Daniela Monreale. Gli occhiali di Spinoza.


Daniela Monreale. Gli occhiali di Spinoza.

UN’ENERGIA DOLCE E FEROCE
di Mario Fresa

Impaziente e dinamicissima, la poesia di Daniela Monreale agisce costantemente sul ciglio di una sospesa dimensione dai tratti scivolosi e imprendibili, nei quali convivono e si mostrano, con nervosa alternanza, l’azzurro geometrico di un felice, momentaneo Eliso e i turbamenti di una curiosità estenuante, sempre animata da una mobile e pulsante agitazione. Non vi è drammatismo, tuttavia, perché le situazioni e le vicende narrate da questa sensibile voce poetica si inseriscono nel corpo della parola con un senso di fluida, ariosa e «lieta» naturalezza, movendosi nella prospettiva di una visione fortemente spiralica e circolare, e tendente, perciò, a un eterno, irrefrenabile autorinnovamento ciclico: dunque tutto, nei versi della Monreale, germina e si trasforma, e quindi appare e si nasconde, e muore, e poi risorge; e lo sguardo si abbandona a tale impetuoso flusso di nomi, di circostanze e di immagini (denso di affetti, di sorprese, di colori, di attese e di ricordi) secondo lo spirito del Wu Wei, saggiamente avvertendo ogni singolo istante della vita non più come «buono» o «cattivo», ma solo come un passaggio necessario, che mai dipende dalla «nostra» volontà, e che, invece, è incluso oggettivamente in un corso superiore, fluttuante e libero, pronto ad accogliere tutto e a superare e a distruggere tutto nell’implacabile suo movimento. La raccolta di Daniela Monreale possiede la grazia e, insieme, la vorticosità di una suite musicale: gli alati e nervosi tempi di danza che la percorrono fanno emergere sequenze e pulsioni contrastanti (sapidi sorrisi; malinconie impreviste; speranze rinnovate; incalcolati scoramenti) nelle quali resiste e si ravviva, incorruttibile, un’energia dolce e feroce che invita sempre alla resistenza e alla purezza: ed è così che lo stesso poeta, vinto dal sogno della bellezza che lo circonda e lo attraversa, può finalmente arrendersi all’amoroso fiume degli eventi realizzando il suo dolce, segreto desiderio di far coincidere, per una volta, la scrittura e l’esistenza.


CIRCUMNAVIGAZIONE

ESERCIZI DI PIETÀ

Poi un giorno cadi e provi a chiamare,
e le reti cedono, e tu pure, e le ginocchia
a quarantacinque gradi, scivolando ti arriva l’insight
e calcoli quante giaculatorie quante novene inutili,
la moviola del tempo creduto eterno,
ci sei quasi ci sei poi un giorno ti prende la paura
e sei daccapo mentre acute pungono le risate.
È così la leggenda nera, pensi esattamente
quando ricordi quel momento
mentre spegni il volume sul soldato sgozzato
ripreso a festa tra le tue posate pulite, è così
è così l’esperienza insostenibile,
e il vuoto si confonde con l’eccesso di lacrime
e pugni al diaframma, il lago delle memorie può
strepitare e a nulla vale.

Sul crinale si sbilancia un po’ l’andatura,
ma è radioso il mattino su questa conca isontina,
sotto non li vedo, ma i morti di Kobarid
scendono a valle cantando felici.

LA CURA DELLA TIGRE

DISCO ROTTO
(almeno essere presa sul serio)

Il grafico delle voci è monotono,
difetta la distinzione dei suoni,
tutta colpa della melodia
conosciuta a memoria,

sebbene Pitagora dicesse che l’universo fosse
un immenso monocorde.

Sarà, ma se non vibra
dentro una cassa armonica che lo accolga,
diventa un ronzio d’auto
sulla rampa.

E intanto voglio che tu mi ascolti,
con tutti i tuoi chakra aperti
e le antenne sintonizzate,
malgrado l’intenzione
e la tua coscienza a posto,
malgrado le orecchie
e il pendolo del volto.

Daniela Monreale, Gli occhiali di Spinoza, con dipinti di Celeste Di Luca
Edizioni L’arca felice collana Coincidenze 2011

2 pensieri su “Daniela Monreale. Gli occhiali di Spinoza.

  1. Mariella Bettarini

    Grazie, caro Mario, del tuo ottimo commento al recente lavoro poetico della nostra cara Daniela (Monreale). Concordo in pieno con te, ed auguri a Daniela e alla sua poesia lettori appassionati e una viva attenzione critica.
    Un saluto ad entrambi

    Rispondi
  2. nadia agustoni

    La bella pagina che Mario Fresa dedica alla poesia di Daniela Monreale mi trova concorde. La poesia di Daniela ha un’intensità e una presa che arrivano al lettore e fanno respirare:

    “dunque tutto, nei versi della Monreale, germina e si trasforma, e quindi appare e si nasconde, e muore, e poi risorge”

    e tanto traspare dai versi incisivi dell’ un’autrice con questa nuova raccolta.

    A tutti un saluto.

    Rispondi

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