
Rajoy, Rajoy,
non sei diverso dall’autore di un femminicidio
da un partner accecato da stizza e gelosia
che non accetta la rottura,
la decisione di una lei decisa a chiudere.
Lo schiacciamento del cranio
lo strangolamento e lo stolking
lo sfiguramento del volto
non sono diversi da quello ossessivo e mediatico
che assorda e mistifica ogni giorno,
dall’invio di esercito e di polizia
dalle manganellate su una folla inerme
dalla soppressione punitiva
di quell’autonomia già conquistata,
ma ritenuta insufficiente.
Ma come per un divorzio non si può
decidere da soli, non può
non prevedersi con regole e principi
una separazione consensuale, o giudiziale
tra popoli e territori -a favore
soprattutto dei più fragili,
per regolare i rapporti pregressi-
e con buona pace di tutti
segua poi ognuno il suo destino.
Che non è solo di distacco totale
ma un modo magari diverso
di restare uniti: liberi
tra persone e popoli liberi.
gn

dissento totalmente da simili melensaggini. La democrazia è cosa del tutto diversa dall’anarchia, fenomeno solipsista ed egoista… La regola (legge) è fonte di pace. Chi la infrange semina guerra e morti. Il riferimento poi al femminicidio la dice lunga sulla confusione mentale che affligge l’autore dello scritto… Fausto Carratù
Le sue parole, e i toni, “la dicono lunga” sulla persona che commenta, che vanno ben oltre il dissenso ma che sono anche fuori dallo spirito di civile e reciproco confronto e rispetto che caratterizza questo spazio webbico.
Venendo al dunque, la libertà della persona non è anarchia, ma un diritto fondamentale dell’uomo, come tale riconosciuto e ribadito sia nel diritto internazionale sia nelle principali costituzioni democratiche.
Tra la libertà individuale (mai, comunque, assoluta) e l’esigenza di garantire tenuta ad un’organizzazione sociale strutturata, e difficilmente modificabile (come l’ente Stato), non può non esserci una via di mezzo, rispettosa della sovranità naturale e del sentimento di appartenenza di una comunità o di un gruppo etnico.
L’art. 5 della Costituzione italiana, ad esempio, intendeva proprio garantire questo equilibrio: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.” Peccato che tale principio non si mai stato applicato, come giustamente osservato anche da Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale. Ciò ha creato e crea un vulnus non solo democratico, limitando oltre misura il diritto delle persone e delle comunità di vivere secondo un modello sociale ed economico ritenuto più confacente alle proprie esigenze.
Per la Spagna e la Catalogna, pur con storie e status diversi da quelli nostrani, le cose non sono però così diverse dal punto di vista sostanziale. E’ vero che la Catalogna gode di una condizione di autonomia notevole, ma il desiderio di separazione non può essere impedito, ma solo regolato, così come avviene tra i contraenti di qualunque accordo. Non prevedere questa possibilità in una Costituzione può portare a crisi e conflitti devastanti, in un Paese. Una generazione non può pretendere l’immodificabilità delle regole da essa stabilite, ad eccezione di quelle che incardinano i diritti fondamentali delle persone e la stessa democrazia; il resto non può non essere ricontrattabile, nell’ottica intelligente di salvaguardare dalla dissoluzione ciò che è stato faticosamente costruito.
Nel caso spagnolo (ma anche per quello italiano), ciò è possibile, ripeto; sulla base di una contrattazione tra stato spagnolo e regione catalana che è però mancata, in quanto non prevista nella Costituzione. Oltre l’autonomia, potrebbe infatti ipotizzarsi un rapporto confederativo inter pares, tra regioni divenute stati (come nel caso svizzero.
Chi ha il diritto di impedire tutto questo? Ritengo che si tratti di istanze sociali più che legittime. E il loro soffocamento è gravemente liberticida.
I versi pubblicati sono un tentativo di sintetizzare con energia queste considerazioni.