Provocazione in forma d’apologo 222

Sono quasi le sette di sera, la giornata di lavoro sta finendo. Ma come al solito nel Gabinetto il telefono suonerà e il Direttore si farà passare qualcuno: Tizio, per chiedergli conto dell’operato di Caio; o Caio, per chiedergli un parere sull’operato di Sempronio; o Sempronio, per licenziarlo in tronco non avendo raggiunto gli obiettivi assegnati a Tizio, a Caio e chissà a quanti altri.

A proposito di quest’abitudine, che quando va bene ritarda indefinitamente l’ora di cena del malcapitato, una volta ho notato: “Siamo come conigli, a una cert’ora lo sportello della gabbia si apre e una mano afferra un paio di orecchi e li tira su con tutto il corpo e l’anima attaccati, apparentemente a casaccio”.
I colleghi hanno riso ed uno ha commentato che ho sbagliato lavoro, che avrei fatto meglio a tentare la carriera del comico televisivo: così avrei potuto pubblicare dei libri di successo, e magari darmi alla politica.
A quel commento, non volendo svelare la mia vera vocazione, ho taciuto.
L’immagine che mi si era presentata alla mente e che avevo tradotto in parole era quella di una successione di conigliere incapsulate una dentro l’altra, ognuna con una mano che dalla gabbia a livello superiore s’insinuava attraverso l’apertura ad acchiappare, apparentemente a casaccio, un paio di orecchi, ed a tirarli su con tutto il corpo e l’anima attaccati.

10 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 222”

  1. Carla

    non per niente il male di chi vive in società si chiama: accondiscendenza.
    molto carino il finale, soprattutto quel pescare, apparentemente a casaccio.
    un caro saluto, C.

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  2. robertorossitesta

    Cara Carla,
    d’accordissimo. Posso azzardare un passetto in più e chiamare quest’accondiscendenza… “tolleranza”? (Tolleranza border-line, ma certo, non mi permetterei mai.)
    Grazie e ciao,
    Roberto

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  3. Giorgina Busca Gernetti

    Caro Roberto,
    “apparentemente a casaccio” hai scritto nell’interessante apologo 222. Hai ragione: “apparentemente”. In realtà, credo esista un disegno/progetto ben preciso (non mi riferisco a quello di Dio!) che ha già stabilito “ab aeterno” chi sia il malcapitato che verrà afferrato per le lunghe orecchie.
    Un caro saluto
    Giorgina

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  4. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    neanch’io mi riferisco al disegno/progetto di Dio.
    Un caro saluto a te,
    Roberto

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  5. gum

    In fondo la gerarchia statale somiglia molto a un’incastro di Matrioske, infatti hanno sempre l’anima vuota.

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  6. robertorossitesta

    Gentile Gum,
    mica solo la gerarchia statale. E al fondo, in luogo di un’anima vuota, sovente c’è un’anima nera, nerissima.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

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  7. robertorossitesta

    Cara Elisabetta,
    può essere davvero: forse il Direttore è innervosito da ciò che lo aspetta a casa, e cerca al contempo di ritardarlo e di vendicarsene in anticipo.
    Ciao,
    Roberto

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  8. marco1963

    L’inefficienza e l’assurdità dei comportamenti si ripropongono sempre, in ogni occasione, mai smentendosi, sempre lacerando il quotidiano vivere. Ma i più si adeguano senza compromessi, senza chiedere sconti o spiegazioni. In modo kafkiano, rubiamo ai giorni nostri il divenire di domani, accusando di ciò gli altri e restando quasi sempre feriti e provati da tali circostanze.
    Un abbraccio Roberto!

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  9. robertorossitesta

    Caro Marco,
    l’istinto di sopravvivenza non è altro che l’istinto di togliersi dall’incomodo presente, non importa in che modo, e magari col risultato di precipitare in un incomodo peggiore.
    Insieme all’istinto riproduttivo, è così che va avanti il mondo.
    Un abbraccio a te,
    Roberto

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