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da qui
E’ difficile, per Alberto, descrivere le sfumature di giallo e rosso che osserva dall’altra parte della costa. Cerca di isolare il cadmio, il mais, lo zafferano; e, amalgamati inestricabilmente, il rosso cardinale, ruggine, borgogna, fusi a formare un cuscino morbido e gibboso in cui affondare la faccia per godersi un riposo meritato. Ma ha la fronte imperlata di sudore per la corsa a perdifiato fino a qui, nell’istante in cui un pensiero si è affacciato nella mente come dal balcone bianco di una villa a strapiombo sulla roccia, accanto al faro, conquistata a prezzo di grandi sacrifici, rinunciando ai libri, agli scaffali nuovi, alla tecnologia indispensabile per uno che vive di parole. Il romanzo l’ha scritto nella stanza scavata nella rupe, contemplando le pietre che disegnano figure sempre nuove, il divano dai bordi dorati, l’alcova con la tenda gialla e bianca assicurata alle travi del soffitto con enormi anelli scuri. Eppure, ora che tutto salta in mille pezzi, nella nuvola color granata, magenta e mandarino, nella colonna in cui gli sembra di scorgere due occhi di pantera che lo puntano minacciosamente; ora che il sogno di sempre è un cilindro di polvere e fuoco, un quadro double face che mette insieme il caldo della fiamma e l’umido dell’acqua; ora che la pietra, la tenda, il tavolino, tornano a essere solo un desiderio, un progetto definitivamente irrealizzabile, capisce che è Dio a stabilire se qualcuno debba scrivere, perché tutto il resto è diventato sabbia, rena, confuso nei secoli dei secoli tra la schiuma dell’onda e il litorale mangiato dalla forza plumbea delle maree, e Alberto immagina ogni cosa dall’inizio, ed è felice che accada proprio adesso che la ragazza dai capelli rossi – carminio, amaranto, veneziano? – ha innescato la bomba a orologeria in un angolo della casa dei suoi sogni e ne ha fatto un fungo incandescente drizzato sulla baia con occhi minacciosi di pantera.

E’ proprio strana la felicità o, forse, è strano Alberto oppure è solo che io non so assolutamente cosa sia, la felicità
Ciao!
Claudia
Mi sembra che nelle ultime tre pagine pubblicate il racconto abbia acquisito spessore, direi quasi… fisicità, si sente qualcosa di diverso che rende la scrittura più corposa. Sono pagine ricche.
Barbara
Il manoscritto non c’è più, nè la scaltra e conturbante studentessa, non rimane che sedersi, far andare lo sguardo attraverso la finestra fino al mare e ricominciare a scrivere. Scrivere la vita piena, effervescente, cupa e densa, calda e forte come i colori di questa pagina e gli occhi minacciosi di pantera.
SM
Alberto “capisce che è Dio a stabilire…ed è felice”
Riuscire ad affidarsi totalmente è un ritrovare se stessi, è perdersi per poi ritrovarsi: non è facile, ma quando si riesce a fare questa scelta (mai per merito nostro!) è sicuramente un gran sollievo 🙂
ancora Ligabue:
“la verità è una scelta
la verità è già pronta
di giorno sempre un occhio chiuso
di notte uno aperto”
Due “occhi minacciosi di pantera” l’avrebbero sicuramente atterrito prima d’ora….
Adesso invece Alberto è felice, vede la vita con i colori dell’arcobaleno…nulla potrà più separarlo da se stesso; è come quando, dopo tante prove, arriva l’ora in cui tutti gli strumenti dell’orchestra suonano insieme facendoti vibrare il cuore e ti senti invincibile, eterno; una sensazione meravigliosa che tutti dovrebbero poter provare nella propria vita.
Solo allora ti accorgi che vivere era un compito alla tua portata.
“Occhi di pantera”
<>.
Dumas
“Occhi di pantera”
“Dio ha voluto che lo sguardo fosse l’unica cosa che l’uomo non può travestire.”
Dumas
E’ veramente difficile descrivere la luce piena e carica ad alta intensità, come quando ci sentiamo vicini alla felicità come una sorgente luminosa, assorbita dall’occhio e convertita in segnali, percependo i colori come sensazioni che coinvolgono anche emotivamente i sogni, bisogni, aspettative, tutte le motivazioni che proprio adesso ha innescato la ragazza dei capelli melograno rosso e occhi pericolosi de pantera, che non vuole passare inosservata nella vita di Alberto.
Mi piace tanto questa pagina Fabrizio, molto artistica, intensa e calda!
Un abbraccio
vi ringrazio!
la felicità è imprevedibile.
baci
faber