71. In braccio

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ASQVxYhz1rw]

da qui

Blaterano di amore, ma non sanno cosa sia.
Difficile dirlo, in effetti.
La strada è una biscia ferita che si arrotola nel fumo.
Che ne pensi, Eleazar, ci credi a quella voce?
Quale, Nathane?
Il pullman è rovesciato, le persone  corrono impazzite, senza meta.
Non fare il romantico, Tsion: nessuno ha capito mai l’amore.
Non esageriamo, si può provare a immaginarlo.
I primi corpi estratti sono dilaniati.
Tu sei il mio figlio amato.
E chi l’avrebbe detto?
Gli alberi si ritirano in se stessi, inorriditi.
 Rabi, il tuo equilibrio da strapazzo…
Hadas, stai scivolando nel cinismo.
La sirena è la musica di una discoteca in mezzo al cimitero.
Dicono di averla sentita mentre lui era in preghiera.
Fenomeni acustici, oppure patologici.
Il guard rail è arrotolato come una brioche.
In nome dell’amore si fanno nefandezze.
O in nome dell’odio?
La gente è piena di polvere, con gli abiti a brandelli.
Pare che più d’uno l’abbia percepita.
Suggestioni collettive.
Il braccio punta contro il carro armato.
L’amore può essere una scusa, ma sotto, cosa cova?
Ti sei sentito amato?
Prende la mira, la testa del soldato spunta appena, sopra la torretta.
Dicono che li ha scombussolati: come se scendesse nel profondo.
Siamo tutti disposti a farci abbindolare.
L’elmetto ha un movimento rapido.
Amato! E’ più facile essere traditi, sentire l’amarezza che ti sale in gola.
 Tua madre ti avrà pure preso in braccio!
La bocca di fuoco esplode all’improvviso.
Si sono inginocchiati, hanno cominciato a ringraz…
Nathane inarca la schiena, alza le braccia in modo innaturale.
Certo che mi ha preso in braccio, era costretta a farlo.
Magari l’ha fatto per amore.
Una macchia di sangue si allarga sulla maglia.
Nathane!
Eleazar si gira verso l’angolo, fa in tempo a vedere una massa di capelli biondi inghiottiti dalla strada.

28 pensieri su “71. In braccio

  1. M&C

    – Ti sei sentito amato?

    Amore e odio producono un “effetto boomerang”: più sei stato amato, più ti senti amato, e più restituisci amore, più tendi al bene; se invece non ti sei mai sentito importante per qualcuno, non hai mai provato la tenerezza di un sentimento sincero, che va oltre i tuoi meriti o pregi, allora difficilmente riuscirai ad abbandonarti al sentimento, difficilmente riuscirai a far crollare i muri che incatenano il cuore, e serberai sempre rancori e non avrai difese di fronte alle trappole ed alle tentazioni.
    Quando sei amato sei al sicuro, non ti senti solo nei momenti di difficoltà, anzi hai la sensazione di essere “preso in braccio”, come la mamma fa con il bambino che non ha ancora imparato a camminare, per non farlo cadere.

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  2. Raf

    -Tu sei il mio figlio amato . Come si può comprendere l’amore che un padre ed una madre provano per il proprio figlio? Soltanto quando si diventa genitori e si tiene il proprio figlio in braccio, in quel momento tutte le cose brutte della vita scompaiono e sembra che esista soltanto lui. In cuor tuo tu lo ami e speri per lui un futuro migliore.

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  3. Ema

    “- Certo che mi ha preso in braccio, era costretta a farlo.
    – Magari l’ha fatto per amore.”

    L’amore è senza dubbio la massima espressione della libertà ma al tempo stesso la massima espressione della necessità….

