Non c’è colpevolezza senza prova, qui
dove assoluzione e delitto hanno lo stesso movente.
Reato o peccato, siamo tutti parte. Comunque.
Tutto è già stato
e ci chiama,
mentre un giudice impone il suo nome.
Qualcuno completerà il nostro gesto.
Tempo senza voce che scrivi la sentenza;
nulla corregge nulla.
Un vizio di forma forse ci salverà.
La sensazione è che questa società, che si dichiara pluralista e aperta ai diritti di tutti, stia mostrando il suo vero volto: coloro che non rientrano nei “progrediti e liberali” schemi apparentemente proposti, in realtà imposti, sono soggetti ad una cinica e violenta repressione.
Attenzione a non trasformarci noi in giudici inappellabili, oltretutto per “sentito dire”. Ricordo che si tratta di un caso su cui si sono espressi ben tre diversi tribunali, di cui uno internazionale. I genitori rappresentano i soggetti più idonei ad assumere scelte tanto drammatiche, che attengono principalmente la sfera medica e il concetto di proporzione delle cure? E se ad essere violento fosse piuttosto l’inconsapevole egoismo che prolunga la drammatica agonia? Da un accanimento terapeutico senza scopo non nasce alcuna speranza.
Qualche decina di anni fa si sono sperimentati i trapianti di cuore, fegato, reni. I primi trapianti non hanno prolungato la vita se non di ore o giorni, e non penso senza sofferenze. Secondo il sentire odierno i primi esperimenti di trapianto potrebbero essere considerati accanimento terapeutico. Che però oggi permettono di salvare molte vite.
Mi permetto di far notare che c’è una bella differenza quando a indicare una strada, per quanto assurda e innovativa possa sembrare, sia comunque la medicina e quando invece a trattenere ad ogni costo il malato rimanga il comprensibile ma non giustigicato desiderio dei genitori di non accettare il distacco.
Ma quello che qui non condivido è la visione della scienza per forza disumana, asservita alle multinazionali, al solo scopo di lucro. Tutti unanimemente cattivi e privi di compassione. Proprio il contesto in cui si può pensare, ad esempio, di smettere di vaccinare i propri figli.
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Il giudice
Non c’è colpevolezza senza prova, qui
dove assoluzione e delitto hanno lo stesso movente.
Reato o peccato, siamo tutti parte. Comunque.
Tutto è già stato
e ci chiama,
mentre un giudice impone il suo nome.
Qualcuno completerà il nostro gesto.
Tempo senza voce che scrivi la sentenza;
nulla corregge nulla.
Un vizio di forma forse ci salverà.
Corrado Benigni
La sensazione è che questa società, che si dichiara pluralista e aperta ai diritti di tutti, stia mostrando il suo vero volto: coloro che non rientrano nei “progrediti e liberali” schemi apparentemente proposti, in realtà imposti, sono soggetti ad una cinica e violenta repressione.
Attenzione a non trasformarci noi in giudici inappellabili, oltretutto per “sentito dire”. Ricordo che si tratta di un caso su cui si sono espressi ben tre diversi tribunali, di cui uno internazionale. I genitori rappresentano i soggetti più idonei ad assumere scelte tanto drammatiche, che attengono principalmente la sfera medica e il concetto di proporzione delle cure? E se ad essere violento fosse piuttosto l’inconsapevole egoismo che prolunga la drammatica agonia? Da un accanimento terapeutico senza scopo non nasce alcuna speranza.
Qualche decina di anni fa si sono sperimentati i trapianti di cuore, fegato, reni. I primi trapianti non hanno prolungato la vita se non di ore o giorni, e non penso senza sofferenze. Secondo il sentire odierno i primi esperimenti di trapianto potrebbero essere considerati accanimento terapeutico. Che però oggi permettono di salvare molte vite.
La speranza è’ essa stessa lo scopo.
Mi permetto di far notare che c’è una bella differenza quando a indicare una strada, per quanto assurda e innovativa possa sembrare, sia comunque la medicina e quando invece a trattenere ad ogni costo il malato rimanga il comprensibile ma non giustigicato desiderio dei genitori di non accettare il distacco.
Ma quello che qui non condivido è la visione della scienza per forza disumana, asservita alle multinazionali, al solo scopo di lucro. Tutti unanimemente cattivi e privi di compassione. Proprio il contesto in cui si può pensare, ad esempio, di smettere di vaccinare i propri figli.