Sia chiaro, galleggeremo nel nulla. Ora siamo qui, la vita mostra di reggerci, ma è un filo sottilissimo e non sente se c’è sopra un elefante o una formica. Intanto salutiamoci. La vita ci rende guardinghi, ingenerosi. Invece bisogna dire dopo un giorno di confidenze: eccomi di nuovo qua. La vita ci fa vacillare, e ci chiama a rimbalzare da un attimo all’altro senza riparo. Altrimenti rifluisce nel suo buco convenzionale, buco che non si chiude mai.
L’abbraccio è il nostro segno della croce, a un soffio dalla solitudine mortale in cui operiamo. Chi non ama questo segno ci può essere anche utile a volte, ma non per noi.
La spaventosa, l’irrimediabile scomparsa possiamo vincerla solo qui, solo adesso, con gli occhi allungati fino la midollo per cercare il pane più chiaro dell’essere. Questo lavoro è un andare via dal mondo e dall’umano. Oltre il corpo, oltre il cuore. Non stiamo insieme per divertirci, o per sedurci. Bisogna che si sprigioni da noi una sorta di stupore leggero.
Dio verrà a trovarci nel momento in cui prendiamo a calci questi cani di gesso, questi pagliacci che hanno sempre il muso per terra. In un certo senso noi dobbiamo buttare all’aria la nostra vita. Come coriandoli. Dobbiamo stare attenti. Ancora qualche indugio e non riusciremo più a strapparci da noi stessi.

Bene.
Mi piace. Intenso.
lo stupore leggero. molto bello.
gia…come coriandoli…
Bravo, Franco! Ottima poesia (in prosa). Molto suggestiva. Attento al demone estetizzante!…
Donato
caro donato questo testo in una versione più lunga era apparso molti anni fa su altofragile, il titolo era lettera alle donne.
adesso non scrivo così……
Arminio non delude mai. E’ un dato di fatto
vorrei disperdermi
nell’aria soffiata cosi’
dal vento.
per finire nelle orbite
vuote della tua indifferenza
priva di sguardi
vorrei morire in una eternita’ senza spazio,ne’ tempo
rinascere con ali di fuoco,
e di volare di cuore in cuore,fino a raggiungere il tuo.
non tenbre vorrei intorno,e ne’ingannevoli luci.ma orizzonti.
vorrei vederti spuntare come il primo sol4,che vita concede.
———————gina tota georgia