    NON AMARTI NON POSSO

    Non chiedere alla foglia di non muoversi.
    Non può… c’è il vento!
    Non chiedere al sole di rimanere immobile.
    Non può… c’è la notte!
    Non chiedere all’uomo di vivere in eterno.
    Non può… c’è la morte!
    Non chiedermi di non amarti.
    Non posso… ti ho vista!

    jacques Prevert

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  4. Stella Maria

    Una voce, la voce. Quante volte sentiamo voci, a volte siamo noi a parlare, a volte ricordiamo parole dette da altri. Ci sono volte in cui, sovrappensiero, ci pare di sentire, altre invece in cui sentiamo ma senza ascoltare. Ma c’è una voce inconfondibile che possiamo anche far finta di ignorare, possiamo cercare di soffocare o possiamo amplificare e fare da cassa di risonanza per tutti gli altri. E’ la voce che sentiamo quando ci sentiamo amati, ignorarla o ascoltarla non cambia le cose se non in noi. Possiamo soffocarla se quell’amore non ci conviene, provoca dolore, apertura, un dare che ancora non ci appartiene, un amare diverso da quel che noi possiamo provare, un qualcosa di sconveniente o di compromettente che non siamo disposti ad accogliere e a nostra volta consegnare agli altri. Oppure possiamo ascoltare, come almeno una volta nella vita abbiamo fatto seduti in riva al mare con il mormorio delle onde, quella dolce melodia ripetitiva che fa l’acqua quando bagna la spiaggia ed è lieve come un sussurro e… ci fa stare bene, dà pace al cuore, ci fa sentire il centro del mondo… come quando Dio sussurra e apriamo il cuore o quando apriamo il cuore all’altro incuranti del male che verrà, sereni nell’accettare il dono ma ancor di più nel darsi che, come dici tu, è ancor più bello del ricevere. E se non siamo convinti possiamo sempre accostare una conchiglia all’orecchio ma non per sentire il mare che lì non c’è, ma perchè fa da cassa di risonanza al battito del cuore, scoprire che siamo vivi e sentirci amati se non altro da noi stessi, ed è il primo passo verso l’altro: “ama il prossimo tuo come te stesso”. Nè di più nè di meno, impariamo ad amarci e sentirci amati forse sarà più facile, come quando da bambini ci prendevano in braccio.
    SM

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  5. Ema

    In braccio a Te…quando sono stanca…quando non so più quale direzione prendere…quando ho voglia di sentire un abbraccio …e Tu ci sei!

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  6. f@r

    Amore…

    che bello se potessimo vivere tutta la vita senza mai pronunciarne il nome:

    Getsemani

    Parlavamo d’amore
    ma senza pronunciarne il nome.
    Per rispetto, per pudore, per timore
    che una volta pronunciato
    quel nome potesse svanire
    svuotarsi di senso.
    Perché può esistere solo
    nel silenzio del suo nome,
    perché può sorgere alla vita solo
    dentro il gesto quotidiano,
    nella presenza o nell’ attesa
    che si fa gioia quando conosce
    occhi che non chiedono e si donano
    così,
    per sovrappiù di esistenza,
    senza paura,
    pura fonte
    traboccante che non teme l’esaurirsi.
    Parlavamo d’amore
    ma senza argomenti.
    Per l’incosciente consapevolezza della pazienza
    che sa perdonare anche la distrazione
    che sa sanare il gesto brusco, improvviso,
    quello che potrebbe frantumare la tela
    fragile e invisibile del cuore.
    Parlavamo d’amore
    ed ogni parola era sigillo,
    collante alla vita
    e cresceva rigogliosa
    nonostante il deserto del mondo che non capisce,
    che distrugge,
    nonostante i colpi avversi e l’ invidia.
    Parlavamo
    Ora non parliamo più.
    Ora il cielo si è spento sull’ultimo sguardo
    mentre pronunciavi,
    a tradimento,
    la parola amore.

