
Ricordi il piccione che chissà come
È entrato nella cappella dell’adora-
zione? Credevo fossi tu, l’unico
In grado di trovare lo spiraglio
Giusto nel muro bianco dello spazio
E del tempo, fare un tunnel di luce
Nel buco nero della lontananza,
Volare sotto forma di colombo
Fino al Santo dei Santi del Santuario,
E ridare speranza ai disperati
Che credevano d’averti perduto.
E invece eri già qui, come un istante
Muto, come il mare in conchiglia, come
Il vento che rialza chi ha vissuto.

“E invece”, una parola che basta da sola a scaldare il cuore, a volte sfiduciato ed incredulo.
E invece.
L’antitodo al buio, la felice scoperta, la speranza realizzata, la certezza del Bene.
Ritrovarsi non è mai abbastanza, l’abbraccio atteso, la risposta della verità che non finisce mai di stupire.
Eri “già” qui. Senza nemmeno dover chiedere, c’è chi sa “già” di cosa abbiamo bisogno. Una presenza rassicurante. la preghiera che si esaudisce quando la mia è la Sua volontà.