma fino a quando non alzeremo gli occhi e guarderemo lontano da noi stessi, non avremo mai la forza di tirare su la rete, pesante come non mai.
Scusate, la canzone che volevo condividere nel video è quella di Bryan Adams, Everything I Do I Do It For You (non mi ero accorta che di seguito ce ne sono altre).
http://www.youtube.com/watch?v=lvLW2F8iJpQ
vi ringrazio!
condividere tutto è già vivere.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Vheyo83k-uM]
Ora torno al silenzio.
La mia voce naturale prende il suo posto
fra gli elementi.
Silenzio simile al mare, come tutti i fiumi
a te ritorno.
Mi riverso sui tuoi piedi spumosi.
Oggi vengo nella tua bocca oggi
nel tuo grande abbraccio.
Né alla viscida rana né alla stella bruciata
né al tuo vento garrulo ho trasmesso il tuo segreto venerando.
Ho attraversato ogni colore, ho travolto ogni barriera,
conservando la mia pietra angolare sprofondata
e in essa la tua voce, vibrante.
Il sale e la trota si separano da te
distribuendo fra gli uomini la tua bandiera oceanica.
Torno a te finché si riuniranno di nuovo
sopra la terra i frutti ormai maturi.
[Lefteris Pulios, 1978]
“il cane che abbaia al nemico invisibile per il suo padrone…”. Come la parte più intima, profonda di noi (istinto atavico? particella divina? a ognuno il suo) che cerca disperatamente di avvisarci del pericolo che corriamo quando ci allontaniamo dal tutto per rinchiuderci in un “io” sempre più povero e disperato.
Barbara
Un uomo con le “labbra aperte come se pronunciasse una parola”
In qualunque scenario ci muoviamo, dovremmo sempre ricordarci di pendere da quelle labbra da cui sole sgorga la Parola di vita.
Davvero bello, Fabry!
http://www.youtube.com/watch?v=9rp0cgA4JLY
grazie.
siamo sospesi fra il tutto e il nulla e ricamiamo pazientemente un punte.