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  7. F@r

    cosa dicevate padre?
    che ne hai una anche tu. Ce l’hai eccome[…] A tutti i bambini che perdono la mamma, come te, il Signore ne da’ un’altra: la Vergine Maria.
    -Dove sta questa Maria?
    -La Vergine Maria- lo corresse- sta in cielo.
    […] e a che serve una madre che sta in cielo? Non mi accarezzera’ , non giochera’ con me, non mi bacera’, e neanche…
    – Certo che lo fara’. […] manda gli uccelli per accarezzarti. Quando vedi un uccello mandagli un messaggio per tua madre e vedrai che volera’ dritto in cielo per consegnarlo alla Vergine Maria; poi gli uccelli si passeranno gli uno gli altri la risposta e uno di loro verra’ a pigolare e a svolazzare allegramente intorno a te.
    – ma io gli uccelli non li capisco
    -Imparerai a farlo
    […]
    si, figlio, e’ in cielo e in alcune chiese, le puoi parlare[…]
    lei ti rispondeta’attraverso gli uccelli oppure di notte, quando dormi, e ti amera’ e ti coccolera’ piu’ di qualsiasi madre in carne e ossa

    [la cattedrale del mare]

    Ho iniziato a leggerlo da poco e contiene una delle figure paterne piu’ materne di cui abbia mai letto o ascoltato la storia

    Buona domenica 🙂

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    1. fabrizio centofanti

      grazie!
      l’esempio è molto calzante, Fides.
      vedo che persino l’inserto del Sole 24 ore ha cominciato a pubblicare un romanzo a puntate.
      facciamo scuola!

  8. Sabina

    Si, è vero, essere amati vuol dire essere una persona migliore, significa aver sperimento l’effetto che produce e, di conseguenza, non voler fermare l’onda benefica.
    Ma a volte capita che un bambino, tanto, forse troppo amato e coccolato, quindi buono, rispettoso degli altri, grandi e piccoli, ligio alle regole, si scontra e viene maltrattato e deriso da altri bambini ai quali, forse, è stato insegnato invece ad essere furbi, prepotenti e vincenti a tutti i costi, anzichè il rispetto, e magari non respirano tanto amore in famiglia, ma sono abituati ad assistere a scontri e liti.
    Quanto è difficile e doloroso spiegare a questo bambino, che inevitabilmente soffre, che tutto questo lo farà crescere, che non si deve preoccupare, ma essere sicuro e tranquillo, perchè è nel giusto e il bene vince sempre e quando sarà grande lo capirà, perchè lui sarà un uomo, a differenza di quegli altri…

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  9. Rashide

    Esta noche he soñado
    que caminaba en la arena
    junto al Señor;
    y en la pantalla de la noche
    se proyectaban
    todos los días de mi vida.
    Miré hacia atrás,
    y vi que en cada día de mi vida
    proyectado en el film
    aparecían huellas en la arena:
    una mía y una del Señor.
    Así seguí adelante
    hasta que todos mis días se acabaron.
    Entonces me paré y miré hacia atrás,
    notando que en ciertos lugares
    había sólo una huella…
    Esos lugares coincidían
    con los días más difíciles de mi vida;
    los días de mayor angustia,
    de mayor miedo y de mayor dolor…
    Señor, tú habías dicho que estarías conmigo
    en todos los días de mi vida
    y yo acepté vivir contigo
    pero, ¿por qué me has dejado,
    justo en los peores momentos de mi vida?
    Y el Señor respondió:
    “Hijo mío, yo te amo y te dije
    que estaría contigo durante todo el camino
    y que no te dejaría solo
    ni siquiera por un segundo

    y no te he dejado…
    Los días en que has visto
    una sola huella sobre la arena,
    han sido los días
    en que te he llevado en brazos”.

    Anónimo

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  10. Rashide

    Questo dialogo mi fa ricordare una delle storie più belle tra una madre piena di fede ed un figlio.
    Quella di “Santa Monica” che fa toccare con mano la potenza dell’amore materno che non si accontenta dei successi umani del figlio ma mira alla totale realizzazione del figlio, quella che solo l’unione con Dio può donare. La sua arma segreta fu la preghiera, grazie alla quale ella ebbe la gioia in vita di assistere alla conversione ed al battesimo cristiano del Figlio Agostino. Per questo santa Monica è la protettrice delle donne sposate, delle madri e delle vedove e si invoca per l’educazione religiosa e la salvezza dell’anima dei propri figli.

