
Loreto è in cima a un colle. Girandole intorno – dall’autostrada, dalle vie che attraversano i paesi, dall’Adriatica -, la scorgi come il segno di qualcosa, una memoria che s’impone o si propone, secondo lo sguardo.
Loreto è Dio, l’Annunciazione, la Santa Casa della famiglia nazarena, una vertigine di Cielo che sconvolge l’agenda mediocre del terrestre. È impossibile pensare a Loreto senza che scombini i progetti ordinari, gli obiettivi che rivelano, in un confronto impari, la loro inconsistenza.
Loreto è anche il segno della Storia, epoche in cui si era costretti a costruire mura per difendersi dai Mori, come allora si chiamavano. Oggi viviamo tempi simili: città, nazioni, continenti sotto assedio, ma nemmeno lo scudo antiatomico basta per proteggersi.
Loreto è lo spirito; il terreno circostante – pieno di ulivi – è la psiche; l’immensa campagna che arriva fino al mare è il corpo. Non puoi fare a meno delle tre dimensioni, ma il centro è la Casa, il punto in cui convergono il ritmo monotono dell’onda, l’oro effimero dei girasoli, i difetti e i pregi, la fragilità e la forza della nostra umanità.
Ogni volta che guardo Loreto, mi ricordo di don Mario: era lui che con fatica, dalle fughe del corpo e della psiche, mi riportava al Centro.

“…
Arrivo al mio centro,
alla mia algebra, alla mia chiave,
al mio specchio.
Presto saprò chi sono.”
(Jorge Luis Borges)
Loreto la bellissima, dove natura, arte e spirito si fondono in un’immensa armonia.
Loreto centro del mistero, dove il cuore si sente a casa, nella Casa in cui l’incredibile avventura del Cristianesimo ha avuto origine.
….Una memoria che s’impone…
Conosco una memoria che si impone e ti riporta al centro :” Fate questo in memoria di me”. Per l’usanza del popolo ebreo fare memoria è rivivere quell’evento e non semplicemente un ricordo del passato.
La nostra Santissima Eucarestia è il luogo al mondo dove in modo esclusivo e misterioso incontriamo Gesù. Dio ha tanti modi per convogliare i suoi Santuari, Loreto tra i più belli, in un unico luogo centralissimo, il punto d’incontro del nostro cuore con il Suo.
Grazie Don Fabrizio