    Rispondi
  11. TittiTitti

    – Fenomeni acustici, oppure patologici…- Suggestioni collettive….- Siamo tutti disposti a farci abbindolare.
    – L’amore può essere una scusa, ma sotto, cosa cova? – In nome dell’amore si fanno nefandezze.

    Di questo romanzo (simile ad un vangelo apocrifo) mi piace l’attinenza con la società odierna, gli spunti che rimandano alla vita attuale, come il ritorno di un diffuso bisogno di segni che porta a cercare affannosamente, rischiando di cadere in mano a maghi e visionari che approfittano della fragilità umana.
    A volte anche chi si muove nella fede rischia di dimenticare che il vero miracolo è l’Amore incarnato nella quotidianità più che il segno dal Cielo e che la fede è un libero atto di adesione che nasce da dentro e non si può né deve imporsi dall’esterno (figuriamoci, poi, con la violenza e la guerra).

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  12. Ema

    “Tu non sei un essere umano che sta vivendo un’esperienza spirituale.
    Tu sei un essere spirituale che sta vivendo un esperienza umana”
    (Wayne W. Dyer).

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  13. Titti

    La bocca di fuoco esplode all’improvviso.
    Nathane inarca la schiena, alza le braccia in modo innaturale.
    Una macchia di sangue si allarga sulla maglia.
    – Nathane!
    Eleazar si gira…

    Dato che il mio precedente commento -più ponderato- a questo post è in attesa di moderazione, ne faccio un altro dei miei più scanzonati (nella vita bisogna avere un po’ di ironia).
    Stavolta mi sono ispirata ad Eleazar, che è la terza volta che si salva, mentre chi sta con lui è un po’ meno fortunato. Questo fatto mi ha richiamato alla mente un recente film…Buona visione!

    http://www.youtube.com/watch?v=u_fiAIqqEHU

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  14. RossellaT

    A te che hai riempito la mia infanzia di baci e vezzeggiativi che hai sempre avuto la parola giusta, che hai compreso le mie inquietudini, che hai rispettato le mie scelte anche se non le condividevi. A te che ancora oggi dietro quella finestra mi guardi e mi lasci andare via nascondendo una lacrima dico grazie mamma mi sento amata.

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  15. Roby (S.d A)

    Dimmi, che cos’è l’amore se non l’espressione più nobile dell’anima? La ritualità dei gesti, gli sguardi intensi che non hanno bisogno di parole, la voce che la avverti in quel canto che riesci a sentire solo nel silenzio e se ami veramente; allora la gioia trabocca da ogni poro della pelle, e vivi una serenità intensa che riesce a curare il cuore come nessuna medicina è capace.

    Rispondi
  16. Titti

    Del bel dialogo postato da F&R mi piace soprattutto l’immagine dei messaggi dal cielo tramite i volatili:

    “manda gli uccelli per accarezzarti. Quando vedi un uccello mandagli un messaggio per tua madre e vedrai che volera’ dritto in cielo per consegnarlo alla Vergine Maria”

    Sara’ che mi e’ capitato, in circostanze cruciali, con un pettirosso…Poi ho letto del piccione entrato inaspettatamente nella cappella dove un Fabrizio rattristato era in preghiera: Don Mario era devoto di Maria e penso che anche lui si serva di questi messaggeri di Amore.

    @Roby: con la nuova connessione chi ti ferma più’!
    Con l’arrivo di RossellaT mi auguro che presto anche questi “Profeti di avventura” finiranno sui giornali ! Per ora li leggiamo stando…24 ore al sole 😉

    Rispondi
  17. RossellaT

    Titti ti confermo che queste letture stanno allietando ulteriormente i miei giorni di vacanza al sole.. 24 ore. Per il resto ci stiamo provando, speriamo che un uccellino ci aiuti;-).

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  18. Titti

    Ma si’, alla fine quello che conta e’ ritrovarsi insieme per crescere nel condividere, anche senza finire nella pagina della cultura: che ci importa se il redattore, all’ombra dell’ultimo sole, si e’ assopito 24 ore!

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